Eccezionale anteprima Cristal: il capolavoro di Lécaillon!

Cristal Rosé Vinothèque 1996

No, non mi riferisco al già mitico Cristal 2008, che è finalmente in consegna in Italia da pochi giorni… Beh, a dirla tutta anche quello è un capolavoro di Jean-Baptiste Lécaillon e, non a caso, è la prima volta che assegno 100/100 a uno champagne (su Grandi Champagne 2018-19) neanche d’annata, come si suol dire, ma addirittura prima che esca. E, in proposito, pare proprio che ci abbia visto giusto, perché i primi commenti da parte di chi lo ha appena assaggiato sembrano entusiasti. Però, stavolta mi riferisco a un altro champagne Louis Roederer, a un altro Cristal, perché ci sarebbe un altro capolavoro firmato Lécaillon, forse anche e addirittura più clamoroso: il Cristal Rosé Vinothèque 1996.

Cristal 1995 e 1996
Passaggio di testimone: dopo il debutto dell’esclusiva declinazione del Cristal come Vinothèque con l’annata 1995, dopo l’estate sarà la volta della mitica e mitizzata (in questo caso a ragione…) 1996.

La fine dello scorso anno ha visto il debutto di un nuovo Cristal, se così si può dire: la sua preziosa declinazione come Vinothèque. Come ho avuto di dire in quell’occasione, lo chef da cave stava ricercando da tempo la strada per un’espressione ancora più intensa del Cristal, un’espressione che avrebbe beneficiato di una maggiore maturazione in cantina ma a fronte di una spiccata freschezza. Ebbene, Jean-Baptiste ha capito che questo punto di perfezione il Cristallo raggiungeva mediamente dopo 20 anni dal tiraggio, secondo lo schema 10 anni sui lieviti (quindi 4-5 più del Cristal ‘normale’) e 10 anni post dégorgement. Con l’occasione, il dosaggio è stato sensibilmente ridotto, passando dagli 11-10 g/l (anche se devo ricordare che dal Cristal 2009 in poi siamo scesi a 8 g/l) a poco meno di 7 g/l. E questa linea Vinothèque, che, come oramai saprete, comprendeva sia il Cristal sia il Cristal Rosé, dopo il debutto con l’annata 1995 è pronta alla sua seconda uscita con la 1996.

Jean-Baptiste Lécaillon
Ci sta abituando troppo bene Jean-Baptiste Lécaillon: dopo lo straordinario Cristal 2008, cala un nuovo asso con il Cristal Rosé Vinothèque 1996, il suo primo assemblaggio ancor prima diventasse chef de cave… Uno champagne, dunque, dal valore doppiamente simbolico.

La 1996 è stata un’annata veramente particolare, lo sappiamo, ma in questo caso per diversi motivi. Fu un’annata veramente molto contrastata, con gli oramai famosi valori di alcol e acidità entrambi superiori a 10, ma nei vigneti Louis Roederer si rimase stupiti dai grappoli, molto piccoli ed eccezionalmente concentrati, con una profondità aromatica mai vista prima. Si iniziò a vendemmiare il 21 settembre e più tardi, al primo assaggio dei vins clairs, ci si trovò di fronte a vini cremosi ma potenti, con un’acidità scalpitante che poteva in alcuni casi far venire meno la finezza. Jean-Claude Rouzaud decise all’epoca insieme allo chef de cave che avrebbero fatto il Cristal, ma non il Cristal Rosé: quell’acidità così elevata sulla parte in rosa non solo avrebbe portato a uno sbilanciamento nell’assemblaggio, ma c’era anche il forte rischio che la fermentazione non partisse! Ciò nonostante, un giovane enologo dello staff, da sette anni in Roederer (nel 1999 sarebbe poi diventato chef de cave…), tale Jean-Baptiste Lécaillon, chiede a Jean-Claude Rouzaud il permesso di fare un tentativo e provare a fare egli stesso il Cristal Rosé. Era stato lo stesso Rouzaud a scegliere Lécaillon alla scuola di Montpellier, quindi conosceva bene le qualità del giovane, così accondiscese alla richiesta: mai scelta si rivelò più felice, perché non solo Jean-Baptiste creò il Cristal Rosé 1996, ma diede forse vita a uno dei più buoni Cristal di sempre! E per lo stesso Jean-Baptiste, soddisfazione di aver vinto la sfida a parte, si tratta del suo primo assemblaggio, addirittura tre anni prima di diventare chef de cave!

