Besserat de Bellefon: ritorno alle origini?

bottiglia di Extra Brut

Ricordo che il mitico Alvaro Stirpe (la persona che ha fortemente contribuito a canalizzare la mia passione per lo champagne) citava spesso Besserat de Bellefon come ottimi champagne. Per anni non sono mai riuscito ad assaggiarne, finché due anni fa mi capita di visitare la maison, a Epernay. Devo dire che, a eccezione dell’ottimo Blanc de blancs, non rimasi troppo impressionato dalla gamma, ma una seconda occasione di riassaggio dell’intera famiglia Cuvée des Moines mi ha costretto – con mia sorpresa, ma anche piacere – a cambiare idea.

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La Grande Année Rosé Bollinger, nuova annata 2004

bottiglia con confezione di champagne La Grande Année Rosé 2004 di Bollinger

Uno dei primi post, anzi articoli di questo sito era dedicato a uno champagne rosé non molto conosciuto (forse perché prodotto in piccolissime quantità, ma anche perché la maison è più nota per i suoi blancs) pur se sempre eccellente: la Bollinger Grande Année, ma declinata come Rosé. Parlai poco tempo fa della Grande Année 2002, mentre ora andiamo a conoscere la 2004. Come il nome suggerisce, questo champagne è una variante della Grande Année tradizionale, ma non come mera aggiunta di vino rosso all’assemblaggio bianco, bensì come uno inedito.

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Inside Bruno Paillard

champagne paillard

Non ritengo champagne facili i Bruno Paillard, ma sono fermamente convinto che più li bevi e più li apprezzi. Soprattutto il Brut Première Cuvée, che ha anche una capacità incredibile di maturazione. E pensare che rappresenta l’etichetta di ingresso al mondo Paillard… A me sta succedendo proprio questo, ragion per cui mi sembra opportuno non solo apprezzare questo champagne in una sontuosa verticale, ma anche conoscere più da vicino la maison Bruno Paillard. Nata quasi come un’avventura, oggi la maison Bruno Paillard raccoglie i frutti delle intuizioni del suo fondatore.

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Il Krug ID Code ci dice la data del dégorgement

targa champagne Krug

Oggi riportare la data del dégorgement (operazione per la rimozione dei residui della rifermentazione in bottiglia) in controetichetta è una pratica che inizia ad avere diversi seguaci tra i produttori, soprattutto tra i piccoli e i medi, mentre i grandi o sono ancora restii, oppure scrivono la data solo nelle top cuvée. Però la tendenza sembra crescere e da appassionato dico fortunatamente perché, conoscendo quando uno champagne è stato degorgiato, potrò scegliere il momento per berlo nelle migliori condizioni o, quantomeno, evitare che sia ancora spigoloso.

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Thienot e la nuova strada

bottiglia di champagne thienot Brut non millesimato

Nella guida “Grandi Champagne 2012” non avete trovato né i sans année né il millésime tradizionale di Thienot. Il perché è presto detto: al momento degli assaggi, gli champagne non avevano raggiunto i requisiti minimi per entrare in guida e di questa maison abbiamo così recensito altre etichette di maggiore caratura.

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Krug 1988: vedi Napoli e poi muori

champagne krug e la sua scatola originale

Erano un paio d’anni che non riassaggiavo quest’annata by Krug. La fortunata occasione è arrivata con una visita all’amico Gaetano Verrigni, non solo produttore di una pasta semplicemente straordinaria (credo proprio sia la migliore…), ma anche grande appassionato di champagne. Gaetano Verrigni, qui insieme alla moglie Francesca e alla loro creatura, il fantastico Spaghettoro. A Gaetano va pubblicamente il mio più sentito ringraziamento per avermi dato la possibilità di riassaggiare il Krug 1988.

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Guy de Forez: ancora centro con la nuova annata

Bottiglie di champagne Guy de Forez blanc de noir brut 2006

La sede di Guy de Forez è un casale del XVII secolo con cantine sottostanti. Siamo nell’Aube, nel villaggio di Les Riceys. Questo piccolo produttore RM (récoltant-manipulant, quindi colui che produce da sole uve di proprietà) oramai è ben conosciuto su queste pagine. Infatti, non solo ne ho parlato diffusamente qui, ma i suoi champagne sono quasi costantemente apparsi in diversi post dedicati ai consigli.

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Idee per un pranzo estivo veloce e gustoso

Aurelio Damiani

Chi segue questo sito avrà notato, spero con piacere, che di tanto in tanto propongo la ricetta di un piatto semplice e gustoso da abbinare poi allo champagne. Si tratta di ricette di chef che, nel mio peregrinare enogastronomico su e giù per l’Italia, ho avuto modo di conoscere e apprezzare, alcuni anche di annoverare tra gli amici. Aurelio Damiani, eclettico e non meno simpatico chef marchigiano, ci propone le ricette di due piatti assolutamente gustosi, facili da realizzare e perfettamente in linea con la stagione.

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Charles Heidsieck rinnova anche lo champagne

champagne charles heidsieck

Tante novità si succedono in questa maison di Reims: prima l’acquisizione giusto un anno fa da parte del Gruppo EPI, desideroso di riportare Charles e Piper Heidsieck sui livelli che competono loro; poi, da aprile di quest’anno, la distribuzione in Italia di Charles Heidsieck affidata a Philarmonica di Guido Folonari; infine, giusto ora, le prime novità in seno alla maison. Régis Camus, uno dei grandi chef de cave della Champagne.

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Roederer Rosé e Grana: coppia giovane ma già affiatata

etichetta louis reoderer rosé

Alle anteprime Louis Roederer, mancavano i rosé, pertanto è ora di rimediare.Iniziamo dal millesimato, assaggiato anche stavolta insieme allo chef de cave, l’amico Jean-Baptiste Lécaillon: è il 2007, quindi in “anticipo” di un anno (rimane sui lieviti 4 anni anziché 5) rispetto ai fratelli assemblaggio e Blanc de blancs.Ma in Roederer è sempre così per il millesimato in rosa (non per il Cristal, di cui parlerò in un’altra occasione, però…) perché mirano all’esaltazione dei profumi fruttati e della freschezza in questa loro etichetta, prodotta mediamente con 2/3 di Pinot Noir e 1/3 di Chardonnay.

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