Composizione parcellare per la novità di Eric Taillet

Recensione Des Grillons aux Clos

Tra gli champagne che personalmente stappo quando ho semplicemente voglia di un calice per il puro piacere di berlo, quindi senza coinvolgere il mio lato da critico, c’è, tra gli altri, l’Exlusiv’T, il non millesimato di Eric Taillet. Oggettiva bravura a parte, questo vigneron mi ha fatto scoprire un lato del Meunier che non conoscevo e che mi è piaciuto tantissimo. Soprattutto nella declinazione rappresentata da questa etichetta, che è la più semplice della gamma.

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Eric Taillet e l’essenza del suo territorio

Champagne Eric Taillet Bansionensi

Dimenticato per anni, al punto che i vigneron avevano difficoltà a venderlo ai négociant, man mano il Meunier ha suscitato sempre più interesse, tanto da essere oggi proposto da parecchi produttori, perfino alcuni di primissimo piano del calibro di Egly-Ouriet. In passato un solo nome svettava quando si parlava di questa varietà in purezza, il grande René Collard, ma, paradossalmente, il vigneron di Reuil è stato valorizzato soltanto parecchi anni più tardi; invece la successiva riscoperta del Meunier ha visto diversi attori in campo.

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Tutto il genio di Eric Taillet per il Meunier al top!

Champagne Eric Taillet Exclusiv’T

Da qualche anno stiamo assistendo a un tale ritorno al Meunier da poter quasi parlare di moda. Speriamo di non sfociare negli eccessi, ma sono abbastanza confidente in tal senso. Però, sembra quasi un secolo da quando Jérôme Prevost si è prepotentemente proposto alla ribalta mondiale presentando uno champagne fatto di solo Meunier. Uno champagne peraltro eccellente, che era tale ed è perfino migliorato, ma questo lo sapevamo, lo sappiamo. Per carità, gli champagne da Meunier in purezza si son sempre fatti, ma erano tutt’altro che noti a apprezzati.

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