Quindi, la seconda uscita di questo champagne d’eccezione sotto l’egida Vinothèque assume un significato ancora maggiore

Cristal Rosé Vinothèque 1996

Cristal Rosé Vinothèque 1996

60% Pinot Noir in rosa, 40% Chardonnay
Sempre splendido il colore di questo champagne, quasi ipnotico nella sua tonalità rosa salmone intenso dai riflessi rame, profondi e luminosissimi. Ma è l’olfatto a catturare: fitto ma di rara eleganza, animato da un crescendo impressionante di agrumi rossi (soprattutto arancia), sottili canditure, ginseng, spezie (tanta curcuma), raffinate dolcezze di torrone, spunti di tabacco, perfino sfumature boscose verso il tartufo e il fungo. E sembra non fermarsi mai, perché ecco pure le note floreali (viola) e il balsamico in un insieme solido e raffinato, concreto e leggero che ti tiene letteralmente incollato al calice, elegantissimo, cristallino, cesellato, attraente. Anche l’assaggio è irresistibile, con un ingresso al palato monumentale per intensità, disarmante nella sua freschezza acido/iodata in sinergia con la tensione, l’elasticità, la pienezza, la persistenza iodata, tutti perfettamente raccordati nel passare il testimone a uno sviluppo progressivo ma stratificato, di freschezza ed eleganza grintosa. E che dire della bollicina? Finissima, esalta una spalla acida sì poderosa, ovvero tipica dell’annata, tuttavia perfettamente integrata alle altre componenti gustative per un equilibrio veramente perfetto. Finale gustoso e salino sui ritorni agrumati che non ti lascia proprio più! Uno dei più grandi rosé di sempre, uno dei più grandi champagne di sempre. E, una volta tanto, possiamo pure declamare l’eccezionalità dell’annata, ma solo dopo l’abilità di Jean-Baptiste…
Voto: 100/100 con lode

(ha collaborato alla degustazione Vania Valentini)

Un altro punteggio stratosferico. No, di più, un punteggio stratosferico con tanto di lode. Non lo so, forse un giorno i Cristal Rosé Vinothèque 1988o 2008 potrebbero addirittura sopravanzare questo Rosé 1996, ma oggi le cose stanno così e se non riesco a rispondere alla domanda quale sia il miglior champagne per me, beh, posso almeno dire che questo Cristal Rosé Vinothèque 1996 è quello con il punteggio più alto mai tributato dal sottoscritto. E la cosa assume maggior valore se si pensa che tendo solitamente a premiare più i Cristal dei Cristal Rosé… Ma tant’è e stavolta possiamo veramente parlare di perfezione assoluta. Sì. Almeno per ora e finora. Provare per credere. Già, perché, costo importante a parte, dopo l’estate la Louis Roederer proporrà la seconda uscita di Vinothèque, quindi il Cristal Vinothèque 1996 e il Cristal Rosé Vinothèque 1996. Le quantità saranno per forza di cose limitate, ma sembra che saranno meno drammatiche di quella del Vinothèque 1995, che in Italia hanno costretto la Sagna ad autentiche acrobazie nel cercare di soddisfare gli storici clienti del Cristal. La caccia è aperta…

Gli champagne Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da:
Sagna– tel. 011/8131632 – www.sagna.it

8 commenti su “Eccezionale anteprima Cristal: il capolavoro di Lécaillon!”

  1. Buonasera Alberto.
    Che dire, splendido articolo (come del resto ci ha ormai abituati) di uno champagne eccezionale, che (ri)porta alla ribalta una annata che ultimamente era in affanno, o comunque che dava l’impressione di non convincerla più del tutto. Se per i DP P2 il ’95 supera il ’96 qui invece è la seconda ad avere la meglio. E poi caspita, pure la lode, chissà quando ricapiterà…forse per un P3 ’88 o un Krug collection ’88….?vedremo.
    Mi viene da girarle una riflessione: tutti i grandi champagne di cui ci parla generalmente migliorano con gli anni, soprattutto quando parliamo dei vari Vinothèque/oenoteque etc etc, con valutazioni in crescendo rispetto ai vini di partenza.
    Ma se uno champagne già all’esordio “viaggia” su 100/100 (mi riferisco al Cristal 2008), cosa succederà quando lo riberra’ fra una decina di anni, magari in Magnum? O adotta la scala dei 110 ovvero dovrà rivedere al ribasso tutte le sue precedenti valutazioni?
    A meno che questo vino abbia già detto tutto, senza margine di crescita, ma so già che lei per primo non ci crede.

