Billecart-Salmon e il legno: un incontro perfetto

La fermentazione in acciaio a bassa temperatura è da diversi decenni un vanto di Billecart-Salmon. Fu introdotta da Jean Roland-Billecart (a 96 anni tuttora in maison ogni giorno!), già ideatore del doppio debourbage a freddo, per preservare gli aromi: fermentando a 13°C, il processo dura tre settimane, quindi è estremamente più lento della norma. Ed è la sola maison de champagne a farlo su tutta la gamma, anche nel caso del legno.

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L’eccezionale ‘Cuvée du Bicentenaire’ di Billecart-Salmon

Domenica 17 giugno, con un sontuoso evento presso lo Château de Mareuil, che ha accolto più di 2.000 invitati, Billecart-Salmon ha festeggiato il prestigioso traguardo dei 200 anni, essendo stata la maison fondata nel 1818.

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Un grande rosé (Elisabeth Salmon) secondo un’annata tanto amata dagli italiani (1996)…

Quando Anselme Selosse mi disse che il suo rosé preferito era l’Elisabethdi Billecart-Salmon inizialmente rimasi spiazzato, non me l’aspettavo, ma poi c’ho riflettuto un attimo e ho pensato “beh, ci sta. D’altronde è indiscutibilmente tra i migliori cinque rosé in assoluto…”. Non a caso, è un rosé che ci ha fatto saltare dalla sedia con una grande annata (2002, in Grandi Champagne 2014-15), ma ha anche saputo stupirci a fronte di annate meno incisive (2000 nell’edizione 2012 e 2006 in Grandi Champagne 2018-19), tanto per parlare solo delle ultime uscite di questo champagne.

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Billecart-Salmon e quel capolavoro della Cuvée Louis (già Blanc de Blancs Millésime)

Quattro anni fa, in occasione di una visita da Billecart-Salmon con annessa sontuosa verticale di Cuvée Nicolas François , confessai piuttosto spudoratamente che avrei preferito trovare il Blanc de Blancs Millésime al posto dello champagne che omaggia il fondatore… Poi, nonostante la mia predilezione per lo Chardonnay, quella degustazione fu a dir poco magnifica, ma sono sempre rimasto con il desiderio di fare un bell’assaggio di quello champagne che adoro sin da quando lo ricordo con l’etichetta gialla.

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Ostriche e champagne: qual è la verità?

È l’abbinamento forse più noto e celebrato al mondo, evocativo di un momento di autentico piacere culinario (e per alcuni non solo quello…), ma recentemente qualcuno lo sta mettendo in dubbio accampando un presunto contrasto tra la mineralità dello champagne e il gusto salmastro delle ostriche… Probabilmente si tratta dell’ennesima ‘fake news’ buttata là per fare rumore, ma per spazzare via ogni dubbio in proposito ci siamo rivolti a un vero guru delle ostriche, Corrado Tenace, che con la sua Oyster Oasis (www.oysteroasis.it) rappresenta un punto di riferimento assoluto.

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Piena estate e voglia di blanc de blancs? Ecco cinque consigli!

È scoppiata l’estate, addirittura prima del previsto e con maggiore intensità. Quindi nei weekend si scappa al mare, soprattutto si organizzano aperitivi e cene con gli amici, meglio se all’aperto. Può mancare lo champagne? Certo che no, accidenti! Allora ecco cinque consigli particolarmente validi e pure a buon mercato (entro i 65-70 euro: ricordate che lo Chardonnay è pur sempre l’uva più cara in Champagne!) per altrettante occasioni, tutte a tema blanc de blancs, perché l’eleganza di questo tipo di champagne, la sua freschezza, il suo carattere sposano con particolare felicità la stagione estiva.

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Champagne: i 10 blanc de blancs da non mancare!

L’estate sta finendo… Così recitava un celeberrimo successo degli anni ‘80, ma tant’è. Ciò nonostante, il clima del Belpaese ci permette di godere ancora di splendide giornate di sole in questi ultimissimi scampoli di agosto, nonché per buona parte di settembre (e anche di più in alcuni casi, come ci insegnano gli amici leccesi). Ancora mare, dunque, apertivi serali con gli amici, cene a base di pesce, il tutto meglio se accompagnato da uno champagne. Un blanc de blancs, magari, che si presta particolarmente a questi contesti, a mio avviso.

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10 consigli per bere bene sotto i 40 euro

  Va bene, è vero (e vale anche per il sottoscritto…): gli champagne di maggior prestigio, come i millesimati o le top cuvée, hanno maggiore appeal. Ma, alla fine, a fare la parte del leone sul mercato sono i meno blasonati, i meno ‘attraenti’ sans année. Già, proprio così! D’altronde, non è un caso se per quasi tutti i produttori il classico brut sans année rappresenta il grosso della produzione, toccando in alcuni casi addirittura il 90% e poi, alla prova del mercato, sono proprio questi gli champagne più venduti.

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Billecart-Salmon: tra novità e conferme d’eccellenza

I miei primi passi nel mondo dello champagne li ho mossi proprio grazie a Billecart-Salmon. Eravamo a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 e in un piccolo gruppo di amici – c’erano Federico Angelini e Guido Molinari, oggi con me nell’avventura della guida Grandi Champagne e non solo… – ci si vedeva nell’ufficio (almeno in teoria era tale…) del mitico Alvaro Stirpe. Essendo Alvaro agente Velier, lo champagne Billecart era di casa, così avemmo modo di apprezzarlo in approfonditamente.

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La grande Cuvée Nicolas François Billecart in verticale! II parte

(II PARTE) Dovrei andare avanti con qualche altra anteprima (i nuovi Moët Grand Vintage e Grand Vintage Collection, le nuove annate di Tarlant e l’inedita Cuvée BAM…), però poi mi sono ricordato di aver lasciato in sospeso la splendida verticale di Cuvée Nicolas François, la cuvée de prestige di Billecart-Salmon, anzi il simbolo di questa bellissima realtà di Mareuil-sur-Aÿ ancora condotta dai discendenti del fondatore. Pertanto, rimandiamo un attimo le altre anteprime e vediamo le altre cinque annate di NF selezionate dallo chef de cave François Domi.

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