Krug Grande Cuvée 168ème, ancora tu…

Krug Grande Cuvée 168ème 

Già, ancora questo champagne, ma a ragione. Il suo lancio, infatti, ha fatto molto rumore e, personalmente, sono rimasto esterrefatto dall’immediata e travolgente bontà di questa Grande Cuvée 168ème Édition. Uno champagne entusiasmante nella sua piacevolezza, uno champagne emblematico nel suo essere assolutamente Krug. Senza se e senza ma. Quando leggerete questo articolo sarò (finalmente…) in volo per la Francia, una intera settimana da passare in Champagne per gli ultimi approfondimenti del libro La Mia Champagne.

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Krug Grande Cuvée e l’essenza del tempo

Krug Grande Cuvée

È il momento di Krug. Lo è per l’arrivo di Julie Cavil quale chef de cave dopo Eric Lebel, lo è per l’arrivo di una strepitosa Grande Cuvée con la 168ème Édition, che vi ho raccontato qualche giorno fa. E lo è anche per questa degustazione di Vania, che ci ricorda l’eccezionale tradizione di Krug, la sua incredibile tenuta al tempo, l’emozione di uno champagne d’antan (quando ben conservato). Qualcuno si secca quando si parla della Krug che fu, una cosa che trovo inconcepibile.

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Krug Grande Cuvée: arriva la 168ème Édition!

Krug Grande Cuvée 168ème

Il 2020 è un anno molto particolare, direi importante per Krug: ci saranno diverse novità, ma, soprattutto, per la prima volta, una donna è la chef de cave di questa Maison mitica. In realtà, durante la I Guerra Mondiale, con Joseph II prigioniero dei tedeschi, fu sua moglie Jeanne a condurre la Maison e fu lei a firmare l’unico Vintage fatto durante il conflitto, il 1915, ma ora la storia è profondamente diversa e non più frutto di una necessità.

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La Grande Cuvée di Krug e il suo punto di svolta

Recensione Krug Grande Cuvée 163ème

Se Jospeh Krug ha fondato la maison omonima e ha delineato i tratti stilistici degli champagne Krug, beh, chi l’ha fatta veramente grande e, soprattutto, ha creato gli antenati degli champagne odierni è stato suo figlio Paul. Fu lui ad acquistare il terreno di rue Coquebert dove ha sede Krug oggi e fu lui a creare la Private Cuvée, poi evoluta in Grande Cuvée da suo pronipote Henri nel 1971 (lanciata nel 1978).

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Krug: è la volta della sorprendente Grande Cuvée 167!

Krug Grande Cuvée 167ème

Questa storia inizia nel 1843, quando Johann-Joseph Krug, immigrato tedesco, al termine di una lunga esperienza con Jacquesson, fonda a Reims la maison Krug & Cie. È il primo passo di una filosofia rivoluzionaria e di un mito, ma anche del suo agognato sogno: creare il migliore Champagne al mondo. Da allora, quell’idea di perfezione e raffinatezza che Joseph aveva in mente, prende forma ogni anno nella Grande Cuvée, nata per la prima volta nel 1845 e poi capace di far innamorare gli appassionati di tutto il mondo.

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Krug Grande Cuvée: abbiamo (finalmente) trovato la quadra?

Krug 166 eme Edition recensione

Con la Grande Cuvée 167ème Édition che si profila già all’orizzonte, vorrei invece parlare della Grande Cuvée sul mercato oramai da diversi mesi, la 166ème Édition. Infatti, già con il primo assaggio mi ero fatto un’idea e questa è stata poi confermata da almeno un’altra decina di riassaggi. Quale idea? Beh, che forse lo champagne più importante di e per Krug è finalmente tornato su quel livello di assoluta eccellenza che molti appassionati lamentavano essersi appannato da alcuni anni.

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Krug 1996: non c’è dubbio, è un capolavoro!

Krug Vintage 1996

Joseph Krug ha fondato la maison omonima e gettato le basi di uno stile diventato non solo un mito, ma un riferimento per tutti nel mondo dello champagne. Però è stato poi suo figlio (l’unico) Paul ad aver di fatto plasmato Krug. Ha acquistato il terreno a rue Coquebert dove Krug ha sede tuttora, soprattutto ha creato la Private Cuvée, proponendola come sans année e come millésime: in realtà sono proprio questi gli antenati di Grande Cuvée e Vintage rispettivamente.

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Semplicemente strepitoso il Krug Clos du Mesnil 2004…

krug clos du mesnil 2004

Certamente sotto l’influsso della Borgogna, in Champagne l’idea del singolo vigneto ha sempre esercitato un fascino, un richiamo di estrema importanza, ispirando i vigneron più ambiziosi e incoraggiandoli a ricercare quelle sfumature esclusive e prodigiose che solo pochissimi, tuttavia, sono riusciti a ottenere. Ciò nonostante, ci sono alcuni (e sono veramente pochi…) vigneti che, per via della loro personalità unica, hanno convinto i loro proprietari a intraprendere la strada del ‘solo’ a prescindere dalla pregiata Regione più a sud.

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Aveva ragione Olivier: Krug è piacere! Il 2004, ad esempio…

Krug 2004

Da qualche anno, Olivier Krug ripete con tale perseveranza un concetto che è diventato una sorta di mantra: “Krug non è uno champagne per esperti, per conoscitori. No Krug è uno champagne ideato da un tale Joseph, mio antenato, che voleva dare piacere a tutti”. Da ‘vecchio krugista’, quando ho sentito questa frase per la prima volta sono quasi saltato dalla sedia e ho pensato all’ennesima trovata di quei demoni del marketing, che poi hanno costretto il povero Olivier a ripeterla ossessivamente.

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Cinque top champagne per chiudere l’anno alla grande!

champagne a capodanno

Stiamo per salutare il 2017 e la fine dell’anno fa segnare senza dubbio il picco nel consumo dello champagne. L’appassionato avrà già selezionato per tempo le bottiglie da stappare, ma molti – la maggior parte – decidono spesso alla fine quale bottiglia sugellerà la fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo. In questa piccola rassegna suggeriamo cinque champagne ‘di peso’, per rendere veramente indimenticabile questo momento di festa…   Diebolt-Vallois Fleur de Passion 2007 Ultima visita da questo piccolo, bravissimo produttore di Cramant.

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