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Rosé

Giornata Champagne a Roma: 6 assaggi in rosa

Envie de bulles – Chiara Giovoni Intensa e avvincente la Giornata Champagne organizzata dall’ufficio italiano del CIVC nelle sontuose sale del Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, dove “monumentale”...
di Chiara Giovoni

champagne rosé

Envie de bulles  Chiara Giovoni

Intensa e avvincente la Giornata Champagne organizzata dall’ufficio italiano del CIVC nelle sontuose sale del Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, dove “monumentale” è invece anche l’aggettivo più adeguato per descrivere la numerosità e la qualità delle aziende di produzione presenti con le loro selezioni di bollicine. Una scelta quanto mai azzeccata quella di proporre accanto alle cuvée de maison e alle cuvée de prestige (laddove presenti) la declinazione in rosa dello champagne, un prodotto che affascina molti consumatori, ma che, spesso, non trova una collocazione facile sulle tavole della ristorazione o tra gli scaffali delle enoteche. Da qui l’idea di proporre alcuni assaggi in rosa della giornata, con etichette molto differenti tra loro per dare una panoramica di stili legati a questa tipologia di champagne, apparentemente di moda, ma ancora timida nei consumi e costantemente da scoprire nelle sue molteplici sfumature.

Bollinger Rosé
60% Pinot Noir, di cui il 5% in rosso, 25% Chardonnay, 15% Pinot Meunier
Sebbene “Tante Lily” non amasse la versione in rosa dello champagne, tanto da aver deciso di non averlo nella sua gamma di bollicine, la maison Bollinger si rivela oggi uno dei produttori più di successo di rosé. Il non vintage è frutto di un assemblaggio analogo alla Speciale Cuvée, ma con l’aggiunta del 5% circa di Pinot Noir vinificato in rosso ottenuto da uve coltivate in Ay e oa anche da Verzenay. Ramato pallido, è ricco eppure quasi austero al naso, tra note di rose secche, lamponi in sfumature gessose e metalliche, malto tostato in grani.
Anche in bocca non si concede facilmente, ma seduce e intriga con una trama di gran classe, e un finale con note di prugna disidratata e speziature fini.
Equilibrato e avvincente.
Voto: 88/100

bottiglia di champagne Bruno Paillard RoséBruno Paillard Rosé Première Cuvée
85% Pinot Noir, 15% Chardonnay
Uno champagne con cui il produttore ama aprire molte delle degustazioni, a forte prevalenza di Pinot Nero di cui parte vinificato in rosso, proveniente dai vigneti della Maison di Bouzy, Verzenay, Mailly o Les Riceys secondo gli anni. Il buon apporto di quasi 15% di vins de réserve gli dona armonia e complessità.
Raffinato e croccante, secchissimo ma ricco di nuance, al naso si presenta con una splendida nota di karkadè e poi freschezze dal melograno al pompelmo rosa.
L’assaggio presenta una vinosità discreta con spunti affascinanti di spezie asiatiche leggere, e una tessitura minerale che sostiene il sorso cremoso in lunghezza.
Tenerezza e vivacità.
Voto: 86/100

bottiglia di champagne Drappier Brut Nature RoséDrappier Brut Nature Rosé
100% Pinot Noir
Terre prevalentemente di Pinot Noir quelle dove Michel Drappier ha i suoi vigneti, e dove osa e sperimenta la massima espressione del territorio, scegliendo il non facile zero dosage per questa versione Nature del suo champagne Rosé, prodotto con leggera macerazione sulle bucce e solo mosto di prima spremitura.
Un calice rosa salmone con naso di fragoline, mela e cassis, note agrumate di arancia sanguinella e tocchi di burro cacao e zucchero a velo che in bocca è strutturato e deciso, con un perlage sostenuto anche se un po’ esplosivo e un finale quasi di rabarbaro.
Fruttato e severo.
Voto: 82/100

