A casa del mito: Champagne Salon

maison Salon-Delamotte
Salon-Delamotte, dovrei dire per essere preciso, ma in quest’occasione racconto solo della più famosa delle due sorelle di Le-Mesnil-sur-Oger, celeberrimo villaggio Grand Cru della Côte des Blancs. Ne parlo, comunque, perché recentemente, in occasione di un evento dei Ceretto (importatori in Italia di Salon-Delamotte con Terroirs) ho avuto modo di assaggiare Salon S 1983, champagne di grandissimo fascino, il che mi ha portato a ricordare le mie visite alla maison…

Il mito di Salon poggia su solide basi: si deve a questa maison la nascita del primo blanc de blancs, millesimato per giunta, ed è l’unica tra le grandes marques a produrre una sola etichetta, tra l’altro non tutti gli anni. Infatti, solo le vendemmie ritenute idonee danno vita a questo straordinario Chardonnay in purezza: 37 fino ad oggi, ovvero fino al 1999, ultimo millésime uscito dalle cantine di Le Mesnil-sur-Oger e recensito nella guida Grandi Champagne. Il primo è stato il 1905, anche se la maison nasce ufficialmente nel 1911, e tra i millesimati prodotti figurano annate inusuali quali 1925, 1951 e 1956, sottotono in Champagne ma non alla Salon, dove il microclima è unico, in particolare nelle 20 parcelle di Chardonnay con piante vecchie almeno 40 anni e in mano ad alcune famiglie di vigneron che conferiscono le uve a Salon sin dalla prima bottiglia (di fatto, la maison possiede solo un paio di ettari).

cantine sotterranee Salaon
Le cantine proprio sotto la maison, dove le bottiglie riposano sur lattes non meno di 10 anni.

 

preziose bottiglie champagne Salon
La vinothèque di Salon: qui sono conservate le preziosissime bottiglie delle vecchie annate, tutte, anche se in quantità modesta.

La fondazione si deve allo champenois Eugène-Aimé Salon, che ha modo di apprendere l’arte dello champagne dal fratellastro, chef de cave presso una piccola realtà. Impara l’arte e mettila da parte, recita un celebre detto, ed è esattamente quello che fa il giovane Salon che, appresi i segreti e le tecniche dello champagne, molla tutto per andare a Parigi in cerca di fortuna. Si dedica al commercio del pellame con grande successo e, anni più tardi, con i proventi, acquista un vigneto a Le Mesnil. Infatti, Aimé non ha mai dimenticato né la terra d’origine, né lo splendido vino che vi nasce, per questo prende forma in lui l’idea di realizzare uno champagne unico, realizzato con un solo cépage, il più pregiato: lo Chardonnay. All’inizio lo champagne è prodotto per piacere personale, ma ben presto, visto il successo che riscuote presso gli amici, Aimé decide di fare sul serio e fonda la maison omonima (ecco spiegata la differenza temporale tra il primo millesimo e la nascita della maison). La produzione è piccola e di assoluto riferimento, ma il solo vigneto di proprietà non basta, per questo Aimé stringe accordi con alcuni vigneron della zona, tuttora in essere, come abbiamo visto.

Didier Depond champagne salon delamotte
È stato lo stesso Bernard de Nonancourt a porre al vertice di Salon-Delamotte Didier Depond, competente, bravo, simpatico.

Questo eccezionale blanc de blancs ottiene ben presto un successo enorme tanto che negli anni Venti diventa lo champagne di Maxim e questo successo si manterrà fino alla morte di Aimé, nel 1943. Nel frattempo è successo un fatto che determinerà il futuro della Salon: occupata la Francia, i nazisti sottraggono alla maison quasi tutto lo stock di bottiglie e a questo fatto assiste Bernard de Nonancourt, giovane membro della resistenza. Entrato poi nella brigata del generale Leclerc, Bernard partecipa alla liberazione dell’Europa e, giunto nel rifugio di Hitler il Nido dell’Aquila, ritrova proprio le bottiglie sottratte a suo tempo. Questo episodio lo segna a tal punto che nel 1988 acquista Salon, nel frattempo passata a Besserat de Bellefon nel 1963. Per Bernard non è solo la coronazione di un sogno, ma anche il naturale sviluppo della sua attività di produttore che, iniziata con la maison di famiglia Laurent-Perrier, l’ha portato ad acquisire e valorizzare altre piccole aziende tra cui Delamotte, la quinta più antica maison di Champagne, tra l’altro attaccata a Salon. Nasce così la Salon-Delamotte, alla cui conduzione Bernard de Nonancourt mette nel 1997 un giovane dalle capacità eccezionali, che in Laurent-Perrier ha dimostrato notevoli doti commerciali e tecniche: lo champenois Didier Depond, tuttora al timone delle due maison. È grazie a lui che Salon è addirittura progredita e Delamotte è cresciuta al suo fianco, non come secondo vino, bensì come azienda sorella.

