Pascal Agrapart: “le pape du Chardonnay”

Degustazione Agrapart Terroirs

Siamo al rush finale delle lavorazioni della guida Grandi Champagne 2018-19 (a questo link trovate ancora la promo per la versione Limited Edition) e a questo punto posso sbilanciarmi e dire che non sarà semplicemente la naturale evoluzione delle precedenti, bensì una vera e propria ‘opera’. Qualche dato? Più di 500 pagine, nuovo formato, grafica rinnovata e, soprattutto, ben 106 produttori recensiti. Ecco, lo sforzo maggiore è stato proprio quello delle degustazioni: abbiamo assaggiato più di 650 champagne, abbiamo riassaggiato tutti i sans année pubblicati in precedenza, abbiamo assaggiato delle cuvée che usciranno molto più avanti: insomma, da febbraio a oggi ci siamo dati da fare! A Roma, a Soragna e nella stessa Champagne, sempre tenendo fede alla filosofia della guida, quindi con degustazioni di gruppo (almeno tre membri del panel).

Alla fine, però, non potevamo pubblicare tutte queste degustazioni… Come nostro costume, infatti, non pubblichiamo quelli valutati al di sotto degli 85/100 (Grandi Champagne è una sorta di selezione dei ‘migliori’, o, se preferite, dei più interessanti) e, pur volendo, non possiamo pubblicali tutti: verrebbe un volume gigantesco! Così, alla fine, per rispettare il limite delle suddette 512 pagine (che significa pur sempre una crescita di ben 64 pagine rispetto all’ultima edizione, oltre a rappresentare comunque un gran bel risultato in assoluto), siamo stati costretti, nostro malgrado, a tagliare qualche degustazione, un po’ a tutti. Ma queste degustazioni non andranno certo perse: molte saranno pubblicate qui su LeMieBollicine in una sorta di ‘marcia di avvicinamento’ all’uscita della guida.

Iniziamo subito con il primo produttore della guida, che anche uno dei top della Champagne: il grandissimo Agrapart!

Pascal Agrapart
Pascal Agrapart nella sua sala di degustazione più tecnica, dove ci ha accolto durante la nostra ultima visita. Entrato oramai nel mito, è uno dei vigneron più rigorosi, ma assolutamente mai improbabili. Anzi…

Ad Avize si deve respirare un’aria magica, vista la ‘concentrazione’ di produttori d’eccellenza. Tra i quali tre che vanno a formare quello che io chiamo il ‘trio magico’: Anselme Selosse, Erick De Sousa e Pascal Agrapart. Che il suo amico Fabrice Gass chiama “la pape du Chardonnay”, a sottolineare la sua abilità e sottolinearla specificamente con la pregiata uva bianca. Non a caso, la gamma di sette champagne di Pascal Agrapart è composta da ben cinque blanc de blancs e solo due assemblage dove troviamo anche un po’ di Pinot Noir. Nell’ipotetica scala qualitativa, il primo degli Chardonnay in purezza è Terroirs, che potemmo definire come ‘la Côte des Blancs in bottiglia’, visto che nasce da sole uve, Chardonnay ovviamente, dei vigneti Grand Cru di proprietà ad Avize, Oger, Cramant e Oiry, da cui il nome, in questo caso quelli con 20-40 anni di età. Il tiraggio qui raccontato è un assemblaggio di due annate (per il 60% la 2012 più il 40% della 2013), vinificate in buona parte in legno; lo champagne è stato imbottigliato a maggio 2014, come tradizione di Pascal, e poi ha maturato tre anni sui lieviti (anche se, poiché i dégorgement vanno per lotti durante l’anno, le ultime bottiglie arrivano a quattro anni) prima di essere dosato a 5 g/l.

Etichetta precedente color verde
Prima dell’ultimo cambio di ‘habillage’, che ha un po’ uniformato tutte le etichette nella veste estetica attuale, ogni champagne di Pascal aveva un colore. Il Terroirs era verde.

 

Terroirs

Bottiglia Agrapart Terroirs100% Chardonnay
Solo Chardonnay, ma sorprende per la densità di questa espressione olfattiva, fortemente legata a note fruttate. Già, c’è tanta purezza di frutto (mela), mentre la mineralità sembra giocare a nascondino – si fa vedere e poi scappa via – e si accompagna a una nota dolcina di pasticceria. La solita bellissima bollicina riporta a questa materia abbondante e rotonda, ora addirittura insistente, ma anche ben più coerente con l’anima di blanc de blancs per via dello sviluppo sugli agrumi gialli e sulla naturale dolcezza di questi. È un vino polposo, ma pulito e preciso in questa sua inusuale ricchezza, certamente appagante, con un carattere che in Champagne definirebbero “gourmand”. Per questo motivo si trova particolarmente bene a tavola con piatti di mare, soprattutto le fritture.
Voto: 90/100

Più che il 7 Crus, a mio avviso è questo il vero brut sans année di Agrapart, anche se – e lo anticipo – proprio il 7 Crus che troverete in guida si è rivelato a dir poco eccezionale: una vera sorpresa! Soprattutto alla luce degli assaggi passati. A ogni modo, il Terroirs si è conferma un ottimo champagne e lo ha fatto in maniera a dir poco rassicurante, anche se la ricchezza dell’annata base mi sembra che stavolta lo indirizzi maggiormente alla tavola…

(ha collaborato alla scheda di degustazione Vania Valentini)

Gli champagne Agrapart sono distribuiti in esclusiva da:
Pellegrini – tel. 035/781010 – www.pellegrinispa.net

 

2 commenti su “Pascal Agrapart: “le pape du Chardonnay””

  1. Salve sing lupetti,
    Sono un ristoratore pugliese dove in varie occasioni ci siamo conosciuti in delle masterclass..
    La contatto in quanto sarei grato in un suo aiuto..
    Vorrei tanto fare un giro nello champagne.. ma vorrei mirare aziende che da tempo lavoro nel mio locale.. ora le accenno qualche maison che vorrei tanto visitare e naturalmente un consiglio personale su quale andare a vedere e quale mi potrebbe trasmette piu cultura.. perche infondo non ho bisogno di andare nei musei o andare in giro a guardare bottiglie.. ma vorrei crearmi un percorso che mi dia aggiornamento e cocretezza su cosa fosse lo champagne..
    Le maison che lavoro sono:
    Ayala, bollanger,perrier joutë,louis rodered,don perignon,billecart-salmon,lourent-perrier,taittinger,,krug,jacquesson.. aspetto sue notize.. preferirei un percorso che mi impegni dal periodo 15/10/2017 al 30/10/2017…

    1. Tutti produttori non aperti al pubblico, tranne Taittinger per la visita ‘turistica’.
      Però, la maggior parte di queste ricevono ‘professionisti’ del settore, come ristoratori, enotecari, ecc.
      Provi a contattarli e vedere se la ricevono, anche se farlo tramite gli importatori italiani è ovviamente più semplice… Anche perché potrebbero chiedere non solo di riceverla, ma anche di fare una visita un po’ più tecnica.

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