Anteprima Cristal 2009: dopo il ‘blanc’ è la volta del Rosé!

Champagne Cristal rosé 2009

In Italia è stato da poco ufficialmente presentato il Cristal 2009, peraltro gi analizzato in anteprima su questo ben in anticipo, e, seguendo questa mia idea di anticipare, ho pensato bene di avvantaggiarmi e andare a scoprire in anticipo pure la sua versione in rosa. È successo nel corso della mia ultima visita alla Louis Roederer neanche due settimane or sono, ma stavolta non è stato facile. Il buon Jean-Baptiste Lécaillon mi chiede cosa voglia assaggiare, io gli rispondo “fai tu”; lui insiste, allora penso “ora ti sistemo io…” e gli sparo un “beh, allora… Cristal Rosé 2009!”. Jean-Baptiste prima tentenna, poi ammicca e tenta di frenare la mia baldanza dicendo che la bottiglia è a temperatura ambiente, ma, vedendo che non ho nessuna intenzione di arrendermi, sorride e la mette in fresco nel mentre andiamo in cantina a fare un assaggio di vins clairs 2016 direttamente dai tini. Per la cronaca, s’è parlato tanto della 2016: c’è chi l’ha definita un’ottima annata, chi media, chi ha detto che la qualità è stata “a macchia di leopardo, a seconda dei Cru”, ma, per quanto riguarda Roederer, ha fatto storia a sé come al solito, pertanto per Lécaillon è stata una “très belle année”. Un’annata che darà il Cristal (l’ultimo con anche le uve del vecchissimo vigneto di Mareuil, un vigneto oramai quasi centenario che sarà ripiantato, pertanto dal 2017 il Cristal sarà… Grand Cru!) e pure il Brut Nature.

Jean-Baptiste Lécaillon
L’ottimo Jean-Baptiste Lécaillon durante la degustazione. Ritratto… attraverso il calice di Cristal Rosé 2009!
Jean-Claude Rouzaud
Jean-Claude Rouzaud, papà di Frédéric, e la sua creatura: il Cristal Rosé 1976, doppiamente celebrativo per la maison di Reims.

Invece, per quanto riguarda il Cristal Rosé 2009, è figlio di un’annata calda, che per certi versi ricorda la 1989, soprattutto è figlio di una vendemmia “facile per fare il Cristal” come ebbe modo di dirmi Lécaillon in occasione dell’anteprima del ‘blanc’. Il Cristal Rosé fu creato da Jean-Claude Rouzaud nel 1976 per festeggiare per il bicentenario della Louis Roederer e il centenario del Cristal. A onor del vero, Rouzaud iniziò i primi esperimenti del Cristal Rosé nel 1971 e la prima annata effettivamente prodotta fu la 1974, però commercializzata dopo la 1976 ‘celebrativa’. Da allora, il Cristal Rosé è sempre prodotto con le stesse quattro parcelle selezionate a suo tempo da Jean-Claude Rouzaud (2 ettari di Pinot Noir ad Aÿ, il lieu dit ‘Bonotte Pierre-Robert’, le cui uve sono poi vinificate de saignée, 1 ettaro ad Avize e un altro a Le-Mesnil per lo Chardonnay, rispettivamente i lieux-dits ‘Pierre Vaudon’ e ‘Montmartin’); pertanto, l’assemblaggio è sempre lo stesso. Come tradizione Cristal, poi, la vinificazione avviene parzialmente in legno (12% per quest’annata), la malolattica è accuratamente evitata e la maturazione sui lieviti dura circa 6 anni. Come avvenuto per il bianco, anche il Rosé ha il dosaggio più basso di sempre per un Cristal: 8 g/l.

Mappa Champagne Roederer
Uno dei quattro vigneti da cui nasce il Cristal Rosé: dal ‘Bonotte Pierre-Robert’ di Aÿ arriva il Pinot Noir da macerare per la colorazione rosata dello champagne.

Cristal Rosé 2009

Bottiglia champagne Cristal Rosé 200955% Pinot Noir, 45% Chardonnay
L’olfatto di questo champagne ha la capacità di conciliare, di armonizzare l’incontro tra il frutto rosso e la craie, oltre a un’intrigante, nonché fine speziatura dolce di fondo. È decisamente fitto e ricchissimo, ma talmente raffinato, più che meramente elegante, da non apparire così denso e opulento come in realtà è. Probabilmente non è questo un naso particolarmente espressivo, o meglio, non lo è ancora in questo momento, ma se si passa ad assaggiare questo champagne… beh, trovi ‘lui’, il Cristal Rosé! Già, perché la bocca è fresca e ricca, sontuosa e cremosa, rossa sul frutto ma soprattutto sugli agrumi, molto minerale, al punto da sembrare molto più legata allo Chardonnay di quanto non lo sia effettivamente. Più d’ogni altra cosa, dopo il naso non ti aspetti di trovare una simile gustativa, invece… ecco una freschezza e una mineralità sorprendenti in un contesto talmente fine da essere ‘naturalmente tale’, senza forzature o ruffianerie, e che risulta così bevibilissimo. E se il naso può riportare, giustamente all’annata, la bocca ha invece una freschezza, finanche una leggerezza, che spiazzano. È uno di quei ‘rosé-non-rosé’, come amo definirlo, di categoria veramente superiore. Jean-Baptiste Lécaillon parla di “concentrazione ed eleganza, potenza invisibile”. Appunto.
Voto: 97/100

Con il Cristal Rosé si chiude il quartetto delle meraviglie targato 2009, quindi composto anche dal Brut Nature e dal Brut Vintage già presentati nelle anteprime su queste pagine.

(ha collaborato alla scheda di degustazione Vania Valentini)

Gli champagne Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da:
Sagna – tel. 011/8131632 – www.sagna.it

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