Dalle cantine Mumm… valanga di novità!

Cantine Champagne Mumm

Mentre starete leggendo questo articolo mi troverò da Mumm per il consueto appuntamento di fine anno. Un appuntamento sempre graditissimo in quanto prima di tutto conviviale, amichevole, ma anche un appuntamento volto a scoprire annate inedite e nuovi assemblaggi, pure assaggiare qualche chicca storica, soprattutto fare un po’ il punto della situazione del lavoro di Didier Mariotti, lo chef de cave che sta dimostrando un’abilità quantomeno talentuosa. Non mi stancherò mai di ripetere, quasi come un mantra, che Mumm ha finalmente risalito la china e oggi può vantare una gamma di champagne qualitativamente solida. Una gamma di champagne che, proprio in virtù del suddetto lavoro di Didier, ha ancora importanti margini di crescita, come vedremo a breve e nei prossimi anni. Una gamma di champagne, infine, che potrà pure non piacere, per carità, ma che non può assolutamente essere definita ‘imbevibile’, come qualche sciocco pseudo-esperto ancora va farneticando. Un conto è il gusto personale – rispettabilissimo -, un conto è l’oggettiva qualità. E poi, in occasione delle diverse Masterclass Mumm che ho avuto l’onore di condurre in giro per l’Italia, ho sempre avuto feedback estremamente positivi: tutti hanno ammesso l’oggettiva qualità della gamma Mumm nella sua interezza, tutti hanno trovato almeno uno champagne particolarmente ‘valido’, per non dire d’eccellenza. E questi son fatti.

Didier Mariotti
Didier Mariotti, chef de cave di Mumm dal 2006. Arrivato a questo ruolo importantissimo per via della partenza del suo predecessore, si sta rivelando un vero asso nella manica per la maison!

Ma torniamo alle novità di Mumm. Rendiconterò presto quelle assaggiate il 5 dicembre, ma, nel frattempo, ne ho altre da raccontare, perché neanche un mesetto fa, in occasione di un passaggio di saluti alla maison di Reims, Didier mi ha fatto scoprire non uno, ma addirittura 4 nuovi champagne!

Per farmi ‘fare la bocca’, Didier parte con un Blanc de Blancs (Mumm de Cramant: rimpiango ancora il vecchio nome…): m’è sempre piaciuto tanto questo champagne, ma stavolta lo trovo eccezionale nella sua succosità, nella sua tensione, nella sua mineralità. Per me vale 92/100. Scopro dopo che è un 2008… Didier definisce questo champagne “minimalista”, nel senso che non ha nulla di superfluo, pur denotando una bella personalità. L’essenzialità dello Chardonnay. Appunto.

controetichetta mumm

Passiamo, dunque e finalmente, alle novità. La prima segue il fil rouge del Blanc de Blancs, anzi… è una sorta di selezione del Blanc de Blancs. In occasione delle grandissime annate, lo chef de cave ha pensato di tornare alle origini di questo champagne e farne nuovamente un dono per gli amici della maison. È l’RSRV, che sta per ‘réservé’, quindi ‘riservato’. È, ovviamente, figlio di una grande annata (la 2012, peraltro indicata sul collo) e delle migliori uve di proprietà di Cramant, con almeno tre anni di maturazione sui lieviti (quindi un po’ più di com’era nelle origini del Mumm de Cramant, ma questo permette poi di farne un vero e proprio millesimato) e un’accurata conservazione in cantina: “RSRV est la cave privée de la maison Mumm, qui propose aux initiés et amis de la maison des cuvées d’exception produites en quantités limitées” così la stessa Mumm.

