In Champagne splende una stella: Billecart-Salmon!

Billecart-Salmon Blanc de BlancsNonostante abbia sempre sfoderato un’ottima prestazione, sono sicuro che nella prossima edizione (2020-21) della guida Grandi Champagne Billecart-Salmon possa superarsi. Maison dell’anno per il 2019? Vedremo, intanto posso affermare senza timore di smentita il suo stato di grazia, per via di un’illuminata direzione della famiglia (dai fratelli François e Antoine, alla nuova generazione, con Mathieu appena nominato PDG e Nicolas all’export), ma anche grazie a un reparto tecnico di prim’ordine. Infatti, dopo che il grande François Domi ha lasciato per la meritata pensione, lo chef de cave è il bravissimo Florent Nys, che, a dispetto della giovane età, ha dimostrato una competenza (e una passione…) rimarchevole. Entrato come stagista dopo il diploma in enologia, si è fatto valere nel corso di quasi tre lustri al fianco di Domi, guadagnando la piena fiducia della famiglia. E che dire dell’abile Denis Blee? È lui a occuparsi sia dei vigneti di proprietà, sia di quelli in gestione, nonché dell’approvvigionamento presso i vigneron: un ruolo anch’esso fondamentale.

Le cantine di Billecart-Salmon
Le cantine di Billecart-Salmon: pur non avendo le ‘crayères’ (non siamo a Reims…), sono comunque tra le più affascinanti della Champagne. E vi riposano tesori pazzeschi!

Proprio alla luce degli assaggi di Grandi Champagne 2018-19, mi sono sempre più appassionato alla maison di Mareuil (anche se, di fatto, la mia nascita nel mondo dello champagne è avvenuta proprio con Billecart-Salmon, quasi vent’anni or sono…), così lo scorso anno sono stato più volte da loro. Ma, nel corso della mia ultima visita a dicembre dello scorso anno, sono rimasto veramente colpito dall’accoglienza, dall’affetto, dalla magnifica degustazione preparata. Una degustazione composta da sole anteprime. Nonostante fosse appena rientrato dall’Estremo Oriente, mi ha accolto Antoine e, dopo un’amabile chiacchierata, mi ha condotto nella sala di degustazione del reparto tecnico, dove ci attendeva lo chef de cave Florent. A un certo punto, inatteso, s’è pure affacciato per un saluto François Roland-Billecart, il fratello maggiore di Antoine, che alla fine è rimasto per tutta la degustazione: bellissima esperienza! Nonostante abbia da pochissimo lasciato la carica di PDG, quest’uomo incarna tutto il savoir-faire della maison: non a caso, partecipa attivamente a tutte le degustazioni, così come il padre ultranovantenne. Anzi, l’ultima parola su ogni assemblaggio o dosaggio spetta proprio a François!

Florent Nys e Antoine Roland-Billecart
Un momento della degustazione: da sinistra, lo chef de cave Florent Nys, poi il mio amico Antoine Roland-Billecart e suo fratello François.

Bene, cos’abbiamo assaggiato? Il nuovo Blanc de Blancs non millesimato, inedito non solo nell’assemblaggio, ma anche nella bottiglia, poi le nuove annate di Vintage (2008), di Cuvée Elisabeth (2007) e di Clos Saint-Hilaire (2002, attesissimo!). Non me vogliate, ma ai tre millesimati riserverò soltanto un rapido commento, visto che saranno protagonisti di Grandi Champagne 2020-21, invece qui racconterò il Blanc de Blancs. Un eccellente champagne, che, fino a qualche anno fa, ho colpevolmente trascurato, per non dire snobbato, in favore del fratello maggiore millesimato (ora Cuvée Louis), salvo scoprirlo in tutta la sua magnificenza a inizio 2014: era una bottiglia inserita nel corso di una mia serata, una bottiglia con un paio d’anni sulle spalle, una bottiglia splendida!

