Erick De Sousa si conferma tra i top player dello champagne. Anche… in nero!

De Sousa

(I PARTE)

Ho già avuto modo di dire in passato e lo confermo in questa sede che De Sousa si colloca autorevolmente tra i migliori produttori in assoluto di champagne, tra i ‘migliori dieci’ potrei dire. Così, almeno una volta l’anno passo a trovare Erick, anche per il semplice piacere di incontrare questo personaggio discreto e affabile, un vero ‘signore’. Stavolta l’ho anche trovato particolarmente bendisposto, forse anche perché la sua primogenita Charlotte l’ha reso nonno da poco…

Visto l’abbondante tempo a disposizione, Erick ci ha fatto (con me c’erano l’immancabile Vania Valentini e l’appassionato Alberto Massucco) fare una degustazione a dir poco straordinaria che non ha coinvolto solo l’intera gamma di De Sousa – peraltro eccezionalmente ampia – ma anche alcune vecchie annate di pregio e particolarmente rare. Cercherò di ripercorrere insieme a tutti voi lettori l’intera degustazione soffermandomi sulle novità e/o alcune autentiche chicche. Vediamo subito, dunque, perché la carne al fuoco è tanta!

Tradition

Tradition

40% Pinot Noir, 50% Chardonnay, 10% Meunier
Il vino di ingresso di De Sousa, una sorta di etichetta per tutti. Uve non classificate Grand Cru, base vendemmia 2012 e fortissima componente (oltre il 40%) di vins de réserve, oltre a una parte di taille proveniente dalle altre cuvée De Sousa. È, quindi, uno champagne che tenderebbe a maturare velocemente ed è per questo motivo che rimane poco sui lieviti, per privilegiare la freschezza nell’immediato (ecco la spiegazione, Mara Galli…).
Ha un naso fruttato evidentemente tendente al maturo, con un tocco di miele d’acacia. Anche la bocca tende al maturo all’attacco, salvo poi farsi molto pulita e incredibilmente fresca nel finale, impreziosito da un’intrigante scia salata molto persistente. Vino tutto da bere e assolutamente per tutti. Appunto.
Voto: 88/100

 

De Sousa Grand Cru Réserve

Blanc de Blancs Grand Cru Réserve

100% Chardonnay
Il vero biglietto da visita di De Sousa, in questo caso basato sulla vendemmia 2012.
Sempre splendido: fresco, ricco ed elegante, espressivo della varietà, molto rappresentativo dello stile De Sousa. Il naso è fruttato sull’esotico, ma sempre fresco e piacevole, oltre a spunti di polvere di caffè, più che semplici tostature, e tabacco biondo. Bocca freschissima e pulitissima, energica, asciutta (veramente incredibile per un dosaggio di 7 g/l!), salino ma non salato nello sviluppo minerale. Bollicina dinamica, affusolata, e finale lunghissimo. Si conferma al top.
Voto: 91/100

 

De Sousa Grand Cru Brut

Blanc de Noirs Grand Cru

100% Pinot Noir
A ridosso della vendemmia 2012 una signora bussa alla porta di De Sousa e chiede di Erick. Gli dice di avere da vendere delle bellissime uve di Pinot Noir di Tours-sur-Marne e Bouzy. Erick chiede di vedere i vigneti, dove trova effettivamente uve splendide, così conclude l’affare. Poi fermenta queste uve interamente in barrique e tira a luglio del 2013 3.900 bottiglie di un inedito blanc de noirs. Che, per ora, non avrà altro seguito…
Naso intenso, come te lo aspetti da un blanc de noirs, ma qui siamo di fronte a un blanc de noirs molto bello, lontano da ogni forma di pesantezza. È scuro, ma assolutamente non cupo, quindi ha un frutto rosso molto fresco, note fumé, di salsedine e ricorrenti spunti di frutta secca come l’anacardo e la nocciolina. Soprattutto, sfodera una spiccata pulizia. Ciò nonostante, la bocca, beh… non te l’aspetti proprio! Elegante, freschissima, pulita, dallo sviluppo asciutto ma mai scarno, quindi per certi versi ‘leggera’. È difficile dire che si tratti di un blanc de noirs ed è anche impossibile dire che sia fatto interamente in legno perché non ve n’è proprio traccia. Finale rinfrescante, sempre scuro, ma stavolta sugli agrumi. Champagne molto preciso. E… notevole. Chapeau, monsieur De Sousa!
Voto: 92/100

 

