Il saluto di Richard è col botto: ecco il Dom Pérignon 2008!

Recensione Dom Perignon 2008

Anno incredibile il 2018 per lo champagne. C’è stata una vendemmia a dir poco unica e sono usciti diversi ‘mostri’ di vini targati 2008. Il primo di questi ‘mostri’ è stato il Cristal, già presentato in anteprima su Grandi Champagne 2018/19, poi, cioè ora, sono usciti il Sir Winston Churchill 2008 di Pol Roger e a seguire, o meglio dal prossimo 1 novembre, pure il Vintage 2008 di Dom Pérignon. Entrambi attesissimi, ci metteranno di fronte a un grosso problema: anche involontariamente, i più tenderanno inevitabilmente a fare il paragone con il Cristal, alla luce degli strepitosi risultati raccolti da quest’ultimo sia in termini di punteggi, sia di vendite (è praticamente sold-out).

Ovviamente, questa non è la sede né per fare paragoni (ci sono tanti appassionati battaglieri pronti a farlo, io, al massimo, mi limiterò a fare l’inviato di guerra…), né per parlare del SWC 2008 (lo farò più avanti…), quindi corro subito a togliere il velo dal preannunciato capolavoro di Richard Geoffroy. L’ultimo che lo vede ancora in sella come chef de cave al momento del lancio, perché il 31 dicembre Richard andrà in pensione (si fa per dire: si dedicherà alla produzione di Sake e credo non solo…) e dal 1 gennaio 2019 lo chef de cave di Dom Pérignon sarà Vincent Chaperon, al suo fianco da ben 13 anni e suo braccio destro proprio dal 2008. Non a caso, il Dom Pérignon Vintage 2008 sarà proposto pure in serie limitata ‘Chef de Cave Legacy Edition’, con etichetta metallizzata e le firme dei due chef de cave

Richard Geoffroy e Vincent Chaperon
Ieri, oggi e domani: il passaggio dal 2018 al 2019 vedrà Richard Geoffroy cedere il testimone a Vincent Chaperon come chef de cave di Dom Pérignon. Dopo ben 13 anni passati assieme. In bocca al lupo, Vincent!

L’attesissimo Vintage 2008 arriva dopo il Vintage 2009 e dopo una maturazione sui lieviti insolitamente lunga per i canoni di questo champagne. Lo stesso Richard Geoffroy ha dichiarato che “Dom Pérignon libera l’annata 2008, affrancandola da una lettura troppo letterale dei canoni dello Champagne”, nel senso che rivela la sua unicità, proponendosi tanto come “il paradosso di un nuovo classico” quanto come “invitante e misterioso”. E per Richard il Vintage 2008 contribuisce notevolmente alla comprensione generale della vendemmia 2008 in Champagne”. Insomma, più che un Dom Pérignon figlio della sua annata, una grandissima annata secondo Dom Pérignon. Un’annata che riporta ai fasti della 1988, ma che con il tempo potrebbe rivelarsi addirittura migliore. E, come tutte le annate eccezionali, la 2008 ha avuto un andamento veramente difficile, con soltanto il mese di settembre a salvare l’annata all’ultimo momento, quasi inaspettatamente, ripetendo ancora una volta il ‘miracolo champenois’.

Richard Geoffroy
Il grande Richard Geoffroy. Dopo di lui nulla sarà più come prima… Com’è giusto che sia.

Avevo avuto modo di assaggiare in super anteprima il Vintage 2008 lo scorso 25 gennaio, ma Richard mi aveva chiesto la massima riservatezza, quindi niente foto né appunti. L’impressione fu di un grande Dom Pérignon, ma… non saltai dalla sedia, devo dirlo. Però, ben conoscendo le enormi capacità di crescita di questo champagne con il passare del tempo, non mi ero preoccupato più di tanto, riservandomi almeno un paio di assaggi successivi. D’altronde, prima della sua uscita, il Cristal 2008 l’avevo assaggiato non meno di quattro volte e con dégorgement diversi. Quindi… aspettare.

Degustazione Dom Pérignon 2008
La degustazione lo scorso gennaio al ‘département d’œnologie’ di Moët nel corso della quale ho incontrato per la prima volta il Dom Pérignon Vintage 2008.

