Partenza col botto: Cristal Rosé 1995 Vinothèque!

Cristal Rosé 1995 Vinothèque

Buon 2018 a tutti, innanzitutto! Chissà se anche quest’anno in Champagne varrà quella che ho battezzato ‘la regola dell’8’ (annate come 1988, 1998, 2008 e per certi versi anche 1978 sono eccezionali)… lo sapremo tra una decina di mesi, alla vendemmia, intanto godiamoci l’Anno Nuovo!

Bene, nel frattempo la fine del 2017 ha visto l’arrivo sul mercato di uno champagne d’eccezione: la ‘versione’ Vinothèque del Cristal, con l’annata 1995. Non s’è parlato molto di questo champagne (anche se, ovviamente, trovate recensito il blanc in Grandi Champagne 2018-19…) per via della sua rarità (si mormora di una sessantina di bottiglie soltanto tra blanc e Rosé per l’Italia) e – ahimé – del suo costo, ma si tratta di un qualcosa di veramente eccezionale, destinato a consacrare questa etichetta anche presso quanti ancora nutrono dubbi per via della sua immagine a volte – ingiustamente – troppo patinata. Ma andiamo con ordine.

Cantina Roederer
I Cristal destinati a diventare Vinothèque sono selezionati da Jean-Baptiste Lécaillon, dosati con una liqueur differente e poi lasciati riposare altri 10 anni in una parte della cantina la cui chiave è conservata dallo stesso chef de cave…

È la fine del 2016 quando Jean-Baptiste Lécaillon mi porta nelle cantine della Louis Roederer per un’esperienza molto particolare: la degustazione di tre Cristal 1995. L’originale, ovvero quello degorgiato a suo tempo, quando lo champagne fu commercializzato, uno degorgiato al momento à la volée dallo stesso Lécaillon e un altro, che scopriremo (con me c’erano Federico Angelini, Pascal Tinari e Amedeo Pasquino) essere l’inedito Vinothèque. Jean-Baptiste ci spiega che lo champagne raggiungerebbe la perfezione (per freschezza e intensità) al momento del dégorgement, ma questa operazione porta con sé anche dei difetti (l’immediato contatto con l’ossigeno genera un picco ossidativo, per quanto possa sembrare strano), ragion per cui lo chef de cave ha iniziato una serie di studi ed esperimenti per trovare la finestra temporale nella quale uno champagne raggiunge la perfezione, o, se preferite, la migliore espressività. Insomma, l’energica vitalità di uno al momento del dégorgement, senza gli squilibri del caso, per dirla in altre parole. Ebbene, per Lécaillon, il Cristal raggiungerebbe questa finestra temporale dopo i “10+10”, ovvero dieci anni sui lieviti e dieci anni di invecchiamento in cantina dopo il dégorgement. Facendo due conti: il Cristal 1995 fu tirato nella primavera del 1996, degorgiato nell’estate del 2006, dosato, ritappato ed è poi ritornato in cantina fino al ‘risveglio’ di fine 2016. Che, fa, appunto, vent’anni giusti, giusti. Ovviamente, dopo i primi 10 anni, quindi a seguito del dégorgement, lo champagne è stato dosato, ma la liqueur era diversa da quella originale, tanto nella composizione, quanto nel dosaggio stesso: quello originale era a 10 g/l, questo del Vinothèque è a 7 g/l.

Ricordo che il Cristal Rosé fu ‘inventato’ da Jean-Claude Rouzaud nel 1974 (anche se la prima annata commercializzata fu la 1976: l’ho assaggiato due volte in vita mia… mostruoso! Grazie ancora Jean-Baptiste) ed è prodotto unicamente con le uve del Domaine Cristal Rosé (4 parcelle, sempre le stesse, per poco più di 4 ettari complessivi), il Pinot Noir è brevemente macerato a freddo prima di essere unito allo Chardonnay, i vini sono parzialmente vinificati in legno (8% per quanto riguarda il 1995) e non svolgono la malolattica.

Degustazione nelle cantine Roederer
L’incredibile degustazione nelle cantine Roederer organizzataci da Lécaillon a dicembre 2017: Cristal 1995 nelle tre declinazioni, originale, Vinothque e ‘à la volée’.