 

bottiglia di champagne Charles Heisdieck Rosé RéserveCharles Heisdieck Rosé Réserve
34% Pinot Noir, di cui il 6% in rosso, 33% Chardonnay, 33% Pinot Meunier
Restyling nell’etichetta e nel contenuto per le cuvée di questa maison storica che si presenta profondamente rinnovata e tesa all’eccellenza, con una proporzione uguale tra i 3 cépages champenoise e un’importante presenza di vins de réserve.
Un calice color fior di ciliegio con suggestioni floreali nei profumi, anche se al naso è il tema fruttato a prevalere: amarene, arance rosse, anice stellato e tabacco fresco.
Il sorso è appena vanigliato sulla fetta di toast con il burro e la marmellata di susine rosse e, sul finale equilibrato con grande mineralità di grafite, torna una freschezza quasi balsamica.
Preciso e suadente.
Voto: 84/100

bottiglia di champagne G.H. Mumm RoséG.H. Mumm Rosé
60% Pinot Noir, di cui il 12-14% in rosso, 22% Chardonnay, 18% Pinot Meunier
Un rosé con un’importante contributo di vini rossi (fino al 14%) provenienti dai villaggi celebri per la struttura dei loro Pinot, come Bouzy, Verzenay e Les  Riceys nella Côte des Bar, in un equilibrio che vede anche la presenza di Pinot Meunier.
Il rosa è dominante già dal colore, con brillanti riflessi anguria, e i profumi sono eleganti e intensi armonie di agrumi e ribes rossi, con cenni iodati e sfumature di boulangerie.
Anche il sorso è fresco e succoso, con le scorze candite ad arrotondare il corpo in forme sinuose.
Inebriante e accattivante questo champagne Mumm in rosa.
Voto: 83/100

 

bottiglia di champagne Jacquesson Dizy Terres Rouges Rosé 2007Jacquesson Dizy Terres Rouges Rosé 2007
100% Pinot Noir in rosso
Dal 1997 i fratelli Chiquet hanno deciso di abbandonare la produzione di rosé con aggiunta di vino rosso muovendosi verso la tecnica de saignée, e utilizzano per il loro rosé da macerazione il Pinot Noir di Terres Rouges, dietro a Dizy. In questi vigneti la terra rossastra è basata su un suolo calcareo e alluvionale che trasferisce allo champagne potenza e struttura quasi ferrosa.
Il colore è già di grande impatto, intenso e quasi vermiglio, e accompagna un naso altrettanto spiazzante e intenso, fatto di rovo, mora e pepe. L’assaggio tradisce una leggera tendenza alle corde del vino rosso più che all’eleganza dello champagne, con toni marcati di spezia e frutta tannica fissata anche dalla fermentazione in legno, e un finale metallico di terroir. Un vino giovane e talmente estremo da essere adatto più a chi cerca uno champagne diverso che una variazione in rosa della raffinatezza champenoise, di certo non alla portata di tutti i palati. Inusuale e robusto.
Voto: 82/100

Chi li distribuisce:
Bollinger: www.meregalli.it
Charles Heidsieck: www.philarmonica.it
Drappier: www.partesa.it
Jacquesson: www.pellegrinispa.net
Mumm: www.pernod-ricard-italia.it
Bruno Paillard: www.cuzziol.it

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0 risposte a “Giornata Champagne a Roma: 6 assaggi in rosa”

  1. Vedere un punteggio di “soli” 82/100 a un Jacquesson, per di più un “lieu-dit” può far sobbalzare… Lo so, ne ho anche parlato con Chiara, però la nuova strada intrapresa dai fratelli Chiquet con questo rosé è piuttosto estrema, pertanto ci troviamo di fronte, di fatto, a un rosso con le bolle. Alcuni appassionati, ma veramente pochi, impazziranno, molti rimarranno perplessi, i più non lo gradiranno affatto questo rosé, che, in più, è pure e ancora giovanissimo. Ma i precedenti Terres Rouges erano ben diversi… Credo, pertanto, che il voto rispecchi questo estremismo elitario, dunque mi trovo d’accordo con Chiara.

    • E’ senza dubbio un prodotto unico e affascinate a suo modo, e credo che questo fascino sia espresso nella descrizione che ne ho fatto. Tuttavia il consumatore “inesperto” di champagne deve sapere che andrà incontro ad una bottiglia molto distante dalle aspettative di leggerezza e delicatezza legate al rosè, che incarna nella maggior parte delle produzioni l’essenza del pinot noir fatto eleganza anche in rosso.

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