Krug 1996: non c’è dubbio, è un capolavoro!

Joseph Krug ha fondato la maison omonima e gettato le basi di uno stile diventato non solo un mito, ma un riferimento per tutti nel mondo dello champagne. Però è stato poi suo figlio (l’unico) Paul ad aver di fatto plasmato Krug. Ha acquistato il terreno a rue Coquebert dove Krug ha sede tuttora, soprattutto ha creato la Private Cuvée, proponendola come sans année e come millésime: in realtà sono proprio questi gli antenati di Grande Cuvée e Vintage rispettivamente.

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Semplicemente strepitoso il Krug Clos du Mesnil 2004…

Certamente sotto l’influsso della Borgogna, in Champagne l’idea del singolo vigneto ha sempre esercitato un fascino, un richiamo di estrema importanza, ispirando i vigneron più ambiziosi e incoraggiandoli a ricercare quelle sfumature esclusive e prodigiose che solo pochissimi, tuttavia, sono riusciti a ottenere. Ciò nonostante, ci sono alcuni (e sono veramente pochi…) vigneti che, per via della loro personalità unica, hanno convinto i loro proprietari a intraprendere la strada del ‘solo’ a prescindere dalla pregiata Regione più a sud.

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Aveva ragione Olivier: Krug è piacere! Il 2004, ad esempio…

Da qualche anno, Olivier Krug ripete con tale perseveranza un concetto che è diventato una sorta di mantra: “Krug non è uno champagne per esperti, per conoscitori. No Krug è uno champagne ideato da un tale Joseph, mio antenato, che voleva dare piacere a tutti”. Da ‘vecchio krugista’, quando ho sentito questa frase per la prima volta sono quasi saltato dalla sedia e ho pensato all’ennesima trovata di quei demoni del marketing, che poi hanno costretto il povero Olivier a ripeterla ossessivamente.

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Cinque top champagne per chiudere l’anno alla grande!

Stiamo per salutare il 2017 e la fine dell’anno fa segnare senza dubbio il picco nel consumo dello champagne. L’appassionato avrà già selezionato per tempo le bottiglie da stappare, ma molti – la maggior parte – decidono spesso alla fine quale bottiglia sugellerà la fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo. In questa piccola rassegna suggeriamo cinque champagne ‘di peso’, per rendere veramente indimenticabile questo momento di festa…   Diebolt-Vallois Fleur de Passion 2007 Ultima visita da questo piccolo, bravissimo produttore di Cramant.

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Champagne: quando l’eccellenza fa… 90!

In linea di massima, ho avuto la fortuna di assaggiare champagne d’annata (il termine ‘vecchi’ non mi piace…) grazie alle varie maison e nelle loro sedi, quindi in condizioni ideali. Pertanto, è stato non solo con grandissimo piacere, ma anche con un bel po’ di curiosità che ho accettato l’invito di Federico Angelini a partecipare a un’incredibile ‘orizzontale’ di champagne targati 1990.

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Krug, la Grande Cuvée (ancora ‘lei’…) e l’annata 2004

Dopodomani inizia la stampa dell’edizione 2018-19 della guida Grandi Champagne. Va bene, sarò di parte, ma questa edizione non rappresenta semplicemente la naturale evoluzione delle precedenti, come fu dalla prima alla seconda e da questa alla terza, ma sarà una sorta di rivoluzione. Ancora un po’ di pazienza e vi rivelerò tutti i dettagli. A proposito di guida, devo confessare che se sto pubblicando un solo pezzo a settimana qui su LeMieBollicine è proprio a causa dell’immensa mole di lavoro della guida: non appena pronta, ritornerò ai consueti due articoli.

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Krug cala l’asso: Collection 1990!

Muovevo i primi passi nel meraviglioso mondo dello champagne quando mi imbattei per la prima volta nel Krug 1990. Nonostante la limitata esperienza dell’epoca, fu amore a prima vista e, da allora, ogni incontro con questo champagne magnifico è sempre stato foriero di soddisfazioni, piacere, esaltazione. Gli ho tributato 99/100, punteggio stratosferico, giusto un gradino sotto la perfezione, toccata invece dal Krug 1988 e dal Krug Collection 1985 in magnum.

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Metti una serata champagne quando ti imbatti in qualche grande Krug del secolo scorso…

Finalmente è finita l’estate. Per noi appassionati è la scusa che si reitera ogni volta per ritrovarsi e scaldarsi il cuore, con grandi bottiglie. Eccoci quindi in un’affascinante serata autunnale, i soliti amici e il consueto appuntamento davanti a un tavolo per discutere (e gioire) di bollicine, millesimi, piccoli vigneron e grandi maison. Un breve scambio di messaggi, idee e la decisione del tema della serata arriva presto. Finalmente tocca a ‘lui’, tocca a Krug! Nessuno champagne riesce ad accendere gli animi come questo, anche stavolta ne ho conferma.

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Krug e l’annata 2002: è la volta del Clos du Mesnil

Tra le varie annate di Krug, la 2002 è stata senza dubbio la più attesa dalla maggior parte degli appassionati (personalmente, invece, aspetto con ansia la 2008, ma c’è tempo…). Non a caso, il Krug 2002 (mi ha detto Olivier che si dice così e non Vintage 2002…) è di fatto già esaurito e gli esemplari in giro vedono il prezzo salire costantemente, per buona pace della maison che non voleva capitasse tutto ciò.

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Krug Grande Cuvée: ancora tu…

Beh, non solo non si è minimamente spento il clamore del Vintage 2002, l’attesissimo, nuovo millesimato di Krug, ma, come detto lunedi scorso, è partita una vera e propria caccia a questo champagne… Forse anche perché, oltre alle grandissime aspettative, se n’è parlato tanto, forse troppo, a volte anche a sproposito, per non parlare del fatto che qualcuno gli ha tributato punteggi da capogiro.

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