Il mio ritorno da Pommery: il racconto e la sorprendente Louise 2003

Cuvée Louise 1990 e 2003

Per una serie di vicissitudini varie e per via di una linea di champagne che non riusciva a convincermi del tutto, avevo di fatto dimenticato Pommery. Poi, recentemente, la filiale italiana (dove, nel frattempo la gestione, è stata affidata al giovane Brieuc Kremer, uomo di fiducia della proprietà) mi ha ricontattato per un riavvicinamento finalizzato a una full immersion di 24 ore in modo da scoprire Pommery oggi. O meglio, Vranken-Pommery oggi.

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Apanage Prestige: il punto di svolta di Pommery

pommery

Non lo nascondo io e non lo nasconde neanche la stessa maison: dopo l’ultimo cambio di proprietà (2002, da LVMH a Vranken), Pommery non si è trovata proprio in una situazione facile e ha dovuto risalire faticosamente la china. O meglio, la sta ancora risalendo (se nel vino i tempi sono lunghi, beh, nello champagne lo sono ancora di più!), però iniziano finalmente a vedersi diversi segnali più che confortanti.

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Una grande donna, un grande champagne in rosa

champagne pommery Cuveé Louise Rosé 2000

Nel 1979 il Principe Alain de Polignac, pronipote di M.me Pommery e chef de cave della maison, crea una nuova cuvée de prestige per rendere omaggio all’illustre ava. D’altronde fu lei che, alla morte del marito, prese le redini della maison di famiglia facendone in breve tempo una delle grandes marques. Più d’ogni altra cosa, però, fu sempre Jeanne Alexandrine Louise a volere vini puri, fini ed eleganti, caratteristiche che furono poco dopo ben sintetizzate dal Pommery Nature 1874, considerato un po’ il primo brut della storia.

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