Un simpatico consiglio per l’estate? OtelloN’Ice, ovvero Lambrusco e ghiaccio

OtelloN’Ice Ceci

L’estate porta con sé la voglia di bevute fresche e spensierate, soprattutto quando la calura si fa particolarmente intensa come in questi primi giorni di luglio. A breve farò una piccola rassegna di champagne adatti al periodo e capaci di non traumatizzare il portafogli, ma, poiché capisco benissimo non si può vivere di solo champagne, ecco anche una piccola divagazione. Tra l’altro assolutamente ideale per il periodo… E, badate bene, che non si tratta di un nostro Metodo Classico, bensì di un Lambrusco. Un Lambrusco molto particolare che abbina la piacevolezza tipica della linea Otello di casa Ceci al fresco dei cubetti di ghiaccio, per una bevuta gustosa, fresca e divertente! 

Vino e ghiaccio non vanno d’accordo, lo sappiamo: sciogliendosi, il secondo diluisce il primo, con il risultato facilmente immaginabile… Eppure, c’è qualcuno che risponde al nome di Moët & Chandon che il ghiaccio ha osato abbinarlo addirittura allo champagne. Anzi, ha creato uno champagne da gustare proprio in grandi bicchieri pieni di ghiaccio, magari al fianco di qualche foglia di menta. Ecco l’Ice Impérial, di cui ho parlato nella guida Grandi Champagne e di cui riparlerò in questo spazio, ma in un secondo momento.

famiglia Otello Ceci
I nipoti di Otello Ceci, oggi alla guida delle cantine di famiglia con passione, bravura e coraggio innovativo.

L’anno scorso, quasi in sordina, anche Lanson ha fatto una cosa del genere con il suo White Label, ma se l’Ice Impérial in Italia è riservato solo ad alcuni locali selezionati ed esclusivamente durante la stagione calda, il Lanson nel Belpaese non è mai arrivato.

Grappolo d'uva nera
Un grappolo di Lambrusco Maestri.

Guardando al successo dell’Ice Impérial, ma anche a quello del proprio Lambrusco di punta, l’Otello Nero di Lambrusco, i Ceci hanno pensato bene di applicare questa formula innovativa e molto attraente anche a questo tipico vino emiliano, che da qualche anno sta giustamente vivendo un periodo di grande fortuna. D’altronde, bollicine, frutto, giusta spalla acida e bassa gradazione alcolica sono la formula del bicchiere di successo… Così è nato OtelloN’Ice.

OtelloN’Ice è presentato dal produttore come uno “Spumante nero demi-sec” e non come Lambrusco vero e proprio, probabilmente per uscire dai vincoli della denominazione e poter così proporre un vino innovativo. A ogni modo, tecnicamente si tratta di un Lambrusco, varietà Maestri in purezza, che dopo la macerazione sulle bucce e la fermentazione alcolica, è messo in cisterne isobariche termocondizionate per la presa di spuma, dove vi rimane tre mesi. Il risultato è un vino dal colore rosso violaceo molto intenso, con l’11,5% di alcol, il 36% di residuo zuccherino e una bollicina con pressione di 4 atmosfere, quindi poco meno di un demi-mousse, per dirla alla francese. I Ceci consigliano di servirlo a 6-8°C, oppure in coppe con cubetti di ghiaccio.

Io l’ho provato in entrambi i modi…

OtelloN’Ice
100% Lambrusco
Primo assaggio, con il vino freddo di frigorifero: l’Otello si propone al naso morbido e fruttato, molto ricco e avvolgente, nella piena espressività del Lambrusco. La vena dolce è chiaramente avvertibile, ma non è affatto stucchevole, anzi decisamente piacevole. L’assaggio conferma la grande piacevolezza: il vino è rotondo, concentrato e dolcemente fruttato, ma ha una vigorosa spina dorsale acida che gli regala ampiezza e dinamismo, con un gustoso finale di frutta rossa.

OtelloN’Ice
L’OtelloN’Ice fa parte della linea Otello, composta di vini spumanti “al quadrato”, come dice la stessa cantina di Torrile per via della forma della bottiglia. Tra l’altro, è appena stato lanciato anche l’OtelloN’Ice bianco…

Secondo assaggio, aggiungendo il ghiaccio: il vino rimane sempre piacevole, ma ovviamente meno sfaccettato per via della temperatura inferiore. Però, a differenza di altri “vini da ghiaccio”, sembra tenere bene il progressivo scioglimento dei cubetti (ne ho messi tre in un ampio bicchiere, di più mi sembra eccessivo…) e, pertanto, non diluirsi dopo pochi minuti.