Salon oggi produce circa 60.000 bottiglie nelle sole annate ritenute idonee dallo chef de cave Michel Fauconnet (lo stesso di Laurent-Perrier), che ha ricevuto il testimone nel 2004 da Alain Terrier. Il vino non svolge mai malolattica, rimane sui lieviti per non meno di 10 anni e, dopo il dégorgement, il dosage è mantenuto basso, 4/5 g/l, da extra brut. Per Didier Depond il dosaggio è un po’ come il trucco della donne: un leggerissimo filo di trucco esalta la bellezza anche di una donna già molto bella di suo, mentre un trucco elaborato appesantisce i tratti e, comunque, può ben poco contro i difetti gravi …

Alla fine, raccontato Salon, ecco la degustazione di tre annate particolari.

Salon Cuvée S
100% Chardonnay 

bottiglia di champagne Salon 19731973
Naso inizialmente evoluto, al limite dell’ossidazione, ma tutt’altro che decrepito. Sembra quasi che gli anni lo abbiano reso un vino che abbina l’eleganza di uno champagne alla pienezza di un borgogna, pervaso da sentori di frutta matura.
L’ingresso in bocca è rotondo e pieno, replicando l’impressione olfattiva sull’attacco. Ma poi il vino si distende svelando note agrumate e di polvere di caffè che portano verso il finale, vitale, compatto e ancora piacevolmente maturo.
Voto: 90/100

 

bottiglia di champagne Salon 19831983
(dég. dic. 2011, dosage 0 g/l) Naso un po’ chiuso che, man mano, rivela note di miele, un frutto polposo appena tendente al maturo e la classica, vibrante vena minerale. Delle due magnum assaggiate, la prima è apparsa più matura e segnata anche da spunti fungini, la seconda era invece nettamente più fresca e vivace. Ed è in quest’ultima che ho trovato una bocca sorprendente, sostenuta da una spiccata acidità a esaltare un gran bel frutto rotondo e gustoso che sfuma a chiudere sulla mineralità.
Non ha molta profondità e complessità (l’annata è quella che è…), ma rimane uno champagne fresco e molto coerente con lo stile dell’etichetta.
Voto: 93/100

 

bottiglia di champagne Salon 19971997
L’approccio olfattivo non è facile perché tutt’altro che immediato. È complesso ed elegante, pulitissimo, ma va cercato con attenzione e pazienza. Freschissimo all’estremo, ha note floreali e di frutta esotica, mineralità ed erbe aromatiche.
È un continuo divenire, ma compresso per via della giovinezza: tanto fresco dopo 15 anni non può che aver un futuro radioso davanti a sé. La grande freschezza ritorna in bocca, ciò nonostante si sente la grande materia alla base che ripropone dettagliatamente quanto riscontrato al naso. Finale salato, sempre fresco, e lunghissimo.
Personalmente lo terrei ancora a lungo in cantina, sarà straordinario. A dispetto dell’annata…
Voto: 95/100

Gli champagne Salon-Delamotte sono distribuiti in esclusiva da:
Ceretto-Terroirs – tel. 0173/282582 – www.ceretto.com

18 commenti su “A casa del mito: Champagne Salon”

    1. Buongiorno,
      i rappresentanti regionali non li conosco proprio, pertanto vi suggerisco di chiamare l’importatore Ceretto (tel. 0173.282582) e farsi dare il contatto.
      Saluti

  1. Sono Ivan Filanti….il Sommelier Resp. del Ristorante lo Scudiero di Pesaro,volevo un contatto sulla provincia….

    Sentiti Saluti

    Cell.329.7817853

  2. buongiorno!
    complimenti per le informazioni e la passione che ci trasmettete. Ottima la guida 16/17!!!
    Ho una domanda…..
    ho la possibilità di acquistare SALON S 1996, 1997, 2002.
    Quale mi consigliate? quale reputate l’ annata più prestigiosa da acquistare e bere in occasioni speciali?
    Inoltre, quale può essere il prezzo di mercato? così da capire se il prezzo a me proposto è eccessivamente rigonfiato.
    Ultima cosa, un’alternativa a SALON S in termini di prestigio e qualità quale può essere? non necessariamente un blanc de blancs.