    Nel ringraziarla per averci resi partecipi di questo splendido vino che ahimè, in molti temo, non avremo mai la fortuna di bere, la saluto cordialmente e le rinnovo i complimenti per questo splendido sito.
    Gabriele

    1. Sono io a dover ringraziare tutti voi perché date fiducia a questo sito e spesso, come in questo caso, mi testimoniate il vostro apprezzamento!
      Veniamo a noi. Domande lecite, ma andiamo con ordine…

      1995 vs 1996
      Personalmente ritengo la 1995 mediamente superiore alle 1996, solo che quest’ultima è stata misteriosamente mitizzata. Tanto da far dimenticare la 1995. Oggi, però, gli champagne targati 1995 si stanno prendendo la rivincita. Fermo restando che ci sono alcune eccezioni, ovvero alcuni 1996 (meno di una decina) semplicemente eccezionali.

      Serie di punteggi top
      Il 100/100 dovrebbe rappresentare un’eccezione, ma ultimamente mi sono imbattuto in una serie di capolavori ai quale era impossibile non tributare il massimo punteggio. Anche io mi son fatto mille domande, ho avuto tanti dubbi, ha avuto timore di fare la fine degli americano che sparano punteggi top come niente fosse, ma alla fine mi sono chiesto: è giusto? Manca qualcosa a questo champagne? A mio avviso no, allora perché limitarsi?

      Cristal Rosé
      Come ho detto, in linea di massima preferisco il Cristal bianco, ma con alcune annate e dopo almeno una ventina d’anni il Cristal Rosé acquisire (e rivela…) qualcosa di speciale. Nel di caso di questo 1996, poi, c’è addirittura di più, c’è una magia che non è possibile non percepire e apprezzare. Forse perché non doveva nascere, forse perché uno champagne più ‘estremo’ di tutti gli champagne, forse perché tremendamente concreto ma anche tremendamente elegante. Io stesso sono rimasto di stucco… Se me lo avesse chiesto prima di assaggiarlo, ma avrei pensato che un Cristal Rosé del 1996 potesse arrivare a tanto. Quindi…

      100/100 oggi e domani?
      In parte ho risposto: se lo champagne non manca di nulle, è, dunque, perfetto, perché non premiarlo? Solo perché domani potrebbe essere meglio? Ma se oggi è già perfetto, perché pensare a domani? È 100 oggi e rimarrà 100 domani, magari con una capacità di coinvolgimento ancora più entusiasmante a livello di sensazione personale, ma lo champagne è sempre su quel livello di eccezionalità. O perfezione…
      Insomma, il 100 rimane (salvo decadimenti inattesi), ma domani avrà un fascino (ho detto fascino, non miglioramento tecnico/gustativo) superiore. Un ‘coup de coeur’, che è tributarie con un simbolo, una lode, un plus, ma dal punto di vista tecnico 100 era e 100 è.
      Spero di essermi spiegato al meglio…

      1. Grazie della risposta esaustiva e tecnica che come sempre rivela la sua grande competenza in materia ed ancora una volta mi ha aiutato a capire.

