Il fascino irresistibile degli champagne Egly-Ouriet

maison egly ouriet

La Dame du Vin per Lemiebollicine

Francis Egly è uno dei vigneron più coscienziosi e capaci di tutta la regione della Champagne. Possiede quasi 10 ettari di vigne classificate Grand Cru, la maggior parte ubicate ad Ambonnay, ma anche a Bouzy e Verzenay. Coltiva per il 75% il Pinot Noir e per la parte restate lo Chardonnay, ma possiede anche un bel vigneto (2 ettari) di Pinot Meunier a Vrigny (villaggio classificato, ovviamente, 1er Cru), dal quale nasce l’ottima etichetta omonima. Tutte le vigne hanno fra i 40 e i 60 anni di età.

Francis Egly
Francis Egly, produttore (classificato RM) giustamente osannato per i suoi champagne opulenti, fortemente legati al Pinot.

Tre le sei etichette prodotte (più un ottimo Coteaux Champenois Rouge, N.d.R.), lo champagne di Francis forse più affascinante, però, è il blanc de noirs frutto di un solo vigneto sito in un luogo veramente particolare di Ambonnay. Anzi, potremmo definirlo davvero eccezionale. Viene chiamato “Les Crayères” ed è una vigna di puro Pinot Noir che è stata piantata addirittura nel 1946. Qui, la profondità della terra arriva a malapena a 30 centimetri al di sopra della craie, lo strato “gessoso” che, esattamente in questo luogo, è profondo decine di metri. Queste uve vengono poi vinificate esclusivamente in barrique, senza filtraggio, e vanno a plasmare unicamente questo champagne, che prima di essere tale è vino a tutti gli effetti. Quindi, affinamento sui lieviti per almeno 50 mesi – quanto tempo…! – e dosaggio che si aggira intorno ai 2 g/l (praticamente inesistente). Nel mio caso, il dégorgement è di gennaio 2003 (si può sempre leggere sulla controetichetta) e questo vuol dire che il vino come minimo è stato imbottigliato nel 1999 (e, quindi, dovrebbe essere basato principalmente sulla vendemmia 1998, N.d.R.), ma sono portata a pensare che sia più “grande”  di quanto vorrebbe fare credere…

Blanc de Noirs Vieilles Vignes «Les Crayères»Blanc de Noirs Vieilles Vignes “Les Crayères”
100% Pinot Noir – Grand Cru
Il colore è molto particolare, non si limita a un giallo dorato molto carico, ma va ben oltre, tanto che ho davanti agli occhi una calda tonalità di buccia di cipolla che si avvicina a un rosa pallido e antico. Attribuisco a questo fatto la giusta importanza e comunque sono convinta di trovarmi in presenza di uno champagne di grande struttura e personalità.
Vediamo se profumi e sapori confermano la mia tesi.
La prima impressione olfattiva è quella di ricchezza e complessità: note di agrumi, limone, cedro. Arriva poi l’ondata di freschezza e mineralità, degne figlie, queste ultime due, di terroir e vigna, e si espande soavemente regalandomi addirittura note di gesso bagnato e di ferro appena trafilato.

Profondo, incantatore, sornione, questo champagne mi ha rapita e mi tiene prigioniera nel bicchiere.

Lo assaggio rapita e di nuovo la pienezza e la rotondità fanno da contrappeso a una freschezza impensabile, dove i minerali e il metallo tagliano la lingua verticalmente, senza ferire le mie papille, anzi, facendole gioire e sorprendendole. Si chiude con un profumo iodato che smorza le sue punte in una persistenza pacata e distesa.
Le cose migliori bisogna saperle aspettare, solo il tempo, con la sua saggezza e pazienza, sa plasmare al meglio anche le creature più scontrose.
Voto: 90/100

Parola di Dame.

Gli champagne Egly-Ouriet sono distribuiti in esclusiva da:
Moonimport
tel. 010/314250
www.moonimport.it

16 commenti su “Il fascino irresistibile degli champagne Egly-Ouriet”

  1. Egly-Ouriet ,Selosse e Jacquesson……….. i 3 grandi “manici” dello Champagne!!!
    Mi dispiace di non poter inserire una foto della mia cantina frigo ,di Egly-Ouriet ho tutto e trovo che non c’e’ nessun etichetta che non sia all’altezza di nomi a volte piu’ blasonati. Certamente Dom, Krug e Bolly sono dei grandissimi ,Tattinger e Lanson tra i miei preferiti ma i primi nomi citati hanno un altro fascino ,trasferiscono il sapore del “terroir” come pochi sanno fare.

