Una piccola, grande idea per lo champagne Carte Jaune

Naturally Clicquot: contenitore isotermico per il Carte Jaune

Nella sua storia, Veuve Clicquot è stata una maison fortemente innovativa, come dimostrano l’invenzione del primo rosé (1775), l’elaborazione del primo champagne millesimato (1810) e la messa a punto della table de rémuage (1818), l’antenata della pupitre. Ai giorni nostri, la maison di Reims non ha smesso di innovare, ma lo ha fatto in maniera diversa, cercando di legare lo champagne a oggetti di design, a volte anche funzionali allo stesso vino.

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Cosa si cela dietro il Carte Jaune?

champagne veuve clicquot

Ritorno sull’argomento del brut sans année di Veuve Clicquot, il celebre Carte Jaune o Yellow Label che dir si voglia, di cui ho approfondito recentemente in una sorta di verticale Veuve Clicquot. Ebbene, ci ritorno su perché lunedi scorso, in occasione del Corso Champagne che sto tenendo presso l’Enoteca al Parlamento di Roma, la seconda lezione è stata dedicata alla nascita di uno champagne, con approfondimento proprio sullo sviluppo di un non millesimato.

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Alle radici dello champagne sans année con il Carte Jaune di Veuve Clicquot

Carte Jaune di Veuve Clicquot

Per le grandi maison, ma anche i piccoli produttori per certi versi, il non millesimato rappresenta l’ossatura della loro produzione, l’etichetta che permette loro di prosperare. Nelle prime, poi, il brut sans année è anche di più, è il loro biglietto da visita e, in quanto tale, deve essere sempre uguale a se stesso a dispetto del passare del tempo, delle vendemmie, dei vari mercati, anche ai quattro angoli del mondo.

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Lo champagne sposa una ricetta romana e di stagione firmata Cacciani

piatto di pappardelle ai carciofi romaneschi da abbinare a champagne

Ho già detto più volte e non mi stancherò mai di ripeterlo che lo champagne è il vino più longevo e versatile al mondo. Ecco, a molti della longevità potrà importare poco, ma la versatilità può – e dovrebbe – interessare tutti. Già, perché non esiste altro vino in grado di sposarsi ai vari momenti della giornata, alle più svariate occasioni, a qualsiasi piatto. Lo champagne, infatti, non lo dimentichiamo, è prima di tutto un vino, pertanto, come tale, perfetto a tavola.

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Anteprima: la superba Grande Dame Rosé 2004

bottiglia di champagne La Grande Dame 2004 Brut Rosé

Veuve Clicquot vanta diverse primogeniture: l’invenzione della pupitre, il primo champagne millesimato (1810), ma anche il primo rosé di Champagne, nato già nel 1775. Era un de saignée, ma M.me Clicquot, nel suo desiderio di migliorare i rosati, fece poi adottare l’attuale metodo d’assemblage unendo alla base bianca dello champagne un vino rosso di Borgogna, nella fattispecie quello della denominazione Nuit Saint-Georges.

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Una grande dama di nome e di fatto

champagne verticale Veuve Clicquot La Grande Dame 1990 1989 1988

Barbe Nicole Ponsardin, meglio nota come M.me Clicquot: in suo onore, in occasione del bicentenario della maison, fu lanciata La Grande Dame. Tra le più belle esperienze in assoluto in Champagne, ho un ricordo indelebile e non meno piacevole di una giornata passata, oramai tre anni or sono, insieme a Federico Angelini al bellissimo Manoir de Verzy, proprietà di Veuve Clicquot nel villaggio omonimo (100% Grand Cru) della parte nord della Montagne de Reims con annesso vigneto.

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In anteprima, la tanto attesa Grande Dame 2004

bottiglie di champagne Veuve Clicquot La Grande Dame 2004

Da sempre, La Grande Dame è prodotta solo da alcuni specifici vigneti di proprietà siti ad Ambonnay, Aÿ, Bouzy, Verzy e Verzenay per il Pinot Noir e ad Avize, Le-Mesnil e Oger per lo Chardonnay. Gran parte di questi vigneti fu acquistata a suo tempo dalla stessa M.me Clicquot. Dominique Demarville, chef de cave della maison, vanta non solo un curriculum eccezione (nel 1998, all’età di soli 31 anni, è diventato il più giovane chef de caves della storia di champagne, da Mumm), ma soprattutto un’abilità e una sensibilità fuori dal comune.

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Auguri e Champagne

Bottiglia di Vintage Rosé, di Veuve Clicquot 2002

Innanzitutto desidero augurare a tutti quanti visitano questo sito la più calorosa: Buona Pasqua! Una Pasqua che, nonostante rappresenti un’occasione festosa, cade in un momento non facile, tra tasse, scandali, crisi, riduzione del potere di acquisto e, quindi, dei consumi.

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