Ma quanto è buono il Rosé di Trousset-Guillemart!

champagne rosé Trousset-Guillemart

Non sono io a dirlo, nonostante l’ottimo giudizio in Grandi Champagne 2018-19, ma appassionati e non. Me ne sono reso conto negli ultimi giorni, essendo capitato in una serie di eventi più o meno informali nei quali questo champagne era presente. I feedback sono stati a dir poco positivi: questo champagne conquista letteralmente il grande pubblico, strappa commenti favorevoli agli appassionati. E le bottiglie finiscono in un lampo… In proposito, vorrei ricordare ancora una volta che il grande vino non è quello che continui a far roteare nel bicchiere declamandone le qualità, salvo poi rimanere lì, bensì quello che bevi spensieratamente per accorgerti a un certo punto che la bottiglia è finita! E poi, avendolo riassaggiato in occasione della mia ultima visita da Trousset-Guillemart la scorsa settimana, sia nel tiraggio corrente, sia nel prossimo sul mercato, sia in magnum, non posso che sugellare questa bontà… Anzi, posso sbilanciarmi a dire che, un po’ come sta accadendo alla ‘maison’ Trousset-Guillemart in genere, ogni anno la qualità compie sempre un piccolo passo in avanti.

Jean-Philippe Trousset
Jean-Philippe Trousset, erede di un’antichissima famiglia di vigneron di Sacy, e sua moglie Karine: nel 2008 hanno creato da zero la propria maison come RM.

Di Trousset-Guillemart ho già parlato, quindi stavolta preferisco analizzare i punti di forza di questo vigneron indépendant, che è nato solo nel 2008, ma ha alle spalle una tradizione familiare di oltre tre secoli quando si parla di viticoltura nella zona della Petite Montagne. Primo punto: costanza qualitativa. È il tallone d’Achille dei piccoli, invece da quando ho conosciuto Jean-Philippe e Karine tre anni fa, grazie a Marie Doyard (Champagne André Jacquart), loro amica, devo constatare come non solo la loro qualità sia stata sempre estremamente regolare, ma pure come sia sempre cresciuta di anno in anno. D’altronde, essendo la storia di Trousset-Guillemart solo decennale, questo è un aspetto da considerare positivamente. Secondo punto: pulizia. In cantina, ma anche nei vini. Pulizia e freschezza sono i pilastri del loro stile. E queste caratteristiche non sono così frequenti nei piccoli, anzi… In proposito, definirei gli champagne Trousset-Guillemart mai banali e valorizzati da una bevibilità straordinaria. Terzo punto, e veniamo a noi: il rosé, cartina da tornasole di tutti i produttori, champagne insidioso sul quale molti produttori, grandi e piccoli, cadono. In linea di massima, Jean-Philippe Trousset segue lo schema tipico dell’aggiunta di vino alla base del brut, vista la bontà di questo (lo dimostra evidentemente il Nature, che è il Crème Brut senza dosaggio e… funziona. Eccome!), ma lo fa con intelligenza: per evitare eccessi vinosi o fruttati dati dal vino rosso sommato alla forte componente di uve nere, abbassa la quota di Meunier a favore di quella di Chardonnay, per esaltare la freschezza, la finezza. Per il resto, tipica vinificazione Trousset in cute più 10% di tonneaux, forte componente (45%) di vins de réserve di due annate precedenti la base (qui 2014), quasi due anni sui lieviti, dosaggio a 4,5 g/l e tappo Mytik Diam. L’unico ‘problema’ di questo champagne è che è prodotto in sole 6.000 bottiglie, quindi meno del 10% dell’intera produzione di Trousset-Guillemart. Fortunatamente, l’importatore italiano riesce ad aggiudicarsela in buona parte, questa produzione limitata…

champagne Trousset-Guillemart
I due sans année, il Crème Brut e il Nature: il Rosé, pur derivando da questi, non è lo stesso assemblaggio con l’aggiunta di vino rosso, ma vede una componente maggiore di Chardonnay.

Rosé

50% Pinot noir, di cui l’8,5% in rosso, 35% Chardonnay, 15% Meunier
Il naso di questo champagne, soprattutto se lo si assaggia dopo Nature e Crème, appare tanto coerente con lo stile del produttore, quanto meno scuro e pure più leggiadro. È freschissimo e per questo quasi dissimula la sua natura di rosato. Pur denotando una sensazione di bella materia fruttata (melagrana e pesca), agrumata (mandarino e pompelmo rosa) e, naturalmente, minerale. Inoltre, non deriva mai verso le dolcezze, anzi appare bello asciutto, e sa mediare bene tra concretezza e leggerezza. L’assaggio è valorizzato da una gran bella bollicina e una ottimale specularità con l’olfatto: la freschezza incornicia una gustativa legata prima agli agrumi e poi ai piccoli frutti rossi, una gustativa soprattutto pulitissima e, aspetto più importante, legata a una netta sensazione di equilibrio, sapendo essere setosa ma mai concentrata sul frutto. E che bella bocca che lascia con i suoi sottili ritorni di melagrana e agrumi rossi e con il suo continuo giocare tre l’essere rosé e nasconderlo! Non sarà – e non vuole neanche esserlo – uno champagne di struttura e complessità, ma uno soddisfacente sì! Vista la bevuta piacevolissima che sfodera… E vi anticipo che il prossimo tiraggio ‘rischia’ di essere anche meglio!
Voto: 90/100

Etichetta
La moderna etichetta degli champagne Trousset-Guillemart è ricca di informazioni…

Gli champagne Trousset-Guillemart sono distribuiti in esclusiva da:
Massucco Import– tel. 0124/518507 – info@massuccoimport.it

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