    1. Ha citato tutti produttori che non sbagliano un colpo, ma il terzetto che lei definisce “grandi manici” ha certamente dalla sua fascino da vendere. Tra questi, forse Jacquesson è un passo avanti per via della maggiore facilità di approccio rispetto agli altri, o, se preferisce, del suo essere meno estremo. Selosse è più su un versante ossidativo, mentre Egly-Ouriet lo trovo più vinoso, anche se svettano sugli altri proprio “Les Crayères” e il Millésime. Tra l’altro, Egly-Ouriet produce anche uno dei migliori Coteaux Champenois Rouge, uno dei soli tre che si possano definire davvero buoni…

      1. Concordo in pieno sulle differenze di approccio ,Selosse non e’ per tutti ,ritengo che per bere uno Champagne del genere bisogna avere un approccio piu’ culturale che di solo gusto!

  2. E’ in assoluto uno dei miei preferiti, amo particolarmente il suo profumo intenso quasi resinoso classico del pinot noir di grande qualita’, con sentori che portano alla mente la splendida Borgogna…

  3. Ieri sera e’ stata la mia prima volta con il Pinot Meunier 100% di Egly-Ouriet: particolare, ammaliante, vinoso, ben sposato, a mio avviso, con la pietanza.
    Degorg. luglio 2012: ho avuto fretta?
    Lupetti, ringrazio lei e tutti gli esperti che contribuiscono a questo blog, fonte di preziose informazioni, ad alto livello, per gli appassionati.

    1. Grazie a lei per le sue belle parole, innanzitutto!
      Sì, Francis Egly ci sa fare anche con il Pinot Meunier, come dimostra questo Les Vignes de Vrigny, il suo blanc de noirs da sole uve Pinot Meunier. Se devo essere sincero, non è la migliore etichetta di Egly-Ouriet, ma è certamente un ottimo champagne, ideale per la tavola, come ha avuto modo di verificare in prima persona. Troppo presto per goderlo? Direi che, per uno champagne del genere, poco meno di un anneto dal dégorgement va bene.
      A presto

  4. Stavo leggendo la tua guida prima di partire lo Champagne e vorrei prenotare una visita alla cantina Egly-Ouriet.
    Sai per caso darmi dei contatti?
    Hai modo di darmi un aiuto per Selosse che mi ha risposto che è possibile visitare la cantina sono se pernottiamo li ma noi ….andiamo in camper!!!
    Grazie anticipatamente
    Ylenia

    1. Buonasera,
      ovviamente non posso fare da intermediario nelle visite, creerei un precedente che mi costringerebbe poi a farlo con tutti, ovviamente.
      Pertanto, le consiglio di rivolgersi direttamente all’importatore italiano Moon Import, che poi è lo stesso tanto per Egly-Ouriet quanto per Selosse.
      Di più non posso proprio, mi spiace.
      Grazie per la fiducia

  5. Secondo me il Brut Tradition, sopra tutto fino a qualche anno fa quando più marcata era la presenza di pinot noir e nelle degorgiature più mature, era l’abbinamento ideale per gustare degli uccellini in padella con polenta alla bresciana. Un’appocalipsse; la morte sua….

  6. complimenti per tutto quello che fate,
    domanda : da un tuo estratto di testo : ….Egly-Ouriet produce anche uno dei migliori Coteaux Champenois Rouge, uno dei soli tre che si possano definire davvero buoni…
    quali sono gli altri ?
    grazie
    saluti
    luca

    1. Beh, il sontuoso Cote aux Enfants di Bollinger e quello di René Geoffroy.
      Peccato non sia commercializzato quello di Verve Clicquot, veramente sorprendente…

  7. Illustre Alberto salve, pur non essendo un amante di questa tipologia di champagne la settimana scorsa ho provato l’Egly rosè grand cru (un po’ “agèe”, in genere li preferisco così)….che dirle, struttura ed eleganza, complessità ed eleganza, vino ed eleganza….insomma ho cominciato a rivedere i rosè con altro “palato”. A presto
    Ps: perdoni il mio essere poco tecnico

    1. Non c’è nulla da perdonare! Anzi, contributi come questo fanno sempre piacere e sono interessanti.
      In effetti, il Rosé di Egly-Ouriet svetta tanto tra i non millesima in rosa in genere, quanto tra i rosé dei vigneron, quindi non poteva iniziare meglio.
      A questo punto… buon divertimento!

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