Nella controversa annata 1996 emerge con forza Lanson

Lanson Gold Label 1996

Ho detto più volte come l’annata 1996 sia stata mitizzata in alcuni Paesi (Italia soprattutto: “mitica”, “eccezionale”, “del secolo” e chi più ne ha più ne metta), mentre in Champagne nessuno l’ha mai definita tale, bensì, più semplicemente, “estrema”. Infatti, in 300 anni di storia, non era mai capitato di avere oltre 10° alcolici potenziali e oltre 10 g/l di acidità. Così, quando arrivarono sul mercato, questi champagne colpirono per l’oggettiva ricchezza e l’acidità sferzante che dava tensione e freschezza. Qualcuno li definì “eterni”, invece…

Beh, posso dire che solo chi ha saputo bene interpretare, se preferite gestire, questi valori inusuali ha effettivamente dato vita a champagne ricchi, freschi e longevi, mentre gli altri si trovano oggi, a vent’anni dal tiraggio, con vini praticamente morti. Sì, vini ossidati, molto maturi nel migliore dei casi, ma al contempo con un’acidità nettissima, certo, però scissa, che corre parallela, per conto suo. Strano? Fino a un certo punto: una simile acidità rimarrà per decenni e decenni, ma gli oltre 10° per gli champenois hanno significato elevatissima maturità, che, come detto, non è stata facile da gestire e ha quindi portato oggi all’ossidazione. Provare per credere. Salvo rari casi, che non arrivano neanche a dieci. Tra questi, va annoverato senza dubbio Lanson.

Hervé Dantan e Olivier de la Giraudière
Lo chef de cave Hervé Dantan e il direttore export Olivier de la Giraudière durante la nostra degustazione nella rinnovata, bellissima cantina e, a destra, il mitico Jean-Paul Gandon, creatore del Gold Label del 1996 assaggiato.

A gennaio, nel corso del primo viaggio dell’anno, passo anche da Lanson per un saluto, per parlare della prossima edizione della guida Grandi Champagne, per complimentarmi con l’attuale livello qualitativo, veramente eccellente, sul quale si muovono oramai da qualche anno. Ovviamente, non è mancata la degustazione, una splendida degustazione in cantina con lo chef de cave Hervé Dantan e il direttore export Olivier de la Giraudière che ha ripercorso tutta la gamma, confermando l’eccellente livello di cui ho appena detto ed è terminata con una piccola sorpresa: Gold Label 1996. Non quello dégorgement tardif della Lanson Vintage Collection, ma quello ‘originale’, nell’etichetta e nel dégorgement (del 2005). Questo champagne è per tradizione fatta con uve eccellenti, tutte classificate 100% Grand Cru (da Aÿ, Mailly, Verzy e Verzenay per il Pinot Noir, Avize, Cramant, Chouilly, Oger e Le-Mesnil per lo Chardonnay), poi fermentate in acciaio senza svolgere la malolattica. Seguono circa 8 anni sui lieviti e un dosaggio di 9 g/l.

controetichetta Gold Label 1996 Lanson
All’epoca, in controetichetta non veniva indicata la data del dégorgement…

Gold Label 1996

Bottiglia Lanson Gold Label 199653% Pinot Noir, 47% Chardonnay
Beh, il naso è immediatamente e certamente da ’96 dopo vent’anni, quindi intensamente espressivo di una non trascurabile maturità sul versante della frutta secca e del sottobosco e tanta freschezza data dall’acidità. Man mano emergono note di agrumi soprattutto confit, di frutti rossi e uno spunto fumé. Attacco al palato deciso, freschissimo, con una bollicina molto fine ed elegante, seguito da un centro bocca coinvolgente che riporta proprio alla crema al limone e, poi, come un arco rilasciato al massimo della tensione, ecco l’acidità dare addirittura esplosività all’assaggio: dritto, profondo, energico, sapido, ancora agrumato, delicatamente minerale. Il tutto in un quadro di intensità, per non dire addirittura di potenza, ma senza mai essere scomposto, o peggio brutale, e, soprattutto, senza la scissione dell’acidità, che qui, invece, è sempre ben integrata. Semplicemente appagante il finale, molto sapido, al punto da far salivare a lungo. Vino austero, rigoroso, ma di gran classe e con ancora un bel pezzo di strada da percorrere.

Voto: 95/100

Gli champagne Lanson sono distribuiti in esclusiva da:
Duca di Salaparuta – tel. 091/945201 – www.duca.it

4 commenti su “Nella controversa annata 1996 emerge con forza Lanson”

  1. A questo punto però scatta la curiosità …. quali sarebbero gli atri Champagne del 96 dove (diciamo) si può stare tranquilli ….. tanto per sapere se devo continuare a lasciarle riposare oppure no ….. grazie Beppe

    1. Cristal, Bolly R.D., Bruno Paillard BdB, Dom Pérignon (entrambi), Krug Vintage, Sir Winston, Comtes de Champagne, Henriot Enchanteleurs, Vilmart Coeur.

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