Ayala, dopo il N°8… il N°7!

Champagne N° 7 Ayala

Nel 2016 Ayala lanciava uno champagne particolare, non solo in edizione limitata, ma anche come unico assemblaggio, nel senso che non sarebbe stato mai più ripetuto. Era un rosé, si chiamava N°8 e le sole 15.000 bottiglie prodotte volevano testimoniare in maniera preziosa la rinascita di Ayala. La maison, un tempo tra le più importanti di Champagne, aveva via via perso lo smalto con la crisi degli anni ‘90 e nemmeno l’acquisto da parte del finanziere Frey era riuscito a rilanciarla. Così nel 2005 si fa avanti il prestigioso vicino, Bollinger, che, molto intelligentemente, non mira a farne un proprio clone, ma una maison con uno stile ben diverso. Il Blanc de Blancs 2007 prima e il N°8 a seguire sono le prime testimonianze tangibili della ‘cura’ Bollinger, che nel frattempo ha visto entrare in campo uno staff giovane e dinamico con Hadrien Mouflard quale direttore generale e Caroline Latrive come chef de cave e responsabile della produzione.

Oggi la gamma Ayala si è razionalizzata e conta cinque champagne, con il suddetto N°8 quale ultima edizione speciale lanciata. Bene, passati esattamente quattro anni da quel lancio, la cosa si ripete. Oddio, non che ritorni il N°8, no, però ritorna uno champagne Ayala identificato semplicemente da un numero e ritorna come edizione limitata, fortunatamente in numero maggiore (20.000 bottiglie): ecco il N°7!

Sede di Ayala ad Aÿ
La prestigiosa sede di Ayala ad Aÿ. Completamente distrutta durante la ‘rivolta’ del 1911, è stata ricostruita come la vediamo oggi e poi ristrutturata nel 2014 sia negli spazi accoglienza, sia nella cantina di vinificazione.

Il nuovo champagne vuole celebrare i 160 anni della maison (fondata nel 1860) e se nella precedente edizione limitata il numero stava a indicare l’annata 2008, qui rappresenta invece un assemblaggio figlio della vendemmia 2007. Un assemblaggio fatto di sole uve Grand Cru, con lo Chardonnay fortemente protagonista, che la maison dichiara in 2/3 dell’assemblaggio, mentre il resto è Pinot Noir. Nel dettaglio Ayala comunica i villaggi di provenienza delle uve e le qualità di questi, ovvero di come lo chef de cave li ha valorizzati in funzione dell’assemblaggio: Avize per la mineralità, Chouilly per la finezza, Cramant per la struttura, Le-Mesnil per la tensione e Oger per il frutto, invece il Pinot Noir proviene ovviamente da Aÿ per la generosità e da Verzy per la vivacità. Lo champagne, con vinificazione interamente in acciaio e malolattica svolta come da tradizione Ayala, è stato tirato nella primavera del 2008 e poi è rimasto la bellezza di 11 anni nelle suggestive cantine della maison, non tappato con la capsula di metallo, ma con il tappo di sughero (bouchon liège). 

Caroline Latrive
Caroline Latrive, in Ayala dal 2006 a fianco del suo predecessore, è stata nominata chef de cave a fine 2011.

Mi si permetta una digressione. E se questo N°7 altro non fosse che il tanto atteso Perle 2007, che a questo punto non uscirà mai per passare, probabilmente, al 2008? Gli indizi ci sono tutti. La maison è ferma sul Perle 2006 oramai da sei anni e lo champagne di punta viene proposto da allora sempre con dégorgement diversi. La scheda tecnica del N°7 parla genericamente di un assemblaggio 2/3 di Chardonnay e 1/3 di Pinot Noir, il che vedrebbe meno Chardonnay dei Perle visti finora (80% CH/20% PN), ma potrebbe trattarsi di un dato volutamente non preciso. Quello che mi ha fatto sorgere il dubbio più di ogni altro aspetto è il tiraggio bouchon liège, che Ayala ha sempre e solo riservato al Perle. E pure la bottiglia, naturalmente, è la stessa del Perle. Alla prima occasione lo chiederò direttamente a Hadrien Mouflard…

Controetichetta Champagne N° 7 Ayala
Piuttosto ricca di informazioni sullo champagne la controetichetta, che riporta anche la data del dégorgement.

A ogni modo, sia che si tratti di un Perle che hanno voluto chiamare diversamente per celebrare il prestigioso compleanno della maison, sia che si tratti di un assemblaggio inedito, si tratta a mio avviso di uno champagne molto importante per Ayala. Ricordo benissimo che per me il summenzionato Blanc de Blancs 2007 rappresentò una sorta di spartiacque tra la vecchia Ayala e la Ayala del futuro, fu a mio avviso il primo champagne nel quale la ‘cura’ Bollinger fece sentire i suoi benefici effetti. Non a caso, in occasione della presentazione dei questo N°7, lo stesso Marcello Meregalli ha dichiarato che “è un grande traguardo che segna la rinascita di Ayala”.

Bene, andiamo ad assaggiarlo, non prima di aver notato che remuage e dégorgement sono stati ovviamente manuali, che lo champagne è stato dosato a 6 g/l e che per l’Italia dovrebbero essere disponibili non meno di 2.000 bottiglie.

Bottiglia champagne N° 7 Ayala

N°7

33% Pinot Noir, 67% Chardonnay (stimato)
dég. lug. 2019 – A dispetto del dégorgement ancora troppo recente per uno champagne che ha passato 11 anni sui lieviti, il naso ha fascino, è attraente, con un punto di maturità che riporta alle caratteristiche olfattive dall’annata, comunque calda. Ma, oltre la maturità, è un naso vivace, con l’agrume giustamente evidente, al fianco della florealità, dei richiami alla frutta secca, agli spunti di tabacco, pure alla mineralità. È un naso fitto e profondo, forse sofisticato, direi anche ‘profumato’, con la sua eleganza. La bocca è di quelle che non ti aspetti: prima cremosa, poi asciutta e tesa come una fucilata. Anche questa riporta all’annata, quindi ha una gran bella acidità, però con questa perfettamente fusa alla mineralità. Chiude tra spunti di nocciola e i ritorni agrumati su una gustosa e tenace sapidità. È molto 2007, quindi maturo al naso e sostenuto da una grande acidità in bocca, non molto complesso, ovvero piuttosto ‘leggero’, ma estremamente gradevole. Considerando che manca di almeno un anno post dégorgement, un ottimo champagne, a mio avviso perfettamente in linea con lo stile… del Perle.
Voto: 93/100

Recensione champagne N° 7 Ayala
La classica ‘bague carré’ tipica delle bottiglie destinate al tiraggio con il tappo di sughero.

Gli champagne Ayala sono distribuiti in esclusiva da:
Meregalli – tel. 039/2301980 – www.meregalli.it

2 commenti su “Ayala, dopo il N°8… il N°7!”

  1. Mi hanno regalato qualche mese fa il Brut Majeur di Ayala e l’ho trovato dolciastro, poco elegante e con una bollicina sgraziata. Bottiglia sfortunata o ‘entry level’ poco riuscito ?

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