Champagne: consigli per il cenone e il pranzo di Natale

Ci siamo, sono arrivate le feste di questa ultima parte del 2013, Natale in primis. Nonostante la crisi che ancora attanaglia il Belpaese e le inevitabili ristrette cui saranno costrette molte famiglie, gli italiani cercheranno di non rinunciare al cenone natalizio e al pranzo del 25 (si stima oltre un miliardo di euro di spesa per il primo e addirittura di più per il secondo), forse i più importanti momenti conviviali a tavola.

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Champagne Larmandier-Bernier: quanto sono buoni!

Ebbene lo confesso: finora ho sottovalutato questo produttore. Non solo. In Grandi Champagne 2012 abbiamo degustato due etichette e “promosso” soltanto il solo Terre de Vertus 2005, che però aveva raccolto una valutazione media (86/100). Poi, quest’anno, durante le degustazioni per la seconda edizione della guida, ecco che gli champagne di Larmandier-Bernier ci hanno non solo sorpreso, ma addirittura conquistato. Che è successo? È “migliorato” Pierre Larmandier? Beh, in due anni può aver fatto passi in avanti, essere cresciuto, certo. Hanno pesato le ottime annate alla base? In parte sicuramente sì, ma non solo.

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Il paradiso è… pizza e champagne! Prima puntata: la regina Margherita

Envie de bulles – Chiara Giovoni Il cibo più buono del mondo è la pizza e il vino più buono del mondo è lo champagne. Dopo questa affermazione che mi vedrà  seppellita sotto una sassaiola di lanci di ciabatte virtuali da parte di chi non concorda (lasagnofili borgognofili in primis), mi spolvero metaforicamente dall’orma dell’ultimo modello di Havaianas tirato con veemenza e procedo con l’argomentazione.

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Indovina chi viene a cena? Menu d’autunno per un ospite d’onore: lo champagne

Envie de bulles – Chiara Giovoni Le foglie ingiallite hanno colorato l’asfalto di questo primo giorno di ottobre, bagnato dalla pioggia incessante, accompagnato da una certezza: si sa, una volta che si svalica in ottobre è subito Natale senza nemmeno il tempo di rendersi conto che gli abeti e le ghirlande hanno invaso la città. Un vero peccato, perché la stagione autunnale regala profumi e prelibatezze inebrianti, tutte giocate sui colori caldi che accendono le fredde giornate e le tavole di casa.

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