Finalmente, ho riassaggiato il Vintage 2008 altre tre volte, all’Abbazia il 3 ottobre, allo Château Trianon alcune ore più tardi e a casa mia ieri, 15 ottobre. Nelle prime tre degustazioni ho avuto al mio fianco Vania Valentini, nell’ultima Federico Angelini. Perché, oramai lo sapete, preferisco assaggi di gruppo, con confronto di sensazioni, a quelli in solitaria. D’altronde, lo spirito della guida è proprio questo.

Vabbè, com’è andata? Ecco.
Dom Pérignon 2008

Dom Pérignon Vintage 2008

50% Pinot Noir, 50% Chardonnay
(8 anni sui lieviti, 5 g/l)

(3 ottobre) Metti il naso nel calice e trovi, piacevolmente confortato, ‘lui’, Dom Pérignon, con le sue inconfondibili note ora accompagnate da un’anima elegantissima più che scalpitante, profonda e raffinata, viva più che semplicemente fresca. È uno champagne di una finezza pazzesca che, curiosamente, appare più legato allo Chardonnay di quanto non sia in realtà, al punto di ‘borgogneggiare’. L’attacco in bocca sembrerebbe riportare al naso, invece… ecco all’improvviso l’energia, la spinta dell’annata: il vino si fa teso e succoso, verticale e tremendamente minerale, con ritorni agrumati prima di una finale asciutto di craie. È un classico Dom Pérignon, ma è un grande Dom Pérignon. Meglio: è un 2008 secondo Dom Pérignon, perché c’è l’annata con il carattere dell’etichetta, perfettamente fusi, armonici. Ed è, lo ripeto, elegantissimo, anche nella bollicina. Ha una lunghissima strada davanti a sé e oggi è più piacevole che complesso. Per questo, il grande pubblico lo berrà con puro godimento, ma l’appassionato avrà la pazienza di tenerlo un paio di anni (almeno…) in cantina.

(15 ottobre) Non c’è niente da fare, il primo approccio con questo champagne lo rivela assolutamente come Dom Pérignon. E ne rivela pure i suoi ‘tipici opposti’: assolutamente fresco, pur essendo maturo; cremoso, anche per via delle note di nocciola, ma verticale; agrumato al fianco del corredo fruttato, con la mineralità non intensa, bensì finemente giocata sulle note di polvere pirica. Soprattutto è elegantissimo. Bocca… beh, che gli manca? Vellutata, anzi setosa, con un’acidità presente ma mai tagliente o eccessiva, ovvero perfettamente integrata, così il vino risulta intenso più che banalmente potente, burroso ma succoso, ora sì sostenuto dalla tipica mineralità, con uno sviluppo via via sempre più sapido. Uno sviluppo di una distensione, di una lunghezza veramente infinito. La sua forza sono la leggerezza e la piacevolezza uniche. E non è poco.
Voto: 99/100

(hanno partecipato alle degustazioni Vania Valentini e Federico Angelini)

Vi aspettavate il 100/100? Delusi? Io no. Anzi, tutt’altro. Infatti, sono sereno e soddisfatto. Sereno perché ho avuto la fortuna di assaggiare e riassaggiare questo champagne e farlo nelle migliori condizioni possibili, (smettiamola di dare credito agli assaggi di decine di vini in sequenza agli eventi o alle fiere! Questi possono dare una prima idea, ma da qui allo scriverne…), perfino con tre bicchieri diversi. Soddisfatto perché oggi è proprio quello che mi aspettavo. A proposito di questo benedetto punteggio (croce e delizia di ogni critico, ma il mercato questo vuole!), innanzitutto, si tratta del più alto ‘rating’ mai tributato a un Dom Pérignon Vintage al debutto, in seconda battuta sapete che io, anzi noi di LeMieBollicine e Grandi Champagne assegniamo sempre un punteggio che è la fotografia attuale dello champagne, non in prospettiva. E oggi questo champagne non è da 100, ma lo sarà senza alcun dubbio quando si ripresenterà come P2(al quale, altrimenti, dovremmo dare 101 o 102…).

Dopo tre assaggi insieme a Vania Valentini, per fugare ogni minimo dubbio, ho riassaggiato il Vintage 2008 anche ieri insieme a Federico Angelini. Con bicchieri sempre diversi (in primo piano uno della collezione Jamesse di Lehmann). Massima serenità, massima serietà.