        Visto che siamo andati sul tema ’95/’96, le chiedo troppo se ci rivela la fatidica “decina” di targati ’96 che ritiene eccezionali?
        Credo che ci siano il DP vintage e P2, il Krug vintage, Cristal, belle èpoque, RD,…. e poi?
        Recentemente ho bevuto una Gran Dame 95 acquistata tempo prima da un privato, bottiglia in splendido stato di conservazione, che tradiva un altrettanto perfetto stato di conservazione e invece…….un disastro, vino che solo al naso ancora poteva dire qualcosa ma in bocca assolutamente andato….forse buono per condire l’insalata!
        Scherzi a parte ho maturato l’idea che certe bottiglie oramai con qualche anno sulle spalle è assai rischioso acquistarle da privati. Meglio attendere i vari dègorgement tardif che ormai sempre più maison stanno mettendo sul mercato, almeno queste provenendo direttamente dai produttori dovrebbero essere relativamente garantite.
        E quindi per venire a noi….quali bottiglie ci consiglia dei 95/96 che sono reperibili come DT (tolti i P2 95/96 che ancora sebbene a fatica qualcosa di trova ed appunto i Vinothèque Cristal)?
        Attualmente sono disponibili dei millesimi’85, ’88, ’90 e proprio la ’96 della linea Vinothèque di Deutz. Del ’88 ha già scritto in un recente articolo, ma del ’96 Deutz cosa pensa?
        Sempre mille grazie anche e non solo per la pazienza di leggere tutte le domande che le ho fatto.
        Buona serata
        Gabriele

          1. Abbia pazienza, ma tra un viaggio e l’altro la sua nuova domanda mi era sfuggita…
            Di 1996 ne ha già elencati 6 ai quali aggiungerei il Blanc de Blancs di Bruno Paillard, il Sir Winston, Il Comtes de Champagne e il Millésimé di Selosse, così a naso. Ma potrebbe sfuggirmi qualcosa.
            Non per rincuorarla, ma LGD 1995 non è una delle più riuscite, stranamente, mentre sull’acquista da privati non posso che alle ragione, a meno di non sicuri che la bottiglia sua sempre rimasta in cantina (degna di questo nome…) sin all’acquisto. È un po’ un terno al lotto: a volta ve bene, a volte meno.
            Deutz, per la 1996 vedo meglio il William, per la 1995 decisamente il Blanc de Blancs, mentre l’Amor non mi sembra sia stato ancora proposto.
            Ho dimenticato qualcosa?

  2. Buongiorno Alberto abbiamo avuto la possibilità di sentire Cristal 2008 oggi a pranzo purtroppo dobbiamo differire dal suo giudizio del 100 su 100 le aspettative erano molto alte ma purtroppo Secondo noi manca di carattere e personalità ho qualche riserva nel valutarlo davvero come un giudizio sul 100 su 100 a confronto la grande cuvée di Krug sembra nettamente superiore.

    1. Non sono certo il depositario della verità assoluta, quindi giudizi che dissentono dal mio ci possono benissimo essere, ci mancherebbe. Però sono sorpreso, anche perché l’assaggio della guida, occasione in cui ha preso forma il 100/100, è stato un assaggio di gruppo e ricordo fummo tutti impressionati; successivamente l’ho riassaggiato altre volte e l’ho sempre trovato eccezionale.
      Che dirle? A volte, quando si hanno troppe aspettative, si rischia la delusione, chissà? Se può, una seconda opportunità sarebbe auspicabile. Anche perché la sua preferenza è per una Grande Cuvée, magari pure recente, neanche per un Krug 1988 o 1990… Strano.

    2. Eccomi di nuovo! Sa, il suo commento mi ha un po’ stupito e c’ho pensato su.
      Ecco, dunque, altre riflessioni.
      Primo: se a lei, come mi sembra di capire, piace Krug come stile, potrebbe non apprezzare del tutto il Cristal. Nulla di strano, so benissimo che ciascuno di noi ha preferenze di tipologia e, inoltre, vedo che non sempre il Cristal convince tutti. Ci sta.
      Secondo: nel corso del 2017, ho assaggiato il Cristal 2008 cinque volte e sono andato a riguardarmi tutti gli appunti. Sempre stesse sensazioni, uno champagne eccezionale. Poi, l’ho riassaggiato recentemente, sia da Roederer, sia per i 90 anni di Sagna e mi sono ricordato che quest’ultimo non mi aveva colpito come i precedenti, l’avevo trovato ancora non perfettamente equilibrato con la liqueur, in pieno divenire.Così sono andato a controllare i dégorgement e mentre tutti quelli assaggiato in maison erano ottobre 2016, mentre quelle destinate regolarmente al mercato sono dicembre 2017. Molto più giovani, dunque, e, come le dicevo e come ha notato lei, ancora non del tutto ‘perfette’ come invece dovrebbero essere. Vedrà che tra qualche mese saranno al livello delle altre, non ho dubbi. Gusti personali a parte…

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