Ricetta facile e gustosa per lo champagne

champagne mumm

Come ho avuto modo di dire, lo champagne è il vino più longevo e versatile al mondo. Versatile nel senso che sa appagare da solo, nobilitare l’aperitivo, esaltare la cucina. Bene, allora grazie all’aiuto di alcuni grandi chef italiani proporrò di tanto in tanto delle ricette gustose, di preparazione mai eccessivamente complessa, da abbinare poi a uno champagne. A quello che personalmente ritengo più adeguato, ma poi ciascuno è libero di sbizzarrirsi nell’accostamento preferito, che poi, magari, mi può segnalare: ne discuterei con piacere.

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Louis Roederer: i nuovi Vintage 2006 e Cristal 2005 in anteprima

Bottiglia di Champagne Cristal 2005

Avevo annunciato l’anteprima dei nuovi millesimati Louis Roederer, ebbene ho avuto modo di incontrare brevemente presso la maison Jean-Baptiste Lécaillon (chef de cave e direttore generale), che mi ha fatto assaggiare in anteprima tre nuove annate: Blanc de blancs 2006, Vintage 2006 e Cristal 2005. Che saranno commercializzate via via nei prossimi mesi con il non facile compito di non far rimpiangere le precedenti (2005 per i millesimati e 2004 per il Cristal, tutti recensiti con risultati a dir poco straordinari nella guida “Grandi Champagne 2012”).

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Champagne: conosciamolo meglio

bottiglie moet chandon

Per gli appassionati questo articoletto potrà risultare meno interessante, però ritengo giusto offrire a quanti si avvicinano, o vogliono sapere di più di questo fantastico mondo uno strumento utile, magari anche ad apprezzare una grande bottiglia o comprendere la grandezza dei millesimati storici. Bene, provo a farlo semplicemente (ma mai con banalità…), attraverso una serie di punti chiave. Non si tratta, pertanto, di un vero e proprio glossario come quello pubblicato nella guida “Grandi Champagne 2012”, bensì una spiegazione dei termini e dei concetti chiave. Spero piaccia.

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Vecchi millesimati Henriot: ecco il 1998

Bottiglia champagne Hensiot Millésime 1998

Torno a parlare dei millesimati Henriot, disponibili per via ufficiale dalla stessa maison, tra l’altro anche in magnum e jéroboam, anche quando si parla di annate passate. Ebbene, dopo aver scoperto le qualità del 1996 è, come promesso, la volta del 1998, figlio di un’annata per molti non “clamorosa” come la ’96, ma per me certamente molto, molto interessante e che ancora non ha rivelato tutto il suo reale potenziale solo perché va vista alla lunga, molto alla lunga.

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Spumante al top: Riserva Lunelli by Ferrari

Bottiglia del Riserva Lunelli

Villa Margon: attorno a questo complesso cinquecentesco sorgono i migliori vigneti di Ferrari, piantati a Chardonnay: è da qui che poi nascono le due riserve Giulio Ferrari e Lunelli. Da champagnista convinto, non escludo però a priori gli altri vini spumanti, men che meno i nostrani, che oramai su muovono su livelli qualitativi davvero elevati. Pertanto queste pagine daranno spazio anche a loro, nella categoria “Non solo champagne”.

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Auguri e Champagne

Bottiglia di Vintage Rosé, di Veuve Clicquot 2002

Innanzitutto desidero augurare a tutti quanti visitano questo sito la più calorosa: Buona Pasqua! Una Pasqua che, nonostante rappresenti un’occasione festosa, cade in un momento non facile, tra tasse, scandali, crisi, riduzione del potere di acquisto e, quindi, dei consumi.

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Mumm R.Lalou, champagne da leggenda

Champagne Rene Lalou

Bella visita, dopo cinque anni di assenza (troppi!), da Mumm. Accoglienza commovente alla maison Cordon Rouge e sontuosa degustazione insieme allo chef de cave Didier Mariotti, la cui riservatezza gli impedisce spesso di evidenziare la sua straordinaria preparazione. Man mano su queste pagine racconterò dei vari assaggi, nel frattempo vorrei parlare della cuvée de prestige R.Lalou, storicamente il fiore all’occhiello di Mumm, poi rinata nel 2007 al termine di 10 anni di sviluppo. L’avvocato René Lalou, presidente Mumm dal ’39 al ’73.

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Oltre il brut sans année con Charles Heidsieck

Bottiglie di Champagne Charles Heidsieck

La tradizione di Charles Heidsieck è sempre stata particolarmente solida sui millesimati, lasciando però il Brut quale entry level della maison, fondata nel 1851. Un vino di immediata accessibilità che, proprio per questo, mancava un po’ di complessità, soprattutto se rapportato al Millésime e alla eccezionale cuvée de prestige Charlie, che, per inciso, di tanto in tanto rifà capolino come Œnothèque dopo aver lasciato il posto al Blanc des Millenaires.

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Da oggi Moët-Hennessy Italia distribuisce Ruinart

Chef de cave di Ruinart Frédéric Panaïotis e una bottiglia di Champagne Ruinart

Prima con Krug e oggi con Ruinart la filiale italiana di Moët-Hennessy si uniforma alle altre di tutto il mondo distribuendo sul proprio territorio di competenza tutte le maison di champagne del gruppo destinate all’export, quindi Moët & Chandon, Dom Pierre Pérignon, Veuve Clicquot, Krug e, appunto dal 2 aprile, anche Ruinart. Che è la più antica maison di champagne in assoluto, fondata il 1 settembre 1729 da Nicolas Ruinart, nipote di Dom Thierry, monaco benedettino che unì le sue esperienze enologiche e le sue geniali intuizioni a quelle di Dom Pérignon.

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Dom Pérignon Œnothèque Rosé: a tu per tu con il “secondo”

Etichetta di champagne dom pérignon rosé 1992

Nel 2000, Richard Geoffroy, oramai chef de cave di Dom Pérignon da quattro anni, lanciò il “Programma Œnothèque”, la massima espressione di questo grande champagne nonché la più affascinante dimostrazione delle sue eccezionali capacità di maturazione. Dopo aver varato il “Programma Œnothèque” nel 2000, Richard Geoffroy lo estende anche ai Rosé 10 anni più tardi. Facendo nuovamente centro. Ma, stupendo un po’ tutti, esattamente dieci anni più tardi il geniale Richard concede il bis estendendo il programma anche al Rosé.

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