Bruno Paillard dice la sua sul 2008 con l’Assemblage

Bruno Paillard Assemblage 2008

Dopo i due millesimati 2004 (Assemblage e Blanc de Blancs) di Bruno Paillard si attendevano le nuove annate di questi eccellenti champagne, caratterizzati, tra l’altro, da una longevità eccezionale. Ma, e ormai dovremmo saperlo, la filosofia di questa maison persegue la massima qualità, pertanto non solo gli champagne arrivano sul mercato quando realmente pronti, ma Bruno e Alice hanno perfino il coraggio di non farli mai uscire (e, naturalmente, vengono poi ‘remis en cercle’, quindi diventano vins de réserve!) qualora padre e figlia non siano convinti della personalità di quel vintage (l’esempio più clamoroso è stato l’N.P.U. 2000). Neanche a dirlo, poi, le annate meno che eccellenti non vengono proprio millesimate…

Alice e Bruno Paillard
Alice e Bruno Paillard, ovvero l’anima di questa piccola ‘maison-bijou’. Sono padre e figlia a creare ogni assemblaggio dei loro champagne e, soprattutto, a decidere tempi di uscita e opportunità di ciascuna cuvée grazie a ripetute sessioni di degustazioni.

Così, dopo i Millésime 2004 e conoscendo i Paillard, era logico non aspettarsi né 2005, né 2007, mentre era plausibile vedere i 2006 e, sicuramente, i 2008. Ma, l’ho appena detto, è una questione di personalità, di coerenza dell’annata con lo stile Bruno Paillard (per monsieur Bruno, i millesimati sono “una fotografia dell’annata secondo la sua personale visione”), quindi non c’è mai nulla di scontato. Allora, ecco arrivare il 2008, sì, ma solo come Assemblage, mentre vi anticipo che dopo l’estate ci sarà un Blanc de Blancs, però targato 2006 (eccellente, fidatevi!). Ed è proprio il primo dei due che andiamo a conoscere più da vicino, per ora.

Oramai, lo avrete capito, adoro la 2008 e la ritengo una delle grandissime annate di Champagne, capace di richiamare alcuni tratti della indimenticabile 1988. Un’annata di “grande freschezza” per Bruno Paillard, nella quale “la maturazione delle uve ha potuto compiersi progressivamente mantenendo una bella acidità. Il 2008 è chiaramente un bel millesimato champenois, che unisce maturità compiuta a vivacità energica”. Appunto. In vendemmia, per dare vita al proprio millesimato, Bruno e Alice hanno selezionato le uve in 10 Cru della Marne, che hanno poi vinificato per il 20% in barrique prima del tiraggio. Quindi, sei anni sui lieviti, dégorgement, dosaggio basso da extra-brut, 5 g/l per la precisione, e un ulteriore anno di riposo in cantina com’è consuetudine (o ferrea regola?) di Bruno Paillard. Trattandosi di un millesimato, l’etichetta è come sempre illustrata da un’artista e questa volta la maison ha chiesto alla coreana Bang Hai Ja di rappresentare il tema de… ‘l’energia’, vera identità caratteristica di questa grandissima annata.

Controetichetta Assemblage 2008
Come sempre, la controetichetta degli champagne Bruno Paillard è una miniera di informazioni: breve descrizione dell’annata e dell’illustrazione, numero di bottiglie prodotte (21.366 e 1.000 magnum in questo caso) e, naturalmente, data di dégorgement.

Assemblage 2008

Bottiglia Bruno Paillard Assemblage 200842% Pinot Noir, 42% Chardonnay, 16% Meunier
dég. mar. 2015 – Il naso è fresco ed elegante, soprattutto setoso. Ecco, forse un 2008 sarebbe di norma più scalpitante, qui invece c’è questa netta sensazione di setosità, come detto, di cremosità, soprattutto di eleganza. In questo quadro ecco innanzitutto gli agrumi gialli e la mineralità, quindi i frutti di bosco e la mandorla, oltre a spezie e un accenno, ma proprio un accenno, di miele millefiori. E l’eleganza di cui ho detto significano anche equilibrio, bilanciamento, armonia. L’attacco in bocca sembra riproporre la setosità, complice anche la bollicina finissima, ma è solo un lampo perché, stavolta sì, ecco l’annata 2008 con la sua energia, la sua netta spinta acida! Un’acidità che tende il vino, gli dona slancio e tanta sapidità, su ritorni agrumati e minerali. Beh, se il naso è ben espressivo, l’assaggio è in pieno divenire, lasciando presagire un gran bello champagne, che sfiderà il tempo migliorandosi. A me, personalmente, questa bocca così incisiva e dinamica piace, ma capisco che altri in questo momento potrebbero vedere meglio questo champagne in abbinamento. Dove si rivelerà estremamente versatile, a cominciare dai grandi salumi. Quelli del Salumificio Squisito, naturalmente, o la grande Mortadella Favola.
Voto: 92/100

Gli champagne Bruno Paillard sono distribuiti in esclusiva da:
Cuzziol Grandi Vini – Tel. 0438/666611 – www.cuzziolgrandivini.it

12 commenti su “Bruno Paillard dice la sua sul 2008 con l’Assemblage”

  1. Ciao Alberto, quindi da quanto ho capito questo champagne verrà riutilizzato dalla maison per comporre altri champagne successivamente?
    O.T. tempo fa ho acquistato un Vazart Coquart bdb 2008, lei ha mai avuto modo di sentirlo? E se si cosa ne pensa? Grazie.

    1. Oddio, no. Ho detto che i millesimati che non vengono poi ritenuti idonei alla commercializzazione – e non è il caso del 2008, dunque… – vengono poi utilizzati nell’assemblaggio come vini di riserva.
      Vazart? Li ricordo molto minerali, anche eleganti, ma non li assaggio da un po’… Trattandosi di un 2008, però, dovrebbe essere ancora più “buono”!

  2. ho ancora in cantina due di quattro assemblage 2004 e non posso che confermare la straordinarieta’ di quella cuvee , faro’ scorta anche di questo millesimo perche’ so gia di andare sul sicuro 😉

  3. Buongiorno Alberto, e buon anno!
    Apprezzo molto l’abbinamento mortadella/champagne.
    Quali champagne si prestano maggiormente all’abbinamento con i salumi?
    Qualche sua preferenza? Ha qualche suggerimento à la volèe?
    Come sempre grazie!

    1. Senza scomodare i ‘mostri’, mi vengono in mentre il Brut Premier di Roederer, il BdB di Paillard, il Rosé millesimato di Deutz… E la mortadella che si la Favola, eh!

      1. A parte il Deuz, gli altri sono già a portata di mano…compreso l’assemblage 2008 di BP. E con la Femme rose di Duval? Potrebbe funzionare?
        Ho già richiesto ai gentilissimi f.lli Palmieri dove trovare la gran riserva in città…non resta che correre in macelleria o attendere la Befana!
        Un’ultima curiosità: cosa ne pensa dell’abbinamento dello champagne con il pecorino di Pienza media stagionatura o con uno più stagionato come lo sbalorditivo Cugusi gran riserva?
        Grazie e alla prossima!

        1. Un rosé de saignée è più da tartare di carne che salumi…
          Mi faccia sapere della Favola e del suo accostamento allo champagne, eh!
          Champagne e formaggio non è un abbinamento facile… dipende molto dal formaggio. non ho mai provato con il pecorino di Pienza, ma, a naso, andrei sui medesimi champagne di un buon Parmigiano Reggiano di 30-36 mesi.

          1. In settimana proveremo la Favola…ormai la curiosità è alle stelle!
            …e le farò sapere!
            Per il momento grazie per i cordiali e preziosi suggerimenti.

  4. Buonasera Alberto,

    finalmente questa sera abbiamo assaggiato la Favola gran riserva! Anzi, è stata la protagonista della cena, in abbinamento all’assemblage 2008 di Paillard! Favolosi entrambi, ci hanno letteralmente conquistato!
    Grazie ancora!

    Paolo

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