Moët e l’ultimo champagne rosé del XX secolo

Moët & Chandon Grand Vintage Collection Rosé 1999

Come avevo detto prima in occasione del lancio dei Grand Vintage 2006 e successivamente con la presentazione dei Grand Vintage Collection 1999 e 1985, Moët & Chandon ha proposto queste ultime due annate da ‘collezione’ anche in versione rosé. Senza troppo clamore, è vero, ma le quantità sono talmente ridotte da giustificare questa riservatezza.

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Gli straordinari Grand Vintage Collection 1999 e 1985 di Moët & Chandon

Moët & Chandon Grand Vintage Collection 1999 e 1985

Con il lancio del Grand Vintage 2000, Benoît Gouez, chef de cave di Moët & Chandon, inaugurò una felice iniziativa: proporre al fianco della nuova, anche alcune vecchie annate del millesimato, rimaste più a lungo sui lieviti e con le bottiglie chiuse con il tappo di sughero (bouchon liège) in luogo del tradizionale elemento a corona.

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Anteprima Moët: arrivano i Grand Vintage 2006!

2006 moet Chandon

Era da un po’ di tempo che Benoît Gouez, il talentuoso chef de cave di Moët & Chandon, mi aspettava per una degustazione, ma ancora non eravamo riusciti a incrociarci. L’occasione arriva finalmente lo scorso gennaio, in occasione di un mio tour en Champagne con gli amici appassionati Amedeo Pasquino (delegato AIS Lecce) e Pascal Tinari (sommelier di quel fantastico ristorante di famiglia che risponde al nome di Villa Maiella): Benoît ci aspetta a Epernay per assaggiare insieme ‘qualcosa’.

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Moët Grand Vintage Collection 1993: l’ennesima conferma

Moët Grand Vintage Collection 1993

Moët & Chandon è la più grande maison di champagne, anche la più nota, quella che possiede il maggior numero di vigneti e le cantine più estese… insomma, il colosso. Purtroppo, però, quando si è in questa posizione si è spesso oggetto di superficialità da parte degli appassionati, che associano automaticamente – e in maniera piuttosto miope – quantità a qualità non degna della loro attenzione.

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Grand Vintage 2004: arriva il 70° millesimato di Moët

champagne Moët & Chandon Grand Vintage 2004

Difficile parlare di Moët & Chandon senza ricordare che è la più grande maison di champagne. Ma difficile anche non ricordare le sue eccezionali capacità. Per carità, il celeberrimo Brut Impérial potrà anche non piacere (opinione, questa, rispettabilissima, ma non posso dire altrettanto di quelli che sparano a zero sulla qualità di Moët solo per partito preso…), ma la sua costanza stilistica, il suo sapersi evolvere senza rinnegarsi sono da applauso. Punto e basta.

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Moët & Chandon Grand Vintage Collection 1975: chapeau!

Ho avuto modo di parlare della linea Grand Vintage Collection di Moët & Chandon, in altre parole gli œnothèque della maison di Epernay. Torno sull’argomento per raccontare un altro di questi eccezionali champagne, uno di quelli del secondo rilascio, però, avvenuto in concomitanza con il lancio del Grand Vintage 2002: i Collection 1992, 1982, 1975 e 1964.

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Moët & Chandon Grand Vintage Collection 1990: uno champagne eccezionale, anche con il sigaro

Il Grand Vintage Collection 1990 di Moet Chandon

In occasione del lancio del Grand Vintage 2003, il millesimato di Moët & Chandon, fu presentato anche un nuovo programma. La maison di Epernay, conscia della ricchezza della propria œnothèque, la riserva dei millesimati prodotti negli anni e costruita con grande lungimiranza, decise di condividere anche con gli appassionati – e non solo con i fortunati ospiti della maison – parte di questa riserva eccezionale, che si spinge indietro fino agli ultimi anni del’800.

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Moët & Chandon: nuovo incarico di prestigio per Baschiera

Stephane Baschiera, nuovo presidente di Moët & Chandon

Stéphane Baschiera, 52 anni, è stato nominato Presidente di Moët & Chandon. Per il bravo e simpatico manager francese si tratta dell’ennesimo incarico di prestigio al termine di una carriera sfolgorante che lo ha già visto prima alla testa della maison Ruinart e successivamente di Veuve-Clicquot. Prima ancora, però, Baschiera era stato l’amministratore delegato di Moët-Hennessy Italia, periodo durante il quale non solo ha imparato la nostra lingua, ma anche apprezzato particolarmente la nostra gastronomia, di cui è tuttora un grande estimatore.

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