Il re (B de B) è morto, viva il re (BB)!

Champagne Besserat de Bellefon BB 1843

Il gioco di parole del titolo vuole sottolineare il cambio al vertice in casa Besserat de Bellefon. Non di uomini, ma di vini. Mi spiego. Nel 2013, per celebrare i 170 anni della maison, viene lanciata la Cuvée B de B, la sola della gamma fermentata in legno (di Argonne). Fu un po’ interlocutoria (vedasi Grandi Champagne 2016-17) e, forse anche per questo, non rimase episodica come avrebbe dovuto essere. Infatti, quello champagne concesse il bis due anni più tardi con un nuovo tiraggio e stavolta si fece valere (Grandi Champagne 2018-19) non poco. A quel punto era lecito pensare che lo champagne sarebbe entrato stabilmente in gamma, invece…

Godefroy Baijot
Godefroy Baijot si è letteralmente votato alla rinascita di Besserat de Bellefon e lo sta facendo con una passione coinvolgente. Eccolo mentre mi presenta l’inedito BB 1843.

Fermiamoci un attimo. Besserat de Bellefon è in piena fase di rilancio da quando è stata acquistata dal Gruppo BCC (2006), anche se sarebbe più giusto inquadrare la maison come il fiore all’occhiello della famiglia Baijot, una sorta di loro scommessa personale. Non a caso, Godefroy Baijot, il figlio di Philippe, è sempre più coinvolto nella direzione della maison e la sua passione è veramente entusiasmante. Tra l’altro, proprio Godefroy ha voluto un’apertura importante all’enoturismo, con lo sviluppo di un circuito di visite e una parte delle cantine appositamente ristrutturata all’uopo: l’inaugurazione è prevista per la tarda primavera di quest’anno. Invece, sul fronte tecnico, l’ottimo lavoro dello chef de cave Cédric Thiebault ha dato finalmente i suoi frutti, con la gamma Cuvée des Moines oramai saldamente su ottimi livelli qualitativi, dal Blanc de Blancs al Blanc de Noirs e fino al Rosé Ops… dal punto di vista estetico, questi champagne vivranno a breve una vera e propria rivoluzione che taglierà drasticamente con il passato. Forse troppo drasticamente, perché alcune cuvée appaiono eccessivamente moderne, sbarazzine nella presentazione… D’altronde, l’obiettivo è proprio una nuova immagine di Besserat de Bellefon, fermo restando i vini, ovviamente. Un’immagine legata al lifestyle, al modo di vivere ‘à la française’ degli ultimi sessant’anni, dalle feste di Saint-Tropez ai cabaret di Parigi, abbinando eleganza e vivacità. In tal senso, Godefroy m’ha orgogliosamente presentato un libretto che sintetizza esattamente tutto ciò e si intitola ‘Petit Traité de Frenchytude’.

Cantine Besserat de Bellefon
Fervono i lavori nelle spettacolari cantine della maison: a breve sarà inaugurata un’apposita sezione, completamente ristrutturata, per le visite del pubblico. Non mancherà la boutique per l’acquisto di champagne e gadget.

Tutto questo non poteva certo rimanere orbo di uno champagne ad hoc, vero? Infatti, la ‘new age’ di Besserat de Bellefon è sintetizzata dall’inedito BB 1843, uno champagne celebrativo tirato in sole 1843 bottiglie, come l’anno di fondazione della maison, ad Aÿ. Si tratta di uno champagne molto esclusivo che va a sostituire, o meglio, a bissare la summenzionata Cuvée B de B ma che, a differenza di questa, non vedrà mai un secondo tiraggio. Almeno così ha dichiarato Godefroy. Inoltre, nessuno della maison si sbilancia sulla composizione dello champagne e sono soltanto riuscito a sapere che si tratta di un multimillésimé, con parte dei vini fermentati in barrique, poi oltre 4 anni sui lieviti. Molto particolare la bottiglia, verniciata opaca in blu e poi serigrafata. Ecco, il look del BB 1843 anticipa in gran parte quello che sarà il nuovo habillage degli champagne Besserat de Bellefon, ma avremo modo di rivederlo in un’altra occasione, magari in Grandi Champagne 2020-21

