Mercato champagne 2017: i primissimi dati

mercato champagne

Ecco un’anteprima del report sull’andamento del mercato dello champagne per quanto riguarda l’anno passato, quindi il 2017. Non si tratta ancora dei dati ufficiali del CIVC e non sono completi in quanto manca ancora l’importantissimo mese di dicembre 2017, però possiamo già parlare di una… ‘gran bella annata’. Infatti, dopo la lieve flessione del 2016, i numeri sembrerebbero ritornare ai livelli del 2015 (312,5 milioni di bottiglie), con una previsione superiore ai 311,2 milioni di bottiglie. E, soprattutto, il fatturato si attesterà oltre i 5 miliardi di euro (4,74 e 4,71 rispettivamente nel 2015 e nel 2016), indicando tanto un piccolo aumento del prezzo medio, quanto una maggiore richiesta di champagne di alto livello.

Nel dettaglio, il mercato interno, quindi quello francese, continua a perdere terreno (si attesterebbe a ‘sole’ 130,5 milioni di bottiglie) con un ulteriore -1,5% nel 2017, pesando così nel totale per il 48,1%. Un brutto colpo, se si considera che fino a qualche anno fa la Francia assorbiva stabilmente 200 milioni di bottiglie l’anno! Crescono, però, l’Europa di un piccolo +0,4% (per il 25,2% del totale del mercato) e, soprattutto, il resto del mondo, che, con un incremento di ben il 10,3%, batte lo storico mercato europeo e diventa quello importante dopo la stessa Francia, con una bella quota nel 2017 pari a ben il 26,7% del totale. Non si conoscono ancora le quote di ogni singolo Paese, ma è facile prevedere l’ulteriore crescita di Stati Uniti (oramai piazza fondamentale per gli champenois, terza in assoluto), Giappone (al top per cuvée de prestige, al punto da aver detronizzato l’Italia, e rosé) e Australia. Vedremo la Cina, anche se resta un mercato modesto (nel 2016 era all’1,3% stabile) in quanto i cinesi continuano a preferire vini rossi.

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Curioso scoprire, infine, che gli ‘champagne de vigneron’ farebbero segnare una flessione complessiva del 3,2%, imputabile proprio al pesante calo del mercato francese e compensata solo in parte dall’ottima salute di questi champagne sulle esportazioni. Migliorano in assoluto, invece, le cooperative (sia in Francia, sia all’estero), così come le maison, che fanno prevedere un progresso di quasi il 3%, anche in questo caso dovuto alla crescita dell’estero, che in questo caso ha sì abbondantemente compensato le perdite del mercato interno.

Importante, però, il dato del fatturato complessivo, che, se confermato, farebbe segnare il record di sempre della Champagne!

13 commenti su “Mercato champagne 2017: i primissimi dati”

  1. Ciao Alberto! Vorrei chiederti una cosa sono meglio gli champagne che fanno fermentazione malo lattica o quelli che non l’ha fanno?? E che differenza c’è? Grazie

    1. Discorso molto lungo… Ci farò un articolo a breve.
      Intanto due cose: gli champagne sono nati senza malolattica, che è arrivata negli ani ’70; personalmente, preferisco gli champagne senza malo…
      A presto

  2. Ciao Alberto! Sono in procinto di acquistare un Dom Perignon Cuvée 1993 e vorrei dei consigli i a riguardo; è un’annata ancora “bevibile”? All’incirca qualche potrebbe essere il suo valore di mercato?
    Grazie.

    1. Ben più che bevibile, accidenti! A patto che la bottiglia sia stata perfettamente conservata. Avrà una certa maturità, ma intrigante…
      Parliamo di Vintage, non do OEnothèque, vero? Allora siamo sui 200-230 euro.

      1. Le chiedo io allora… Ha in mente di fare una master class o anche partecipare ad una semplice degustazione in zona Venezia o Treviso a breve?

    1. Reggio Emilia? Lunedì prossimo facciamo una DP, molto esclusiva e per pochi. Forse c’è rimasto un posto.
      Scriva in pvt a vania.valentini@gmail.com e chieda sia di questa, se le interessa, sia di essere avvisato per le altre future.
      Grazie

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