Insomma, quel ‘diavolo’ di Richard Geoffroy ha colpito ancora: ha dato vita a un Dom Pérignon figlio di una grandissima annata che con noi oggi sta giocando a nascondino. Si rivela eccezionale ma poi scappa subito. Ritorna con la sua energia, ma te la nasconde dietro l’eleganza. Ti punge con la sua potenza, ma poi ti confonde con la sua leggerezza… Già, la sua leggerezza, che lo rende incredibilmente accessibile. Forse pure troppo in questo momento… Lo stesso Richard ha detto in proposito “alla spiccata acidità, Dom Pérignon aggiunge profondità e complessità. L’acidità è meno caricaturale, più integrata, come inguainata. Rivisitare l’archetipo invita qui a un’esperienza completamente nuova, più sofisticata, più intrigante, ad andare oltre, molto più lontano”. In effetti, l’acidità del Vintage 2008 appare come addomesticata, quasi discostandosi dall’intensa carica energetica, dalla concentrazione di questa propria di altri 2008. Per un risultato senza dubbio intrigante, però. Sì, sono pienamente d’accordo, il Vintage 2008 si mostrerà in tutta la sua magnificenza con il tempo. Già, il tempo. Richard parla di “andare oltre, molto più lontano” e in questo momento il Vintage 2008 è più un piacere che complessità. Quest’ultima arriverà con il tempo. Ed è giusto che sia così.

Gli champagne Dom Pérignon sono distribuiti in esclusiva da:
Moët-Hennessy Italia– tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

19 commenti su “Il saluto di Richard è col botto: ecco il Dom Pérignon 2008!”

  1. Buongiorno Alberto.
    Gran bella recensione, come sempre del resto.
    Dice che questo dp 2008 ha ricevuto il massimo punteggio fra i vintage dp all’esordio. Sbaglio o anche al vintage 1996 aveva tributato un gran bel 99/100?
    Punteggio che poi è “rimasto lì” anche nella declinazione P2. Quindi il salto di un punto per arrivare al mitico 100 non c’è stato.
    Salto che invece ha fatto, anzi un saltone direi, il 1995 che il 100 lo ha preso nella declinazione P2.
    Quindi senza assolutamente dubitare del suo giudizio (e ci mancherebbe!!) cosa questo 2008 ha che il ’96 non ha avuto?
    Ancora complimenti per tutto il lavoro che fa.
    Buona giornata.
    Gabriele

    1. Grazie!
      Attentissimo a tutti i miei articoli, accidenti, però quando tributai 99/100 al Vintage 1996 si trattava di una degustazione avvenuta doversi anni dopo il debutto, invece questo Vintage 2008 deve, di fatto, ancora uscire. Quindi, non ha dalla sua la maturità…
      L’annata 1995 è stata molto sottovalutata ed è un’annata che si sta rivelando solo con il tempo, da cui il salto di cui parla. E, avendolo riassaggiato una decina di giorni fa proprio a fianco del P2 1996, sono sempre più convinto della sua superiorità.
      Cosa in più il 2008 rispetto al 1996? L’eleganza, la finezza dell’acidità, per quanto giustamente presente.
      Saluti

  2. Buona giorno, una semplicissima curiosità. Non c’entra con questa recensione che lei ha fatto ma sullo campagne in generale. Avendo visto la storia instagram di Lacerenza con Lei mi è sorto questo quesito. Avete detto che il bicchiere di champagne va tenuto avvinato anche se si cambia bottiglia e si beve qualcosa di completamente diverso. Mi chiedevo il perché di questa scelta, cosa che con i rossi per esempio non si fa.
    Grazie per la risposta!

    1. In realtà si fa con tutti i vini… A essere proprio puntigliosi, il bicchiere andrebbe ogni volta ‘avvinato’ con il medesimo vino/champagne che si andrà poi a bere o degustare, in modo da non avere all’interno dello stesso calice elementi ‘contaminanti’. Però, quando i vino sono molto simili (ad esempio una serie di champagne non profondamente diversi tra loro) e la bevuta non è iper-tecnica, lasciare il bicchiere avvinato dal primo è assolutamente tollerabile….

  3. Salve Alberto! Innanzitutto complimenti per gli articoli! Sono fantastici! Ho una curiosità, ho la fortuna di possedere un Dom Pérignon Œnothèque del 1962, volevo chiederle qual’e il livello del vino teorico che dovrebbe ancora avere ( essendo stata conservata comunque bene ) per essere ancora considerata di valore e bevibile diciamo?
    Grazie in anticipo! A presto!