Con i tiraggi del 2014 la maison ha deciso di estendere anche a questo champagne la bottiglia ‘speciale’ che caratterizza i grandi millesimati, nonché i sans année Rosé e Brut Sous Bois. Una bottiglia che ha una storia molto particolare che svelerò anch’essa nella prossima edizione della guida: abbiate pazienza! Invece, l’assemblaggio che ha esordito con questa bottiglia è quello basato sulla vendemmia 2013 più il 25% di vins de réserve in gran parte dell’annata 2012 più un toco di 2010. Le uve dei vini di riserva sono dei due Grand Cru di Le-Mesnil e Chouilly, mentre quelli base pure di Avize e Cramant, pertanto lo champagne è fatto unicamente con quattro grandi villaggi della Côte des Blancs classificati al 100%. Come tradizione di Billecart-Salmon, la fermentazione dei mosti, dopo il consueto doppio débourbage, di cui il secondo a freddo, è avvenuta a bassa temperatura soprattutto in cuve, ma in piccola parte pure in barrique, in quest’ultimo caso senza malolattica. Poi quattro anni sui leviti e dosaggio a 7 g/l.

Billecart-Salmon Brut Blanc de Blancs

Brut Blanc de Blancs

100% Chardonnay
Naso a dir poco splendido, di rara eleganza, ma non fine a se stessa, bensì affascinante. È molto minerale di craie, pur non mancando di spessore grazie alle grassezze di nocciola ed è arricchito da note di frutta bianca e fiori. Tutto è ben fuso, amalgamato, dimostrando così nell’insieme un bilanciamento perfetto: né troppo leggero, né troppo vinoso, per questo appare perfettamente centrato. E a un naso che, a questo punto, possiamo senza dubbio definire attraente e gourmand nella migliore accezione del termine, corrisponde una bocca vellutata, perfettamente coerente con il naso, piena e fresca, soprattutto ben distesa. Che culmina in un finale lungo di mineralità e agrumi, sempre caratterizzato da questa gustosa ‘sofficità’, che significa materia e verticalità in ideale sincronia. Eccellente.
Voto: 93/100

Champagne Billecart in anteprima
La degustazione, tutte anteprime, anzi super anteprime: Blanc de Blancs, Vintage 2008, Cuvée Elisabeth 2007 e Le Clos Saint-Hilaire 2002. Le bottiglie, ovviamente, erano ancora prive di habillage.

Billecart-Salmon è nota e apprezzata per i rosé, ci sa fare con gli assemblaggi, interpreta alla perfezione il Pinot Noir di Mareuil, ma dimostra un’abilità encomiabile anche con lo Chardonnay in purezza. Nel sono prova la Cuvée Louis e pure questo Blanc de Blancs non millesimato, nato nel 1998 proprio sulla base della grande esperienza fatta con il millesimato. Negli anni si è via affermato, raggiungendo ora il vertice della categoria. Con merito.

Ho però detto che avrei brevemente commentato anche gli altri champagne assaggiati in anteprima, che rivedremo meglio nella prossima edizione della guida.

Vintage 2008: forse lo champagne meno conosciuto della maison. S’era dimostrato molto buono con il 2007, ma ora ha veramente staccato: energico e ricco, sfodera una piacevolezza notevole che significa bevibilità disarmante. Incarna l’ideale di champagne per tutti. (93-94)

Cuvée Elisabeth 2007: uno dei grandissimi rosé di Champagne. Senza se e senza ma. Pure in un’annata teoricamente complicata come la 2007, ma poi, alla prova dei fatti, sorprendente come abbiamo visto in più occasioni. Infatti, questo rosé denota una solidità inattaccabile e, ancor più, un’eleganza raffinata. Il risultato è un ‘top champagne’, prima che un rosé d’eccezione, che si fa godere tutto d’un fiato. Perfino troppo… (95-96)

Le Clos Saint-Hilaire 2002: attesissimo, non delude certo le aspettative! Grande champagne e grande Pinot Noir, non banalmente potente, ma potente, perfetto nella maturità, ricco e complesso, denso e profondo. Sembra non voler finire mai… (96-97)

Gli champagne Billecart-Salmon sono distribuiti in esclusiva da:
Velier – Tel. 010/3108611 – www.velier.it

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