Trattandosi di una piccola rivoluzione in Louis Roederer, per il Cristal Vinothèque è stato studiato un nuovo habillage (che ha richiesto un lungo studio, tanto che tra un piccolo ritocco e l’altro era pronto soltanto sul finire dell’estate), a mio avviso molto bello in quanto segue perfettamente il nuovo look dell’etichetta, ma con una colorazione diversa che dona ancora più importanza a questo grandissimo champagne. E importante, in metallo, è anche l’astuccio che custodisce le preziose bottiglie… Il Cristal Vinothèque è stato poi presentato ufficialmente il 4 ottobre 2017 in un grande evento a Reims che ha celebrato il 241° anniversario della maison. Di Cristal Vinothèque ne sono state commercializzate meno di 500 bottiglie in totale (quindi tra Cristal e Cristal Rosé, anche se il rapporto tra i due è di circa 4:1), inizialmente nei soli paesi di Francia, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania e… Italia.

Cristal Rosé 1995 Vinothèque

Cristal Rosé 1995 Vinothèque

62% Pinot Noir in rosa, 38% Chardonnay
Come accade per tutti i Cristal, il Rosé è meno immediato, quasi si nasconde, ma solo perché è tremendamente elegante. E dietro questa eleganza c’è una fitta trama olfattiva che spazia dai frutti rossi di bosco alla mela, dalla nocciola alla mineralità iodata, fino alle spezie dolci, il tutto su un sottofondo di ‘giusta’ maturità. Anche l’assaggio gioca sulla grande eleganza, della bollicina così come del vino, che è innanzitutto fresco, molto fresco, ora più succoso e agrumato nello sviluppo, con la naturale maturità rappresentata da un tocco di miele e una certa dolcezza di frutti. Finale solido, pieno, confortante, naturalmente equilibrato, naturalmente disteso, naturalmente lungo, ancora su note agrumate, minerali e di thè rosso. Champagne raffinato, precisissimo, forse per questo addirittura algido, al punto che, pur essendo buonissimo, non… crea emozioni con la medesima intensità del fratello blanc. Fermo restando che stiamo parlando pur sempre di un gigante nel panorama dei ‘collection’ (come visto, va oltre il semplice dégorgement tardif…) e, soprattutto, dei rosé.
Voto: 98/100

Jean-Baptiste Lécaillon
Il grande Jean-Baptiste Lécaillon, veramente un grande dello champagne della Champagne, con il Cristal Rosé Vinothèque.

Gli champagne Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da:
Sagna – tel. 011/8131632 – www.sagna.it

13 commenti su “Partenza col botto: Cristal Rosé 1995 Vinothèque!”

  1. Buon anno Alberto.
    Non ho colto un particolare…. di vinotheque 1995 né usciranno circa 500 bottiglie complessive ora, e seguiranno altri degorgement più avanti ovvero finite queste si passerà ad un altro millesimo.
    Perché se così fosse davvero, diciamoci la verità, tolti alcuni fortunati come lei nessun comune mortale potrà mai accedere a queste bottiglie, soprattutto il Rosé, e non tanto per il prezzo (se si vendono i dp P3 si trovano i compratori anche di questo vino), ma proprio per la difficoltà a reperirle.
    Meno di 100 bottiglie in tutto il mondo….
    E tutta questa fatica per realizzare un vino che si prende un 98/100, tanto certo, anzi tantissimo ma…..quanti avrebbero scommesso un bel 100/100? Io sicuramente.
    Se poi penso che un “banale” cristal 2008, mi pare di aver letto che lei gli ha attribuito 100/100 già all’esordio, un record direi, a questo punto perché tutta questa fatica?
    Intendo dire che un programma di vinotheque, come per il P2 e P3 di dp, secondo me ha senso se si materializza in numeri più grandi.
    Ma ovviamente la mia riflessione tradisce la mia ignoranza quindi mi rimetto al maestro, ovvero lei, sperando che mi possa chiarire le idee.
    Buona giornata e sempre mille grazie.
    Gabriele

