Moët e il nuovo Grand Vintage, ma non solo…

Moët & Chandon Grand Vintage 2009

Ogni secondo, nel mondo, una persona sceglie Möet e Chandon per celebrare un momento”. È in un’inaspettata e bellissima giornata di fine inverno a  Milano e con queste parole che si è tenuto il debutto ufficiale del 73° millesimato della maison più celebrata: stiamo parlando del Grand Vintage 2009 e della sua versione in rosa, il Grand Vintage 2009 Rosé. Li avevamo già conosciuti da vicino e in anteprima in Grandi Champagne 2018-19, ma riassaggiarli a distanza di quasi anno è molto interessante in quanto questi champagne evolvono parecchio nel tempo, soprattutto nei primi anni.

evento Moët & Chandon, presentazione Grand Vintage 2009
Arriva il 73° millesimato della storia di Moët & Chandon, il Grand Vintage 2009, declinato anche come Rosé in parallelo come accade da diversi anni.

Abbiamo già ampiamente parlato, in occasione della presentazione del Grand Vintage 2008 e del Grand Vintage Rosé 2008 di quanto si stia rivelando importante e significativo il ruolo di Benoît Gouez come chef de cave e interprete della tradizione Möet & Chandon. Una maison delle più importanti (nonché la più grande…), con una storia che ha inizio nel 1743, quando, Claude Möet la fondò a Epernay. Fino ad allora, lo Champagne era un vino poco conosciuto ma, grazie a questo leader carismatico, si aggiudicò l’interesse delle corti reali e del pubblico di tutta Europa. Ricordiamo, inoltre, estimatori illustri come Madame Pompadour, favorita di Luigi XV, che affermava “lo Champagne è l’unico vino al mondo che rende le donne più belle dopo averlo bevuto” e l’Imperatore Napoleone Bonaparte al quale, da un’idea del nipote di Claude, Jean-Rémy Moët, è stata dedicata nel 1864 la Cuvée Möet Imperial (oggi Brut Impérial)

L’eccellenza non può mai essere affidata al caso e i millesimati firmati da Benoît Gouez oggi sono l’emblema di come coerenza stilistica e interpretazione dell’annata riescano a preservare l’unicità del gusto di una maison, declinandolo in ambito contemporaneo. Uno stile enologico che non vuole mai trasfigurarsi, bensì creare un vino unico e originale, capace di raccordare un gusto che perdura da ormai tre secoli all’eccezionale personalità delle singole annate. Il Grand Vintage 2009 incarna perfettamente questo spirito, facendo fede ai tre cardini di riferimento di Moët: libertà di interpretazione, stile mai ossidativo ma riduttivo con la massima freschezza di frutto e generosità del sorso. Ultimo tratto distintivo, una splendida bocca, seducente grazie all’apporto del Meunier, che dona rotondità e cremosità.

Degustazione Moet & Chandon
La degustazione è iniziata proprio con il Grand Vintage Rosé 2009 per proseguire con una progressione entusiasmante: Grand Vintage 2009, Grand Vintage Collection 2002, Grand Vintage Collection 1990…

Su desiderio della stessa maison è stato scelto di affiancare al Grand Vintage 2009, e alla sua versione Rosé, altri due vintage più vecchi, ma molto simili in termini organolettici e sensoriali: il Grand Vintage Collection 2002 (anch’esso presentato in anteprima in guida…) e il Grand Vintage Collection 1990, dando così continuità a quella tradizione inaugurata dallo stesso Gouez con il lancio del Grand Vintage 2000. Comunque, prima di andare a (ri)scoprire questi nuovi Grand Vintage e i loro illustri predecessori, scopriamo dalle parole dello stesso chef de cave l’andamento dell’annata 2009:

All’inverno più rigido degli ultimi 15 anni, ha fatto seguito una primavera insolitamente umida, contraddistinta da numerosi episodi temporaleschi e priva di gelate. Il clima particolarmente stravagante di inizio anno si è stabilizzato a partire da metà luglio, garantendo così una lunga sequenza di giornate calde, secche, e soleggiate. La vendemmia si è svolta regolarmente e i grappoli, eccezionalmente turgidi, sani e caratterizzati dall’essenza di botritys, hanno superato in termini qualitativi la già ottima vendemmia 2008. C’è stato un bilanciamento perfetto tra contenuto zuccherino e acidità totale per le uve rosse (9,8% di alcol potenziale e 7,5 g/l di acidità totale) e anche per lo Chardonnay (10% di alcol potenziale e 7,2 g/l di acidità totale). Analogamente a quanto successo nel 2002, il fatto che l’equilibrio tra questi due valori sia rimasto pressoché immutato durante l’intero corso della vendemmia è sinonimo di una maturità ideale e indice di un corretto calendario di raccolta”.