Bottiglia di Besserat de Bellefon BB 1843

BB 1843

Pinot Noir, Chardonnay, Meunier
Beh, l’olfatto di questo champagne è senza dubbio attraente, ricco, denso, fatto di frutta secca e dolcezze di panettone, agrumi canditi e piccantezze di zenzero, spunti esotici che riportano al cocco, ma sempre in un quadro di elegante compostezza. Il legno si avverte marginalmente, è quasi un tocco, ma è stuzzicante, così come la maturità, più evidente di quanto ci si aspetterebbe, ancorché alla fin fine affascinante… Ecco, è tutto questo a rendere l’olfatto senza dubbio attraente. Così come la bocca, peraltro: bollicina carezzevole, gustativa solida, fresca, grassa, fruttata, con uno sviluppo agrumato e un finale asciutto su una lunga scia sapido/minerale. Uno champagne sofisticato, nel senso di fatto con grande cura, ma non ostico. Anzi, è molto piacevole, non badando alla complessità o alla tensione, ma puntando decisamente a un’immediata ricchezza che poi significa piacere. Insomma, non ti fa pensare, ma ti invita a berlo spensieratamente.
Voto: 93/100

Detto Besserat de Bellefon
La sintesi della ‘nuova’ Besserat de Bellefon è… in queste tre parole, decisamente francesi. Il rinnovamento vedrà anche una profonda modifica dell’habillage di tutta la gamma.

Il problema di questo BB 1843 è l’aspettativa che crea e poi… Beh, non posso dire che venga disattesa, solo che è diversa da quanto ci si aspettava. Già, perché da uno champagne celebrativo, proposto addirittura in tiratura limitata, ci si aspettava altro. Forse di più. Personalmente, confesso di essere rimasto deluso dalla sostituzione della Cuvée B de B con questa BB 1843, almeno mi sarei aspettato maggiore complessità e una tensione più decisa… Invece, ecco uno champagne… oddio, buono, per carità, sempre più appagante sorso dopo sorso, evidentemente e decisamente votato all’immediata e universale piacevolezza. Ma, alt, un momento, fermi tutti! Non è proprio la migliore bevibilità il punto di forza primario di un vino? Il vino non è prima di tutto piacere? Qual è il grande vino, quello che continui a rigirare nel bicchiere declamandone la complessità, salvo poi rimanere proprio nel bicchiere, oppure quello la cui bottiglia finisce senza accorgersene? Quest’ultimo, vero? E, quanto a piacevolezza, questo nuovo Besserat ha fatto centro. Non mi convince l’habillage e non mi convince neanche quello nuovo previsto per tutta la gamma della maison, ma, se guardato nell’ottica del ‘new deal’ di Besserat, beh, devo ammettere che ci sta. Ad maiora!

Gli champagne Besserat de Bellefon sono distribuiti in esclusiva da:
Barone Ricasoli – tel. 0577/7301 – www.ricasoli.it

3 commenti su “Il re (B de B) è morto, viva il re (BB)!”

  1. Buongiorno Alberto ….io la penso come te in termini di habillage delle bottiglie è vero anche che è il vino al suo interno che ci deve convincere ma penso che appunto l’habillage faccia la sua parte …Personalmente non amo habillage troppo moderni in termini di etichette sopratutto o bottiglie colorate …vedi anche i luminous di Dom Perignon che per carità se pur belle secondo me non danno il giusto riconoscimento ad un vino ” Aristocratico” quali il Dom che con le sue etichette classiche sono spettacolari ….poi non ci si lamenti che lo Champagne venga sbeffeggiato e trattato al pari di qualsiasi cocktail nelle discoteche o nei locali trendy proprio per via degli habillage troppo moderni………………Amo tutta la gamma delle Cuvèe de Moins Besserat, anche il formato delle bottiglie faceva molto “Ristorante ” speriamo quindi che non stravolgano del tutto il concetto di Champagne per la Ristorazione in termini di bottiglie/etichette ….un caro Saluto

    1. Siamo sentimentalisti? Tradizionalisti? Chissà…
      Comunque, la forma e il colore (quindi trasparente per BdB e Rosé) delle bottiglie rimarrà invariato, ma l’habillage sarà rivoluzionato, con questa ispirazione un po’ marinara… A me non fa impazzire, ma ci riaggiorniamo quando sarà presentato ufficialmente…
      Grazie

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