Mumm RSRV blanc de blancs 2012

RSRV Blanc de Blancs 2012

100% Chardonnay; tirage feb. 2013
dég. feb. 2016 – Naso tendenzialmente chiuso, addirittura restio a concedersi. Attendendolo, ecco le note tipiche dell’etichetta (mineralità, agrumi, sottilissime tostature e grassezze), ma sempre timide, evidentemente ancora da esprimersi. Potrei dire che è un olfatto che gioca sulla freschezza agrumata. Anche la bocca è pervasa dagli agrumi su un’anima minerale, ma è anche e senza dubbio elegante, nonché impreziosita da una trama setosa. Brillante finale, nuovamente agrumato. Champagne raffinato e di bevibilità premiante. O, se preferite, il prototipo del blanc de blancs come lo intendono gli stessi champenois.
Voto: 91/100

Promette molto bene, dunque, perché se da giovane appare già così convincente, figuriamoci quando avrà avuto modo di maturare come il 2008 cui ho accennato prima. Purtroppo, è prodotto in quantità limitata ed è venduto su richiesta, nel senso che bisogna contattare direttamente la maison.

Ero invece curiosissimo di assaggiare uno champagne di cui avevo visto alcune foto sul web postate dalla stessa Mumm: il Grand Cordon. È innanzitutto caratterizzato da una bottiglia inedita, ideata dal designer Ross Lovegrove, con un profondo incavo obliquo e la colorazione rossa di questa nonché le scritte incise in fase produzione, come avviene per la bottiglia di Belle Èpoque (guarda caso, Perrier Jouët è di proprietà di Mumm da oltre sessant’anni). Da notare che questa bottiglia ha costretto la maison ha sviluppare un programma apposito per le gyropalette, onde evitare che i lieviti si accumulassero sull’incavo della bottiglia! Per tutti questi motivi, pensavo si trattasse di uno champagne assolutamente inedito, invece… Didier mi confessa candidamente che si tratta del medesimo assemblaggio del Cordon Rouge, ma poi con 6-8 mesi in più di maturazione sui lieviti. Questo primo tiraggio è basato sulla vendemmia 2012 e, primo della serie Cordon, ha una parte dei vins de réserve maturati in botte.

champagne mumm édition limitée 6 ans

Grand Cordon

45% Pinot Noir, 30% Chardonnay, 25% Meunier
Naso molto gradevole, pervaso da note di fiori d’agrumi, fini grassezze di nocciola, con una texture che appare un po’ più fitta del Cordon Rouge ‘tradizionale’ e, complessivamente, una maggiore ricchezza. Bella bocca, piena, fruttata e minerale, naturalmente dolce. È un grande classico e, soprattutto, appare davvero ben fatto. E si beve molto bene anche a temperature oltre quelle di servizio, il che è un complimento.
Voto: 88/100

Previsto inizialmente per il solo mercato statunitense, Il Grand Cordon è disponibile anche in Francia. Per ora, poi si vedrà. La terza novità, invece, è un’edizione limitata, nata in occasione della vendemmia 2007. Fu un’annata particolare, Didier ritenne di non millesimare, ma proprio la riflessione sul concetto di millesimato lo portò a sviluppare un nuovo champagne. Uno champagne che si colloca a metà strada tra un sans année e un millésime e mira proprio ad avvicinare i giovani a uno champagne più importante del classico brut non millesimato: “volevo fare un buon vino, vicino a un millesimato, ma non complicato, anzi facile da bere, per questo scelsi di assemblare due annate e poi maturarle a lungo sui lieviti” mi racconta. Pertanto, è basato sulle annate 2007 e 2006 (con la prima prevalente) con uve delle sole Montagne de Reims e Côte des Blancs per la metà elevate in legno, cui fanno seguito 72 mesi sui lieviti dopo il tiraggio.

bottiglia di Grand Cordon
Particolare della bottiglia di Grand Cordon: in evidenza l’incavo obliquo, colorato in rosso in fase di produzione con un processo esclusivo.

