Il nero? Si abbina con tutto, specialmente con lo champagne

La Dame du Vin per Lemiebollicine “Buongiorno Livia, tutto bene?” “Sì Alberto, grazie. Hai festeggiato con una bollicina interessante il Natale?” “Assolutamente sì. Ma, a proposito di bollicine, cosa mi proporresti stavolta per il sito?” “È qualche giorno che ci penso Alberto, e, in attesa di un brindisi per l’ultimo giorno dell’anno, mi piacerebbe molto mandarti un articolo sull’oro nero del Baltico: il caviale…” Silenzio. “Alberto, ci sei?” “Sì, Livia, è solo che non sono troppo convinto.

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Dom Pérignon Œnothèque Rosé 1993

foto Dom Pérignon Œnothèque Rosé 1993

La preziosità degli Œnothèque Rosé è sottolineata dal bellissimo cofanetto laccato. Per Richard Geoffroy, l’oramai leggendario chef de cave di Dom Pérignon, la declinazione in rosa degli eccezionali Œnothèque significa un vino che magnifica la straordinaria capacità di invecchiamento e la complessità di Dom Pérignon.

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Champagne e Cucina Esotica

Consigli champagne per cucina esotica, sushi e sashimi

Envie de bulles – Chiara Giovoni Le feste sono un’occasione per stare insieme con le persone cui vogliamo bene, ma se da sempre il pranzo di Natale è a casa, dedicato alla famiglia con tutto il rituale della tradizione gastronomica italiana, incastonato di tortellini in brodo di cappone, invece lo scambio degli auguri con gli amici ci porta spesso alle tavole dei ristoranti.

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Dom Pérignon Œnothèque 1990, il migliore

degustazione di Dom Pérignon Œnothèque 1990

A breve pubblicherò una degustazione unica e irripetibile imperniata sull’annata 1996, unica irripetibile, estrema, ma non grande come si potrebbe pensare. No, la vera grande année in quella decade è stata la 1990, come ripetono puntualmente gli chef de cave. Un’annata ricca, opulenta, piena, che oggi si sta rivelando in tutta la sua magnificenza, anche se, devo dirlo, un filino troppo matura con le bottiglie degorgiate all’origine. Il grande Richard Geoffroy, chef de cave Dom Pérignon.

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Anteprima assoluta: Dom Pérignon Rosé 2002!

champagne Dom Pérignon Rosé 2002

Sebbene di recente sia cresciuta l’attenzione per le produzioni di nicchia – a volte di difficile comprensione e limitata godibilità – di piccoli vigneron (spesso semisconosciuti), tutti sembrano concordare sul fatto che, nonostante le dimensioni, ci siano delle maison dalla produzione impareggiabile sia per qualità, sia per fascino.

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Idee per un pranzo estivo veloce e gustoso

Aurelio Damiani

Chi segue questo sito avrà notato, spero con piacere, che di tanto in tanto propongo la ricetta di un piatto semplice e gustoso da abbinare poi allo champagne. Si tratta di ricette di chef che, nel mio peregrinare enogastronomico su e giù per l’Italia, ho avuto modo di conoscere e apprezzare, alcuni anche di annoverare tra gli amici. Aurelio Damiani, eclettico e non meno simpatico chef marchigiano, ci propone le ricette di due piatti assolutamente gustosi, facili da realizzare e perfettamente in linea con la stagione.

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Dom Pérignon Œnothèque 1969: la perfezione (quasi) esiste

Dom Pérignon 1969

Sognare è lecito, quindi stavolta parlo di uno champagne davvero fuori dal comune. Ma non impossibile: seppure in quantità estremamente ridotta e a un prezzo superiore ai 1.000 euro, questa bottiglia è reperibile sul mercato. Mi riferisco all’Œnothèque 1969 di Dom Pérignon, un capolavoro che dall’altro dei suoi 43 anni dimostra inequivocabilmente tutta la sua eccezionalità. Œnothèque sì, ma non quello tradizionale (etichetta nera e fregi argento), bensì la sua massima declinazione (etichetta sempre nera, ma con fregi oro, detto anche “Commande Spèciale”).

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Dom Pérignon Œnothèque Rosé: a tu per tu con il “secondo”

Etichetta di champagne dom pérignon rosé 1992

Nel 2000, Richard Geoffroy, oramai chef de cave di Dom Pérignon da quattro anni, lanciò il “Programma Œnothèque”, la massima espressione di questo grande champagne nonché la più affascinante dimostrazione delle sue eccezionali capacità di maturazione. Dopo aver varato il “Programma Œnothèque” nel 2000, Richard Geoffroy lo estende anche ai Rosé 10 anni più tardi. Facendo nuovamente centro. Ma, stupendo un po’ tutti, esattamente dieci anni più tardi il geniale Richard concede il bis estendendo il programma anche al Rosé.

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Dom Pérignon 2003: tutto, ma proprio tutto sulla “provocazione” di Richard

tappo di dom pérignon 2003

Ho assaggiato il nuovo Dom Pérignon 2003 poco più di un mese fa, ciò nonostante, prima di postarne le impressioni, ho voluto riassaggiarlo a distanza e, soprattutto, confrontare le mie impressioni con Richard Geoffroy, l’oramai mitico chef de cave. D’altronde, un Dom Pérignon figlio di un’annata come la 2003 rappresenta un vero evento… Richard Geoffroy con il sottoscritto all’Abbazia di Hautvillers, luogo di nascita e attuale “sede” di Dom Pérignon.

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San Valentino: all’insegna dello champagne, ma senza follie…

Foto emblematica ripresa dal sito Vitisphere.com, il primo a dare la singolare notizia, poi ripresa da molti altri, anche in Italia. Il fatto che lo champagne sia, oltre che il “re dei vini”, anche un simbolo del lusso, della festa, delle celebrazioni ha portato a diverse bizzarrie, per non dire vere e proprie storture. Ma quando pensavo di averle viste proprio tutte, comprese le “frizzanti” esternazioni di rapper & Co, eccone una nuova: in occasione di San Valentino, pare che l’hotel extra lusso di Londra Cadogan proponga un esclusivo “bagno di champagne”.

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