Lanson, la malolattica e il prossimo Black Label (senza gridare allo scandalo, anzi…)

Quando riesco, passo sempre volentieri da Lanson. È una maison che mi piace, perché i suoi champagne sono sempre convincenti, perché ha una collezione di vecchie annate veramente notevole, perché ha saputo mantenere stile e qualità a dispetto delle vicissitudini (nient’affatto facili tra il 1991 e il 2006…), perché è fatta da bellissime persone. Dall’abilissimo presidente Philippe Baijot al mio caro amico Olivier de la Giraudière, fino allo chef de cave Hervé Dantan, uno che sa davvero il fatto suo ma è fin troppo riservato.

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Extra Age: la scommessa vinta di Lanson

Nel 2010, nel corso di una sontuosa cerimonia a Versailles per festeggiare i 250 anni di storia, Lanson presentava un nuovo champagne, l’Extra Age Brut. Plasmato dal mitico chef de cave Jean Paul Gandon, era un assemblaggio a leggera prevalenza di Pinot Noir sullo Chardonnay, nel rispetto dello stile della maison e, soprattutto, novità assoluta per Lanson, era basato su un’armonica unione di tre annate.

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Champagne Lanson: il 1985, il 1989, il ‘bio’ e… la Masterclass a Roma!

Tra le ultimissime degustazioni della guida Grandi Champagne 2018-19, ricordo ci fu Lanson. Era settembre e la tappa era d’obbligo per assaggiare in anteprima il nuovo nato, il Green Label. Ma lo chef de cave Hervé Dantanè particolarmente generoso oppure mi vuole veramente bene (o, forse, entrambe le cose…), perché ci fece riassaggiare tutta la gamma e, al termine, degna conclusione con due magnum di Lanson Vintage Collection, nella fattispecie 1979 e 1985.

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La miglior annata dei ’90 in Champagne? La 1995, senza dubbio!

(I PARTE) Con questo articolo inizierà la recensione di tre, anzi quattro (poi vedrete…) champagne consecutivi targati 1995. Già, perché più assaggio questi vintage e più rimango piacevolmente colpito dalla loro eccellenza, convincendomi allo stesso tempo che è questa la grande annata della decade.

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Nella controversa annata 1996 emerge con forza Lanson

Ho detto più volte come l’annata 1996 sia stata mitizzata in alcuni Paesi (Italia soprattutto: “mitica”, “eccezionale”, “del secolo” e chi più ne ha più ne metta), mentre in Champagne nessuno l’ha mai definita tale, bensì, più semplicemente, “estrema”. Infatti, in 300 anni di storia, non era mai capitato di avere oltre 10° alcolici potenziali e oltre 10 g/l di acidità. Così, quando arrivarono sul mercato, questi champagne colpirono per l’oggettiva ricchezza e l’acidità sferzante che dava tensione e freschezza.

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Lanson XA Blanc de Blancs: è la volta del secondo assemblaggio

Nel 2010, per festeggiare nel migliore dei modi il 250° anniversario, Lanson lanciava un nuovo champagne. Era l’Extra Age Brut, che man mano, anno dopo anno, ha fatto finalmente e definitivamente valere la sua eccellenza. Anche perché, con il passare del tempo e dopo i primi dégorgement, è stata prolungata la maturazione sui lieviti da ‘oltre 5 anni’ a 9-10 anni, con un inevitabile beneficio sul fronte della complessità e pure della piacevolezza (non è mica detto che i due aspetti debbano essere per forza antitetici!).

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Masterclass Lanson

A Roma, mercoledì 26 ottobre 2016. Masterclass Lanson Alla scoperta di una delle grandi maison de champagne, intendendo con questo storia antica (oltre 250 anni), tradizione d’eccellenza, incredibile savoir-faire, che le ha permesso di superare indenne una serie di burrascosi cambi di proprietà e, oggi, di migliorarsi addirittura senza rinnegare minimamente in proprio stile, come hanno peraltro dimostrato le degustazioni per l’edizione 2016-17 della guida “Grandi Champagne”.

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10 consigli per bere bene sotto i 40 euro

  Va bene, è vero (e vale anche per il sottoscritto…): gli champagne di maggior prestigio, come i millesimati o le top cuvée, hanno maggiore appeal. Ma, alla fine, a fare la parte del leone sul mercato sono i meno blasonati, i meno ‘attraenti’ sans année. Già, proprio così! D’altronde, non è un caso se per quasi tutti i produttori il classico brut sans année rappresenta il grosso della produzione, toccando in alcuni casi addirittura il 90% e poi, alla prova del mercato, sono proprio questi gli champagne più venduti.

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Clos Lanson: il debutto e l’eccezionale verticale (al contrario) con lo chef de cave Hervé Dantan!

Chi ha l’ultima edizione (2016-17) della guida Grandi Champagne avrà visto che è già presente il Clos Lanson 2006, il nuovissimo champagne della storica maison di Reims.

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Champagne Lanson: una questione d’eccellenza. Per tutti

Una delle maison che ci ha maggiormente colpito negli assaggi della nuova edizione (2016-17) della guida Grandi Champagne è senza dubbio Lanson. Tutta la gamma, nessuna etichetta esclusa, tanto che alla fine Alessandro Scorsone ha fatto giustamente notare come gli champagne Lanson siano in grado di piacere a tutti, dal consumatore occasionale all’appassionato esigente, proprio grazie alla capacità di declinare questa bontà in numerose sfaccettature.

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