Un accostamento all’insegna del gusto: un grande champagne, un grande piatto

deutz Blanc de blancs 2007

Roma, via dei Fienili, uno degli angoli più suggestivi della Capitale, all’ombra del Campidoglio, a due passi dai Fori e dalla Bocca della Verità, a pochissimo dal Circo Massimo: insomma, Roma nella sua più storica e coinvolgente espressione. In questa stradina, da oltre 20 anni la Trattoria St Teodoro è un consolidato punto di riferimento per chi vuol mangiare veramente bene. Ovvero grandissime materie prime manipolate con cura ed estro per piatti concreti e di raro gusto.

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Brut Classic, uno champagne di grande successo (anche se a me continua a non convincere…)

champagne deutz brut classic

Ritengo che da qualche anno Deutz stia vivendo un periodo di autentico splendore. Per carità, non che in passato sia stata sottotono (fu fondata da William in nome della massima qualità e ha sempre lavorato molto bene), ma credo che da quanto sia entrata in orbita Roederer abbia compiuto un netto passo in avanti. O meglio, una serie di passi in avanti anno dopo anno e oggi, dopo esattamente due decadi di straordinaria gestione con Fabrice Rosset al timone, sia una maison d’eccellenza. Fabrice Rosset, presidente di Deutz.

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Il nero? Si abbina con tutto, specialmente con lo champagne

La Dame du Vin per Lemiebollicine “Buongiorno Livia, tutto bene?” “Sì Alberto, grazie. Hai festeggiato con una bollicina interessante il Natale?” “Assolutamente sì. Ma, a proposito di bollicine, cosa mi proporresti stavolta per il sito?” “È qualche giorno che ci penso Alberto, e, in attesa di un brindisi per l’ultimo giorno dell’anno, mi piacerebbe molto mandarti un articolo sull’oro nero del Baltico: il caviale…” Silenzio. “Alberto, ci sei?” “Sì, Livia, è solo che non sono troppo convinto.

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L’ultimo Deutz: Cuvée William Deutz Rosé 2002

etichetta champagne Deutz

Terza e ultima puntata sulle novità Deutz per quest’anno e, come annunciato qui, è la volta della Cuvée William Deutz Rosé 2002. Il villaggio Grand Cru di Aÿ, nella Vallée de la Marne, dove ha sede Deutz. Che è la declinazione in rosa dell’etichetta di punta della maison, creata per omaggiare il fondatore. Ma, a differenza di questa, la rosé è prodotta con sole uve Grand Cru, quindi senza Pinot Meunier come il fratello blanc.

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Ancora novità da Deutz: Extra Aged e Amour 2003

etichetta champagne Deutz amour 2003

Il 2012 si preannuncia particolarmente brillante per Deutz. Infatti, arrivano non solo le nuove annate di etichette classiche, ma anche altre inedite, come l’Extra Brut di cui ho parlato da poco qui o questo singolare Extra Aged millesimato 2000, lanciato in quantità limitata. Si tratta, infatti, del Brut Millésime 2000 (un classico assemblage champenoise a prevalenza di Pinot Noir: siamo pur sempre ad Aÿ…) tenuto a maturare dopo il dégorgement ulteriori sette anni nelle caves della maison, quindi in condizioni ottimali.

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Nuovo Deutz Extra Brut: una bella bottiglia!

Bottoglia di Champagne Deuts Extra Brut

La maison Deutz ad Aÿ: in Francia è ritenuta tra le sei più “serie”. Sin dalla sua nascita, a opera di William Deutz nel 1838, la maison omonima è sempre stata ossessionata dalla qualità. Ad esempio, in una sua lettera del 1845, il fondatore si infuriava letteralmente con i suoi collaboratori perché, nel corso di una degustazione alla cieca in Russia, il suo champagne si era classificato “solo” terzo. Per questo pretese che si facesse di tutto per procurarsi le migliori uve.

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