Champagne: prime anticipazioni sul mercato del 2019

calici di champagne

Ci vorrà ancora un po’ per avere i dati ufficiali, ma intanto filtra qualche indiscrezione sui dati delle spedizioni di champagne nel 2019. I primi due, i più importanti, farebbero segnare una nuova, lieve contrazione della quantità (297.500.000 bottiglie), pari a -1,6% rispetto al 2018 – che a sua volta era già stato in contrazione -, e, al contrario, un nuovo record di fatturato: oltre 5 miliardi di Euro. Si parla addirittura di un +2% rispetto al dato già clamoroso del 2018 e sarebbe il terzo consecutivo in tal senso. Tra gli altri dati di cui si mormora al CIVC, l’export per la seconda volta consecutiva superiore al mercato francese (52% del totale, pari a 155.000.000 di bottiglie), ovvero ancora una volta in crescita (+0,8%), mentre la Francia avrebbe perso un ulteriore 4% rispetto all’export.

Ovviamente, ne riparleremo con maggiore contezza non appena avremo i dati ufficiali, nel frattempo vale la pena spendere due parole sull’apparente dicotomia tra i volumi in calo e il fatturato in crescita. Come mai? I prezzi aumentano? No, o almeno non proprio, visto che i ritocchi dei vari listini sono mediamente molto contenuti (+0,4%), allora? Il mercato dello champagne sta cambiando e si sta spostando verso l’alto, a mio avviso seguendo una pericolosa falsariga che abbiamo già visto a Bordeaux negli anni ‘90. In altre parole, il nome della denominazione rischia di perdere d’importanza rispetto ad alcune etichette di prestigio e questo sarebbe confermato dal fatto che il mercato inglese, solitamente legato a champagne della fascia più bassa, continua a perdere terreno e rischia di essere detronizzato. L’argomento è complesso e solo i dati definitivi ci potranno dare una conferma in tal senso o meno (contrazione dei sans année, ulteriore calo dei vigneron, ecc).

On reparle

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