    1. Buon Anno a lei!
      La sua osservazione è condivisibile, provo a risponderle.
      – Quantità: in effetti, anche io mi aspettavo qualche bottiglia in più. Sono numeri veramente irrisori, a livello di un P3 o giù di lì. Purtroppo, in passato non si lasciavano in cantina molte bottiglie di Cristal, quindi per questa operazione la maison ha veramente e fortemente intaccato la propria ‘memoria storica’, ma da qualche parte si doveva pur iniziare. Vedrà che con le prossime annate le quantità saranno via via un po’ più consistenti, compatibilmente con i numeri del Cristal, che non sono proprio a sette cifre… Per questo motivo, non è giusto criticare la Roederer: ha voluto fare qualcosa per lei eccezionale (tutta la Roederer non produce neanche il 10% di DP…) e dare inizio a un nuovo filone che consacri definitivamente il Cristal tra i grandissimi, visti i dubbi che, purtroppo, tuttora permangono da parte di alcuni su questo champagne. E poi quanto Montrachet della DRC si fa? Però lì si parla di mito, mica di scandalo dei numeri…
      – Punteggio: il suo fratello bianco ha preso 100/100 come il 2008 e glielo sta dicendo uno che ama il Cristal Rosé. Però, il Cristal (bianco) è a mio avviso un vino che si esprime prima, mentre il Cristal Rosé ha bisogno di molti più anni, al punto che oggi al picco ci sono annate come la 1988 o addirittura le 1976 (a proposito, di quest’ultimo ne restano appena 48 bottiglie in maison!!!). Pertanto, il punteggio, deve essere visto come un punto di partenza, ma forse non l’ho chiarito abbastanza nel pezzo. E partire da 98/100 mi sembra un qualcosa di eccezionale. Non solo: gli americani ci hanno abituato a 95/100 come la norma o quasi… per me 98/100 rappresenta qualcosa di veramente eccezionale. No?

      Insomma, il Cristal Vinothèque rappresenta una particolarità nel panorama champenoise e non è una semplice operazione di ‘dégorgement tardif’: questo, complici i numeri del Cristal e della stessa Roederer, porta a qualcosa di talmente raro da essere elitario, d’accordo, ma tant’è.

      Spero di aver chiarito i suoi dubbi.
      Buona giornata

      1. Grazie mille della spiegazione, ora il quadro mi appare più chiaro.
        Speriamo che le prossime “release” siano numericamente meno risicate.
        Le chiedo ancora una curiosità: la scelta di esordire con il millesimo 1995 è casuale (non credo….) ovvero è l’incipit della serie vinotheque, e pertanto annate precedenti, fra le quali le “imperdibili” come la 1988 non vedranno mai la luce?
        Sempre mille grazie e buona serata.
        Gabriele

        1. Lécaillon mi ha fatto assaggiare anche Cristal 1990 e Cristal Rosé 1988 come Vinothèque, ma non ho capito se usciranno. Nel caso, temo che le quantità siano ancora più risicate…
          Sicuramente, invece, ci saranno 1996, 1999, 2000 e 2002.
          La scelta è caduta sull’annata 1995 sia perché particolarmente felice per il Cristal, sia perché è stata un’annata straordinaria di cui s’è persa ingiustamente la memoria…

  2. Buongiorno e buon anno
    Mi permetta una domanda: nelle grandi Cuvée, i rose vedi DP e Cristal, il prezzo è quasi il doppio che il corrispettivo brut. Ciò a cosa è dovuto, lavorazione, affinamento, griffe.
    Grazie, e ancora i miei complimenti per questo bel sito

    Gianfranco

    1. Nei rosé, soprattutto nei top, una componente di marketing c’è senza dubbio, ma c’è anche un costo oggettivo superiore rispetto al bianco, a cominciare dalla gestione delle vigne per fare vino rosso, alla stessa produzione del vino rosso, ecc.
      Grazie del complimenti

  3. Buongiorno Sig. Lupetti,
    vorrei chiederLe cortesemente quale potrebbe essere un’idea di prezzo corretta, alla quale poter acquistare Il Cristal Vinotheque ? Immagino infatti , visto l’esiguo numero di bottiglie distribuite, che le speculazioni saranno piuttosto importanti….

    La ringrazio per l’attenzione e Le porgo cordiali saluti.

    Giulio

    1. Bella domanda! Considerando prezzo di vendita dell’importatore, tasse e ricarico del venditore, ipotizzo almeno 1.300 euro per il bianco e almeno 1.800 per il rosé. Ma sto facendo un conteggio a spanne che non tiene conto della rarità, che potrebbe far salire ulteriormente il prezzo…

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