Per curiosità, poi, l’ho provato anche a una temperatura un po’ più alta – diciamo fresco e non freddo – e sostanzialmente rimane tale, però si avverte maggiormente la bella acidità (il segreto dell’Otello è sempre stato l’ottima alternanza tra acidità e zucchero) che porta a una chiusura decisamente sapida.
Voto: 85/100

Molti appassionati, soprattutto quelli che io chiamo “talebani”, hanno sempre sparato a zero sull’Otello originale, dimenticando i premi e i successi di pubblico raccolti da questo vino. Pertanto, mi aspetto un’accoglienza ancora più fredda per questa versione “ice”, ma poco importa.

Da parte mia, e anche da champagnista convinto quale sono, non posso non apprezzare la piacevolezza di questo OtelloN’Ice. Anzi, mi sento di affermare che, parlando di ghiaccio, alla fine mi sembra addirittura più centrato questo che il più nobile e famoso Ice Impérial… Già, perché se il Moët rappresenta per me più un’esperienza, il Ceci è invece più una bevuta piacevole. Mi spiego meglio. L’essere champagne porta immediatamente a un confronto con i nobili fratelli, anche della stessa maison di Epernay, pertanto è naturale che l’Ice ne esca non molto bene: dolcezza, leggerezza e ghiaccio mal si addicono al carattere di uno champagne. Ecco perché parlo di “esperienza”. Poi, tanto di cappello a Moët & Chandon per aver osato e aver fatto centro, visto che l’Ice Impérial ha fatto registrare numeri di vendita a sei zeri.

Invece, l’OtelloN’Ice ha dalla sua una diversa polpa, un frutto più intenso che soffre meno l’invasività del ghiaccio, inoltre non deve sottostare a paragoni con mostri sacri. Quindi piace immediatamente e senza troppi pensieri. Un consiglio, però: usate sempre ghiaccio a -20°C che si scioglie molto più lentamente e mettete anche 1-2 cubetti in più, sempre per fermare l’eventuale scioglimento.

Insomma, il vino è prima di tutto piacere? Bene, provate questa simpatica e innovativa declinazione del Lambrusco…

Cantine Ceci – tel. 0521/810252 – www.lambrusco.it 

3 commenti su “Un simpatico consiglio per l’estate? OtelloN’Ice, ovvero Lambrusco e ghiaccio”

  1. Buonasera Alberto, sono un suo lettore. Appassionato di vini e Champagne che bevo quando posso (sempre troppo poco!).
    Non credo di essere un “talebano” del vino e, saltuariamente, bevo anche l’Otello di Ceci. Non ne vado matto ma un bicchiere lo bevo volentieri.
    Ma questo Otello ON’I anche no. O meglio: no, non mi interessa. Come d’altro canto non mi interessano gli esperimenti simili di Lanson e Moet.
    Attenzione, non li sto criticando, li capisco benissimo: sono delle operazioni studiate attentamente per penetrare altre fasce di mercato cercando , giustamente, far cassa.
    Ma se parliamo di vino da appassionati come siamo sicuramente io, te e tanti altri (che non sono certo i destinatari di questo tipo di bottiglie) allora no. Vini del genere non cercano la qualità, l’eleganza e la classe ma molto spesso scorciatoie (36% di zucchero) per “PIACERE” e, quindi, arrivare all’obbiettivo.
    Ti faccio i complimenti per il blog che seguo sempre con molta, molta invidia… 🙂

    G.

    1. Gentile Gabriele,
      analisi perfetta. Pertanto, da appassionato la capisco, ma, sempre da appassionato, ritengo che si debbano fare queste esperienze. Sia quella con Moet, sia quella con questa versione di Otello. Poi i vini potranno non piacerle, per carità, ma li avrà provati in prima persona. Tutto questo, beninteso, ammesso e concesso che non lo abbia già fatto, ma dalle sue parole mi sembra di no. Anzi, mi sembra che proprio non voglia…
      Poi, però, capisco anche che a volte il vino rischi di diventare troppo elitario e per questo i produttori cerchino nuove strade. In questo caso, hanno osato – e rischiato – ma il risultato finale ha fatto centro, visti i numeri di vendita, quindi come non apprezzare il loro coraggio? Consideriamo che avrebbero anche potuto fare… fiasco!
      Nel caso dell’OtelloN’Ice, inoltre, mi sembra che abbiano fatto un prodotto certamente gustoso e meno forzato del nobile Moet, e, tra l’altro, che non si distacca molto dall’Otello originale, detto tra noi anch’esso giocato tra elevato residuo zuccherino e acidità. Pertanto, magari lo provi e mi faccia sapere.
      Ciò fatto, io e lei continueremo comunque a incontrarci tra le magiche cuvée di champagne!
      Grazie dei complimenti e a presto

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