Édition Limitée 6 Ans

73% Pinot Noir, 27% Chardonnay
Altro bel naso, invitante, ricco, spesso, anche profondo, fatto di frutta, agrumi, frutta secca. Denota senza dubbio un’ottima materia… La bocca sorprende per la leggerezza, la facilità di beva. O meglio, il naso, per la sua ricchezza, finiva per creare tante aspettative che poi non sono del tutto soddisfatte… Alt, però, fermi un attimo! Ripensi alla filosofia di questo champagne (facilità, avvicinare i giovani a uno champagne più importante), allora lo capisci e ne apprezzi proprio l’eccezionale bevibilità. Salvo poi scoprire pure che questa leggerezza in fin dei conti non c’è, perché lo champagne ha una persistenza veramente notevole, sempre sul frutto.
Voto: 90/100

champagne mumm 2008

A questo punto Didier mi ha nuovamente fatto assaggiare l’ultimo Blanc de Noirs (il Mumm de Verzenay…), il millesimato non dichiarato 2002, quello recensito in Grandi Champagne 2016-17, per intenderci: ebbene, questo gioiellino prodotto in non più di 30.000 bottiglie, purtroppo – e inspiegabilmente – non distribuito in Italia, si conferma buonissimo, nonché tra le etichette meglio riuscite di Mumm. E poi Didier si fa avanti con un altro RSRV, stavolta con l’etichetta nera. È ovviamente, il Blanc de Noirs di questa serie speciale e limitata, il reciproco del Blanc de Blancs, figlio anch’esso di un’annata eccezionale ma diversa: è la volta della 2008!

Blanc de Noirs 2008

RSRV Blanc de Noirs 2008

100% Pinot Noir; tirage mar. 2009
dég. nov. 2015 – Olfatto freschissimo, con una affascinante complessità fatta di note fitte e profonde di frutta secca (noce), arancia amara e mineralità, con quest’ultima, ovviamente, tipica della Montagne, quindi più scura, pietrosa. Non a caso, questo naso possiamo definirlo certamente scuro, ma anche solare, anzi brillante. E, soprattutto, ha una leggerezza, una leggiadria sconosciuta alla quasi totalità dei Pinot Noir in purezza. Bocca fresca, tesa, asciutta, estremamente minerale, certamente identificativa della nobile uva nera, ma è questo un Pinot Noir senza pesantezze, anzi è elegantissimo, fresco, piacevole, bevibilissimo. Finale rinfrescante, ancora minerale, impreziosito da ritorni di frutta secca e sapidità. Splendido. Sarà pure l’annata, ma ‘batte’ l’omologo ‘blanc’, e lo dice uno che tra gli champagne tende a preferire lo Chardonnay al Pinot Noir… Bravo Didier!
Voto: 93/100

Un seul cépage, un seul terroir, une seule année. Voilà les trois règles imposées aux cuvées RSRV, le temps venant ensuite parfaire le travail du chef de caves Didier Mariotti

Champagne Mumm

Gli champagne Mumm sono distribuiti in esclusiva da:
Pernod-Ricard Italia – tel. 02/205671 – www.pernod-ricard-italia.com

2 commenti su “Dalle cantine Mumm… valanga di novità!”

  1. Mah, io la scelta di togliere cramant dall’etichetta e mettergli il marchio e basta la trovo commercialmente fuori tempo massimo.
    In un periodo dove si tende ad avere sempre di più un approccio borgognone al vino, ed è tutto un fiorire di cru, single vineyards, microparcelle, clos e via dicendo rinunciare alla territorialità per puntare sul marchio è una cosa che per me possono permettersi in pochissimi, mi vengono in mente marchi come krug, cristal, dom perignon e pochi altri.
    Mumm… non so.
    Detto questo da amante viscerale dello chardonnay di cramant proverò il loro nuovo blanc de blancs, ammetto di avere ignorato un po’ questa maison negli ultimi anni.
    A proposito, fa la malolattica o no che lei sappia?
    L’rsrv blanc de blancs sembra pure molto interessante, i blanc de blancs quasi muti da giovani con i giusti anni diventano spesso vini di grande eleganza e precisione, però qui mi sa che tocca accontentarsi delle sue note di degustazione non essendo io giornalista.

    1. A chi lo dice! Ogni volta che vado in maison non smetto di punzecchiarli su questo cambio di nome… Ma troppo spesso i ‘geni’ del marketing di Parigi ne combinano di tutti i colori, ahimè.
      Poi, sì, gli champagne Mmmm svolgono la malolattica.
      L’RSRV non è riservato ai giornalisti. È venduto su prenotazione direttamente dalla maison. Dia un’occhiata al sito della maison in francese…

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