Grand Vintage 2009

Moët & Chandon Grand Vintage 200950% Pinot Noir, 36% Chardonnay, 14% Meunier; dosage 5 g/l
Naso cristallino nei profumi, intenso e generoso, fruttato e vivace, indubbiamente si legge la predominanza del Pinot Noir. Soffi di cipria segnati da una sontuosa mineralità salina, poi agrumi gialli, erbe aromatiche lemongrass, cardamomo, spezie come il pepe bianco e a sfumare un floreale bianco. Un olfatto ancora molto fitto, compatto e cesellato. L’ingresso al palato è vellutato e fresco, si ampia al centro bocca e allunga con uno sviluppo materico, compatto e solido, levigato. La bollicina è finissima e carezzevole, la dolcezza agrumata sfuma nel finale insieme alle note sapide, lasciando una bocca perfettamente pulita e asciutta. Una splendida interpretazione dell’annata 2009, forse addirittura (ed effettivamente) superiore alla 2008 in casa Moët. Uno champagne da tutte le occasioni che sa rivelarsi perfetto a tavola.

Voto: 92/100

 

Grand Vintage Rosé 2009

Moët & Chandon Grand Vintage Rosé 200959% Pinot Noir, di cui il 19% di vino rosso, 30% Chardonnay, 11% Meunier; dosage 5 g/l
La veste è invitante nei suoi toni rosa salmone dai riflessi corallo a preludio di un olfatto dai profumi di viola, siepe di agrumi, kumquat, freschezza di sottobosco, finanche rugiada. Sottile ed elegante, è ancora sussurrato, timido; con l’evoluzione, tuttavia, emergono, più risolute, note di pepe rosa e scorza candita. In bocca l’attacco è freschissimo, l’allungo di spessore, saporito e succoso, ampio. L’alta percentuale di Pinot Nero (la più alta dal 1996…) dona densità e progressione senza togliere slancio e ampiezza al sorso. Finale asciutto e agrumato. Champagne che ha senza dubbio bisogno di tempo, ancorché riveli già la sua raffinatezza. Ma va approcciato senza fretta: lasciatelo evolvere nel calice per far emergere il suo talento più raffinato e gourmand.

Voto: 91/100

 

Grand Vintage Collection 2002

Moët & Chandon Grand Vintage Collection 200251% Pinot Noir, 26% Chardonnay, 23% Meunier; dosage 5 g/l
dég. feb. 2017 – Inserito in questa verticale non a caso, effettivamente gli effluvi di salsedine che lo contraddistinguono, sin dalla prima olfazione, riportano al Grand Vintage 2009. Un approccio ampio, evolutivo e sofisticato, in cui prevalgono le tostature, per poi, con il l’attesa nel calice, proporre una palette aromatica più articolata: nocciola, moka, zenzero candito e tabacco, con un finale dagli accenni resinosi e pietrosi. Il sorso è spesso, compatto, fresco e dalla solida mineralità, intriso di agrume e dalla bollicina puntiforme e carezzevole, dall’allungo sensazionale. Insomma, classe al servizio della piacevolezza e, soprattutto, invecchierà… ops, migliorerà ancora in maniera straordinaria.

Voto: 95/100

 

Grand Vintage Collection 1990

Moët & Chandon Grand Vintage Collection 199040% Pinot Noir, 50% Chardonnay, 10% Meunier; dosage 7,5 g/l
dég. ott. 2003 – Naso monumentale per intensità e maturità evolutiva: in un crescendo impressionante emergono pistacchi, torrone, cedro candito, fiori, pasticceria greca e un’impetuosa mineralità iodata che, sin dall’inizio, ti tiene incollato al calice per intensità e penetrazione. L’ingresso al palato è sorprendentemente fresco, la bocca è immediatamente pervasa da una materia densa e scattante, compatta e stratificata, golosa di trama e succo agrumato, dotata di una persistenza distintiva salina e avvolgente. Sgombro da qualsiasi eccesso zuccherino, o mieloso, porta con flessuosità e dinamismo a un finale di bocca sensazionale, pulsante e interminabile. Splendida conferma di un millesimo dall’impressionante capacità evolutiva e dalla straordinaria ricchezza nel senso più positivo del termine. Da amatori, ma non solo…

Voto: 98/100

 

Insomma, champagne freschi, generosi, e golosi, perfetti soprattutto a tavola come ci ha dimostrato il giovane ed eclettico chef Federico La Paglia in occasione di questa degustazione al ristorante Sikelaia di Milano. Proponendoci una cucina ricca e dai sapori mediterranei, ma raffinata, si è andati a ritroso nel tempo alla scoperta del gusto, immutato nei tratti distintivi, della maison Möet e Chandon.

Vanta Valentini
L’autrice dell’articolo durante la degustazione Moët.

Gli champagne Moët & Chandon sono distribuiti in esclusiva da:
Moët Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

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