    Grazie mille

    1. Grazie dei complimenti! fanno piacere e ci spingono a… fare sempre meglio.
      Ha messo in campo tre annate importantissime per Salon! Il 1996 è notevole in quanto splenda espressione di quest’annata mitizzata, il 1997 è stupefacente in quanto frutto di un’annata ‘minore’ (per alcuni appassionati è perfino ‘meglio’ del 1996…), il 2002 un capolavoro il cui unico limite è, oggi, il bisogno di diversi anni ancora. Se dovessi tenerlo in cantina sceglierei quest’ultimo, se dovessi berlo ora credo sceglierei il 1997…
      Anche per questione di prezzi: sui 450-480 il 2002 (anche se su Internet potrebbe trovarlo a meno), più o meno lo stesso il 1997, oltre i 600 il 1996.

  3. Salve a tutti
    volevo un parere. Ho trovato in una vecchia cantina di famiglia un secchiello porta ghiaccio a forma di coppa alta circa 30 cm ,credo in silver-plate con inciso Champagne Salon. Pensate che abbia un valore?
    Grazie Erika

    1. I vecchi secchielli per lo champagne hanno un loro mercato e, poi, il suo è anche piuttosto raro. Però, non saprei proprio quantificare l’eventuale valore, mi spiace…

    1. Ufficialmente Salon-Delamotte non è aperta al pubblico. Fa visite solo su prenotazione e solo in alcuni casi. Ma scrivergli non costa nulla…

  4. Salve a tutti,
    Un paio domande al Sig. Lupetti in quanto ho in cantina una Salon 1997 che sono curiosissimo di assaggiare.
    Come potrei sapere la data di dégorgement non essendo indicata chiaramente, vi è forse la possibilità di un database come Krug che con l’ID della bottiglia si ha una sorta di carta di identità della bottiglia o mi devo affidare al fatto che i dégorgement di un certa vintage sono fatti pressoché nello stesso periodo?
    2- Secondo lei l’annata 1997 che sappiamo è contraddistinta da diverse discussioni è “consigliabile” fa bere oggi oppure bisognerebbe aspettare ulteriormente?
    Ringraziandovi per l’attenzione vi auguro una buona serata.
    Tobia Naclerio

    1. Buongiorno,
      purtroppo no, non esiste modo di scoprire la data del dégorgement. Almeno non a priori, perché dal tappo si potrebbe risalire: se non ricordo male, ci sono una lettera e due numeri, la lettera (A, B, C, D) è il trimestre, le due cifre l’anno. Come L-P…
      Un’annata un po’ sottovalutata la 1997, ma a mio avviso molto interessante. Però, forse è arrivato il momento di berla…

      1. Buonasera Sig. Lupetti,
        Innanzitutto la ringrazio per il suggerimento sulla lettura approfondita del tappo ma la mia appassionata testardaggine mi ha portato ha scrivere una mail a Salon-Delamotte chiedendo appunto se fosse stato possibile sapere a priori la data del dégorgement, indicando il lotto che si trova sul bordo basso della bottiglia che è un codice alfanumerico inciso sul vetro ed una foto dello stesso.
        Con mio grande stupore il giorno dopo ho ricevuto la gentile risposta che non solo mi ha indicato l’anno ed il mese ma addirittura il giorno del dégorgement della mia bottiglia di Salon 97 nella fattispecie…9 Giugno 2008!!!
        Altresì convengo con lei che sia arrivato il momento di bere la ‘97 in più ne aggiungerò altre tre per un’emozionante verticale insieme ad alcuni cari ed appassionati amici.
        Ne approfitto per chiederle un consiglio a
        riguardo.
        Le bottiglie in questione sarebbero:
        Salon 1997, 2004, 2002 e 2006.
        Avrebbe dei suggerimenti?
        Secondo lei quale dovrebbe essere l’ordine di degustazione perché ognuna possa dire la sua al meglio?
        Avrebbe inoltre qualche ulteriore appunto, curiosità oppure una delle sue classiche note sulle annate in questione oltre ciò che vi è sulle schede nelle guide grandi Champagne e sulle pagine del sito lemiebollicine.com?
        Ringraziandola per l’attenzione ai miei quesiti cordialmente la saluto.

        Tobia Naclerio

        1. Buonasera, perdoni il ritardo della risposta, ma sono giorni piuttosto caotici.
          Beh, rispetterei il classico ordine dalla più giovane alla più vecchia, anche se la 2002 non la toccherei in questo momento, lasciandola ancora riposare in cantina… Lo so che mancherebbe il 25% della verticale, ma un simile champagne ha un potenziale enorme ancora ben là dall’essere espresso…

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