    1. Accidenti! Trattandosi di un OE e non un Vintage, spero che il livello non sia sceso più di 1-2 cm rispetto al massimo, altrimenti sarebbe anormale…
      Mi faccia sapere

  4. Illustre Signor Lupetti onorato di conoscerla.. Quando si troverà in commercio questo fantastico Dom Perignon 2008 cortesemente ?? Se non sbaglio in un articolo lei scriveva che anche le annate 98-88-78 ovvero il ritorno del numero 8 sono tutte ottime annate per i vini ?? grazie, cordiali saluti 🙂 🙂

    1. Sì, in Champagne abbiamo avuto una buona 1978, un’ottima 1998 e due eccezionali 1988 e 2008.
      Ufficialmente il DP Vintage 2008 dovrebbe uscire il 1 novembre.

  5. Salve Lupetti.
    ho messo le mani su due bottiglie di Dom Perignon 2008.. ora il grande dilemma è: stappare oppure no? So che dovrei aspettare ma la tentazione di assaggiarlo è forte, e considerando che settimana prossima sarà il mio compleanno.. la tentazione sarà ancora più forte.
    Saluti

  6. Buongiorno Alberto, si parlava dell’uscita sul mercato italiano, ad inizio novembre, del Dom Perignon 2008.
    Io, però, ad eccezione della versione Legacy a cui non sono interessato, non ho ancora trovato, neppure sul mercato francese, alcuna bottiglia di DP 2008 in vendita.
    Potrebbe darmi qualche delucidazione sul punto?

    1. In effetti quello era l’annuncio. Invece, pare che solo ad alcuni stellati sia stato dato, mentre il mercato dovrà attendere il 2019…

      1. Buongiorno Alberto, vorrei essere sicuro d’aver capito bene: uscirà anche le DP 2008 NON in versione Legacy. Cioè con l’habillage tradizionale e speriamo il costo solito di un DP vintage. Perché la versione Legacy è uscita con un costo ben superiore alla norma e magari una bottiglia da collezione ci sta, ma poi preferirei tenere in cantina un paio di bottiglie DP 2008 “ordinarie” (meno care) tanto il vino è lo stesso, giusto?

        1. Esatto! uscirà il versione ‘normale’. Un po’ tutti gli ultimi DP, dal 2002, sono usciti sia in versione tradizionale, sia ‘speciale’. Comunque, la bottiglia è sempre ed esattamente la stessa, cambia solo l’habillage.
          Naturalmente, il Legacy potrebbe diventare un pezzo da collezione, ma anche il DP 2008 normale lascerà il segano in tal senso.
          Ed è senza dubbio un vino da grande invecchiamento

  7. Buongiorno Alberto.

    A tuo avviso, quale sarà il prezzo di uscita, più o meno?
    Può trattarsi di una bottiglia da comprare anche come investimento? Dopo una decina d’anni generalmente di quanto aumenta il valore?
    Grazie mille e scusa le molte domande

    Emanuele

    1. Il DP Vintage 2008 dovrebbe costare come le annate che l’hanno preceduto, al limite ci può stare un minimo attento (5-10 euro) per via del successo annunciato.
      Sicuramente con il tempo aumenterà di valore, soprattutto la Legacy Edition, ma quanto è presto per dirlo… Dipende anche da quanto rapidamente andranno le vendite.

  8. Ciao Alberto, intanto grazie per il tuo prezioso contributo.

    Volevo chiederti se per caso avevi un’idea del prezzo di uscita di questo Champagne e di quanto, indicativamente, potrebbe aumentare di valore in un arco temporale di 10-15 anni.

    Già che ci sono ne approfitto per chiederti se conosci qualche champagne simile a questi, che ho apprezzato moltissimo per tipologia, cremosi, grande beva, lunghissimi, mi hanno emozionato (e ovviamente a mio avviso grandissimo q/p)

    Les Murgiers Francis Boulard extra Brut
    Laherte Freres Le Millésime Deux Mille Six Extra-Brut Champagne 2006

  9. Ciao, scusami, avevo un problema di visualizzazione dei commenti e non avevo visto né il tuo né il mio.
    Quale pensi possa essere un buon prezzo per la Legacy? Grazie ancora per i tuoi preziosi contributi e per le tue risposte sempre precise ed esaurienti.

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