De Sousa Grand Cru Brut Rosé De Saignée

Rosé de Saignée Grand Cru

100% Pinot Noir
Nella gamma De Sousa anche un rosé d’assemblage che sembra migliorato tanto, fresco e leggero come la sua natura ‘impone’ (95% Chardonnay) e una grande novità. Nel 2013 Erick si è trovato con delle uve eccezionali, di grande maturità, provenienti da una piccola e vecchia vigna ad Ambonnay. Ebbene, voleva farci del vino rosso, ma, dopo sole 12 ore di macerazione, ha visto il colore incredibile e così gli è venuto in mente di fare invece un saignée…
Il colore molto carico ti mette di fronte a un naso proprio così come te lo aspetti, quindi intenso e denso su note di lampone e una netta componente selvatica, per non parlare degli spunti di thè nero, di china, di agrumi scuri ed erbe officinali. Così, quando pensi di trovare una bocca fin troppo piena, addirittura frenata da questa carica fruttata, invece… ecco un’altra sorpresa! È freschissima, sottile, distesa e tesa, più minerale che fruttata, impreziosita da un finale appena tannico di thè nero. Rosé incredibile, veramente sorprendente. Ha ragione Vania: sarebbe perfetto con i grandi salumi emiliani… Angelo del Salumificio Squisito è avvisato!
Voto: 90/100

 

Champagne De Sousa 3A

3A

50% Pinot Noir, 50% Chardonnay
Tre A come i tre Grand Cru di Aÿ, Ambonnay e Avize. L’assemblaggio avviene già in pressa, visto che le uve sono pressate tutte insieme, poi fermentate metà in cuve e metà in barrique. Base vendemmia 2012 più, come riserva, un metodo Solera che va dal 2011 al 2002 conservato in un ‘uovo’ di rovere.
Beh, in guida questo champagne ci aveva positivamente colpito e ora mi sembra addirittura migliorato, probabilmente complice anche l’annata. Ha un naso ricco, fresco e ancora elegante, pulitissimo nel dettaglio aromatico, abile nel fondere insieme la natura scura del Pinot con la freschezza, la vivacità e la mineralità dello Chardonnay. Addirittura meglio la bocca, che non stanca mai: ha grande slancio e vivacità, soprattutto sa richiamare un sorso dietro l’altro, con una carbonica raffinatissima e che ne rende dinamica e omogenea la distensione. Il finale, oltre che di grande ampiezza e incisività, è pulito e freschissimo. Una certezza.
Voto: 91/100

Degustazione champagne De Sousa
La a dir poco splendida degustazione che abbiamo fatto con Erick De Sousa al gran completo. Nella prossima puntata vedremo da vicino i ‘pesi massimi’.

Con questa prima parte si conclude la gamma ‘classica’ di De Sousa. Nella prossima vedremo gli champagne ‘haut de gamme’, quindi i Caudalies nuovi e vecchi, nonché le altre cuvée particolari create dal bravissimo Erick.

(ha collaborato alle schede di degustazione Vania Valentini)

Gli champagne De Sousa sono distribuiti in esclusiva da:
Sarzi Amadè – tel. 02/26113396 – www.sarziamade.it

 

12 commenti su “Erick De Sousa si conferma tra i top player dello champagne. Anche… in nero!”

  1. Ciao Alberto
    Natale si sta avvicinando, manca poco più di un mese ormai. Andrai come consuetudine in Champagne per la cena di Natale dagli amici champenoise? Aspesttiamo resoconto…
    Anch’io da una decina di anni organizzo con amici intimi un aperitivo “allungato” con Champagne e le varie prelibatezze che si prepareranno per l’occasione.
    Quasi sicuramente ci saranno ostriche provenienti direttamente dalla Bretagna, tartufi di mare, panettone gastronomico, torte salate….tutto di alta qualità.
    Ogni coppia porta una bottiglia, così ne avremo sei. Quest’anno il tema sarà il “blanc de blanc”.
    Dopo le tue descrizioni avremo anche noi mortadella “Favola”, assaggiata con successo strepitoso, culatello di zibello e anche salame di strolghino,
    Io,ho tre bottiglie da poter proporre: Cuvée Dom Picard di Collard-Picard, Cuvée des Moines Blanc de Blanc e Blan de Blanc 2007 Ayala. Tu, cosa porteresti, visto che non ne ho assaggiata nessuna delle tre sopra citate?
    Colgo l’occasione per augurarti Buon Natale.
    Luca Arisi

    1. Certo! Il 5 dicembre…
      Bella domanda! Dipende da cosa portano gli altri.
      Se aperitivo il Besserat, se con il pesce l’Ayala, se con i salumi il Collard-Picard…
      Fammi sapere e… grazie, auguroni anche a te! Anche se in anticipo…

  2. Ciao Alberto, sabato sera ho bevuto il 3A, combinazione proprio con lo stesso dégorgement che hai provato tu sulla guida, e devo dire che sono rimasto veramente colpito. Uno champagne che, secondo me, solo adesso ha raggiunto un punto di maturità perfetto; la bollicina è finissima con un perlage “da manuale”; mineralità tanta: prima di craie poi leggermente più fumé con un finale sapido che non ti lascia mai. Lo Chardonnay si sente con una freschezza ed una grassezza assolutamente in primo piano ma, sapientemente miscelato al Pinot Noir, dona un ventaglio aromatico che copre tutta la Champagne: frutta rossa, canditi erbe aromatiche, tostature leggere e poi quella fresca acidità che ti lascia una bocca pulitissima: un’emozione!

