Drappier: l’espressione più pura di un rosé ‘aubesoise’. In nature…

Drappier Brut Nature Rosé

Ripensando agli innumerevoli assaggi degli ultimi mesi, un vero e proprio vortice di degustazioni destinate alla stesura della oramai imminente guida Grandi Champagne 2018-19, ricordo con piacere la traccia che mi hanno lasciato tanti champagne rosé, in tutte le loro possibili espressioni. Mi è sembrato di percepire un’energia nuova, diversa, dentro a quei calici luminosi dai colori salmone, oro rosa antico e ramato. Fino a ieri un po’ snobbati, salvo qualche prestigiosa eccezione, vuoi perché richiamano l’universo femminile, vuoi perché nell’immaginario collettivo lo champagne rimane il vino dai toni dorati e luminosi, i rosé hanno vissuto in passato di luce riflessa, più recentemente di vera e propria moda, mentre oggi hanno guadagnato un posto importante nel mercato dello champagne. Anche perché, come sempre accade in questa terra d’Oltralpe, ‘tutto si muove e nulla sta fermo’, così, oggi, anche questa tipologia si sta distinguendo per personalità, carattere e territorialità.

Vigneti Drappier
Vigneti di Drappier nei pressi di Urville. Sono piantati per oltre 2/3 a Pinot Noir e oggi sono per buona parte in biologico.

Soprattutto se ci proiettiamo in quell’area etichettata come la ‘Champagne di serie B’ da chi evidentemente ne sottovalutava lo straordinario potenziale: sto parlando dell’Aube, zona sulla quale solo oggi si sono stati finalmente puntati i riflettori ma che, da sempre, possiede personalità propria, all’interno della Denominazione. Un territorio non più legato allo champagne lussuoso, ‘prêt a porter’, come capita di trovare nel Nord, vicino a Reims, ma uno Champagne del Sud, capace di dare origine a calici schietti, vinosi, carnosi, con una maggiore ricchezza di frutto e uno sviluppo piuttosto deciso, tenace. Champagne, infine, dal finale nervoso, perentorio.

Michel Drappier e suo padre André
Il grande Michel Drappier e suo padre André: è stata la madre del primo e moglie del secondo a volere nel 1968 uno champagne rosato da sole uve Pinot Noir macerate.

Proprio nell’Aube ha origine il rosé di cui parlerò oggi, voluto e creato da Drappier, il produttore più in vista e significativo di questa zona, come numeri e come tradizione. Storia ormai nota: i Drappier sono originari di Reims, ma presenti nell’Aube già dal XVIII secolo, grazie al nonno materno di Michel, Georges Collot, che decide di selezionare i migliori appezzamenti a componente calcarea con le esposizioni più vocate intorno ad Urville, e coltivare Pinot Noir. Una famiglia fin dal 1808 perfettamente adesa a questo territorio, così come a questo vitigno, che qui nell’Aube è coltivato per ben l’83% di tuti i vigneti e che, non a caso, rappresenta oggi il 70% dei vigneti Drappier, di cui buona parte in regime ‘bio’. Nel 1968 la figlia Micheline (la mamma di Michel) decide di produrre un rosé da solo Pinot Noir, oggi proposto anche in versione Brut Nature: è l’esempio di come un Pinot Noir dell’Aube, se messo completamente a nudo, riesca finalmente a sfoggiare il suo più raffinato talento aromatico insieme alla sua più calda e vibrante energia. Un vitigno dall’anima fragile, il Pinot Noir, ma capace di sviluppare le sue qualità migliori quando alberga in un grande territorio.

Questo rosé di Drappier nasce oggi da una macerazione di tre giorni, seguita da un processo produttivo per gravità, senza l’uso di pompe, fermentazione a bassa temperatura in cuve, decantazione naturale, ridottissima aggiunta di solforosa e, dopo il tiraggio, tre anni sui lieviti. Ovviamente non è dosato…

Il Brut Nature Rosé, schema della nascita
Il Brut Nature Rosé nasce dall’incontro di due pietre miliari di Drappier: il blanc de noirs Brut Nature e il Rosé de Saignée, ideato da Micheline.

 

Brut Nature Rosé

Bottiglia Drappier Brut Nature Rosé100% Pinot Noir
Già nella bottiglia, voluta trasparente dalla stessa Micheline nel 1968 per dare un tocco di raffinatezza e femminilità in più, questo rosé seduce col suo colore melograno, magnetico, vivo e intenso. L’olfatto è di grande freschezza, purezza aromatica e, a tratti, porta in luce la sottile mineralità del Pinot Noir dell’Aube. Scintillanti, a seguire, gli apporti olfattivi di rosa, mandarino, ribes, insieme alle spezie e la frutta secca. L’attacco di bocca è vivace e risoluto, ma anche avvolgente, ampio, di bella distensione, intriso di succo e sale. Dissetante e appagante, qui il Pinot Noir libero da ogni dosaggio dona densità e progressione, ma anche slancio e freschezza. La bollicina è costruita con mano virtuosa: puntiforme e di impeccabile distribuzione al palato. La chiusura, fine e tesa al punto giusto, dona sale e succo di agrume. Un vino intenso, appagante, consolatorio. Può rappresentare perfino un gran bell’aperitivo, ma sta bene soprattutto a tavola: riso acquerello con acciughe del cantabrico, pomodorini, peperoncino e briciole di pane tostato.
Voto: 91/100

Gli champagne Drappier sono distribuiti in esclusiva da:
Partesa – N. Verde 800/044040 – www.partesa.it

 

5 commenti su “Drappier: l’espressione più pura di un rosé ‘aubesoise’. In nature…”

  1. Il Nature in bianco – nelle sue edizioni migliori – è uno dei più appaganti champagne non dosati che ho assaggiato, sono molto curioso di provare questo rosé, sperando che anche il prezzo si mantenga in linea con la gamma della maison; per ora come punto di riferimento in rosa tengo l’ottimo Fresnet-Juillet che ha un rapporto qualità/prezzo davvero invidiabile.
    Saluti

  2. Buongiorno, illuminante articolo; del roseé Grande Sendreé sempre di Drappier cosa ne pensa? Sempre valido o a quel prezzo è meglio andare su altro? Grazie

    1. Il prezzo è comunque competitivo e lo champagne è molto buono, soprattutto con l’attuale annata 2008. Se non l’hai mai assaggiato lo provi, soprattutto se ama la maison.
      Mi faccia sapere

      1. Grazie, le farò sapere.
        Al momento di Drappier ho provato il GS versione brut, annata 2006 (€ 40,00 a bottiglia tramite un amico ristoratore), e mi è sembrato molto valido, nonché il Brut Nature Sans Soufre (€ 25,00 sempre tramite amico ristoratore) davvero buono.
        Ora proverò il roseé di Fresnet Juillet e il suo Special Club 2008 che ho visto lei consiglia vivamente.
        Se posso darle anche io un consiglio spumeggiante uscendo dalle bolle francesi e andando in Slovenia, provi il Puro Movia 2008 (brut meglio del roseè a mio parere): ottimo rapporto q/p.

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