    1. Sì, è uno champagne sorprendente. Che non solo conferma l’abilità di Erick De Sousa, ma anche il suo savoir-faire con uve (il Pinot Noir) teoricamente meno nelle sue corde. E poi siamo alle solite: qualche anno di attesa e… lo champagne migliora sensibilmente!
      Santé, dunque!

  3. Buonasera,e complimenti sempre per le delucidazioni.Ho comprato due bottiglie di champagne de sousa, un brut tradition messo in bottiglia il 08/04/2015 e degorgiato il 12/04/2016. Una bottiglia di grand cru reserve brut Blanc de Blanc ,messa in bottiglia il 08/04/2015 e degorgiato il 27/01/2017 . Praticamente solo 12 mesi per la brut tradition e 21 mesi per la gran cru reserve,non sono un po’pochi?anche se parliamo di non millesimati?Sicuramente mi saprete dare la giusta spiegazione ma sono molto curioso. Grazie mille e ancora buona serata!

    1. Ultimamente il buon Erick ha fortemente ridotto i tempi di permanenza sui lieviti dei propri non millesimati più semplici, è vero. Gliene ho chiesto conto e mi ha detto che, per quanto riguarda il Tradition, si tiene su tempistiche minime per esaltare la freschezza, visto che lo champagne è assemblato con ben il 40% di vins de réserve che comprendono anche taille, quindi tendenti al maturo. Per l’ottimo BdB siamo sui 20 mesi-3 anni a seconda dell’annata base. Nel suo caso è la 2014, non eccezionale, quindi anche in questo caso s’è privilegiata la freschezza.

      1. Grazie mille! Risposta chiara e precisa come sempre. Comunque li ho bevuti e rimangono tutti e due molto buoni ((nonostante l’annata non eccezionale) Ho bevuto per la prima volta ” dopo aver letto alcune sue recensioni anche uno Champagne Andre Jacquart,un brut experience degorgiato 10/2017 Veramente molto buono.Complimenti a De Sousa ad Andre Jacquart e a lei per la sua Professionalità. Grazie ancora.

  4. Bevuto anche io stesso deg. di André Jacquart e stesso vino.
    A parte trovare cremor tartaro nella mia bottiglia, il vino mi è piaciuto e il paragone successivo e inevitabile è stato con De Sousa, o più precisamente con la scelta dell’uso del legno nel Mycorhize, vino relativamente giovane ma penso volutamente caratterizzato dal gusto vanigliato per renderlo particolare(?) e allo stesso tempo creare un contrasto molto forte tra freschezza(perchè il vino è giovane) e complessità di gusto.
    Mi sembrano entrambi vini dall’ottima bevibilità, ma in un certo senso sembrano parte della stessa categoria.
    Alberto lei che ne pensa?
    Sono in un certo senso affini questi due vini?
    Come al solito,
    grazie mille!

    1. Fenomeno raro, quello delle precipitazioni tartariche nello champagne, ma può succedere.
      Però mi sembra ancor più strano che abbia trovato delle similitudini tra André Jacquart e De Sousa. Lo stile dei due produttori (ancorché siano due specialisti dei blanc de blancs) è profondamente diverso, ma la cosa che mi sorprende maggiormente è che questa similitudine l’abbia trovata nel Mycorhize, lo champagne che va un po’ fuori dal classico solco stilisti di Erick. Soprattutto nelle prime uscite (singola annata 2010 e poi assemblaggio di due), mentre oggi (4 annate) ha definito meglio la sua personalità, così come la gestione del legno, ma soprattutto ha una sfoderato una complessità notevole. A mio avviso ben superiore al Le Mesnil di AJ. Comunque, non sono un assolutista e ritengo che ciascuno di noi abbia sensibilità diverse, quindi…
      Però mi trovo assolutamente d’accordo sull’estrema piacevolezza dei due… anzi, in questo sono dei campioni!

      1. Posto che a me dispiace per il produttore per il cremore, un consumatore meno cosciente potrebbe bocciarlo in partenza.
        Riguardo alla similitudine tra i due, considerate le mie conoscenze da consumatore mediamente avveduto, mi riferisco all’uso del legno, senza la pretesa di equiparare due prodotti con lavorazioni e provenienze diverse alle spalle, sostenendo che quest uso relega entrambi i vini al primo impatto, di differente stile e provenienza, nella medesima categoria, all’interno della quale un conoscitore più esperto avrà sicuramente identificato altre sotto-categorie e saprà meglio collocarne il gusto…
        Ecco questo mi sentivo di specificare in quanto non sono né novizio né esperto… consideri il mio come un paragone “al primo impatto”, senza volontà di stabilire meglio o peggio, poichè ulteriori differenziazioni/distinguo nell’uso del legno non ne so fare.
        Grazie per il confronto.

        1. Prego, è un piacere. Sono sempre a disposizione…
          Però il legno nei De Sousa è mediamente meno presente. Se ne ha l’occasione, riprovi e mi faccia sapere.
          Saluti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *