A lezione di Chardonnay con l’eccellenza del Blanc des Millénaires

verticale Charles Heidsieck Blanc des Millénaires

In occasione del Merano Wine Festival che si conclude proprio oggi, ho avuto l’onore di condurre una degustazione di Charles Heidsieck per conto di Philarmonica (presenti lo stesso Guido Folonari e Massimiliano La Rosa), che ha scelto per l’occasione sei champagne semplicemente magnifici: Brut Réserve, Vintage 2005 e 2000, Blanc des Millénaires 1995 e 1985, Charlie (œnothèque) 1985.

Bene, lascio i commenti e i giudizi sulla degustazione a chi è stato presente, da parte mia, invece, vorrei porre l’accento sul Blanc des Millénaires, che poi rappresenta l’attuale cuvée de prestige della maison di Reims. Che nacque quasi per caso…

Nel 1979, Joseph Henriot (all’epoca Charles Heidsieck era ancora di proprietà Henriot: tanto la mamma quanto la moglie di Charles-Camille erano delle Henriot) promuove chef de cave di Charles Heidsieck uno dei suoi più giovani enologi, Daniel Thibault: si rivelerà un autentico genio e sarà il primo di una generazione di grandi chef de cave capaci di abbinare talento ad abilità comunicativa, oggi tanto in auge. A ogni modo, a soli 29 anni, Daniel Thibault si trova chef de cave di una delle più importanti maison, anche se in un periodo di appannamento, ma dimostra subito di avere le idee chiare: stravolge il Brut Réserve, non prima di aver investito pesantemente sui vins de réserve, inizia a sviluppare un blanc de blancs da inserire in gamma, crea immediatamente la cuvée de prestige Charlie. A seguire, iniziano a lavorare con lui prima Régis Camus e poi Thierry Roset, che ne raccoglieranno il testimone dopo la sua prematura scomparsa nel 2002…

Daniel Thibault, chef de cave di Charles Heidsieck
Daniel Thibault, mitico chef de cave di Charles Heidsieck. A lui si devono la creazione del Charlie e del Blanc des Millénaires e il 1995 che stiamo ancora godendo è opera sua!

Passiamo al 1985, quando Rémy-Cointreau acquista Charles Heidsieck. Il gruppo è già proprietario di un nome d’eccellenza del calibro Krug e quando si rendono conto che il Charlie è ‘troppo buono’, ne decidono immediatamente la sospensione, visto che rischia di mettere in ombra l’immagine di assoluta eccellenza dell’altra maison… Fortunatamente, Daniel Thibault non si perde d’animo e, visto che, come abbiamo visto, stava già sviluppando un blanc de blancs millesimato, decide di estremizzare questo champagne per farne la nuova cuvée de prestige di Charles Heidsieck. Nasce così il Blanc des Millénaires, che debutterà sul mercato proprio con l’annata 1985. In realtà, questo champagne era nato con la vendemmia 1983, ma non era stato mai commercializzato perché si aspettava dal CIVC il benestare all’utilizzo del nome. Questo, infatti, prende ispirazione dalle crayères (millenarie, appunto…) e dallo Chardonnay (blanc), l’uva più preziosa di Champagne. Che, in questo caso, è selezionata in maniera paritetica in cinque Cru della Côte des Blancs ed esattamente: Cramant per la complessità, Avize per il carattere minerale e agrumato, Oger per la potenza e la densità della materia, ovvero la cremosità, Le-Mesnil per l’equilibrio generale e, infine, Vertus (l’unico classificato Premier Cru dei cinque) per la florealità e l’autenticità, ovvero la tipicità della varietà. Il Blanc des Millénaires matura in teoria non meno di dieci anni sui lieviti, in realtà le bottiglie di 1995 attualmente sul mercato hanno maturato tra i 15 e i 18 anni! Ecco, quando la maggior parte degli champagne top sul mercato sono targati tra 2002 e 2006, invece quello di Charles Heidsieck data ben 1995: “qui da Charles non abbiamo fretta!” mi diceva Thierry Roset durante la nostra ultima degustazione.

Blanc de blancs 1982
L’antesignano del Blanc des Millénaires, il Blanc de blancs 1982. È stato disponibile per alcuni anni a partire dal 2000 come “œnothèque”.

Bene, più riassaggio il Blanc des Millénarires 1995 e più lo trovo in crescita, tanto che i 94/100 della guida Grandi Champagne 2014-15 devo rivederli al rialzo almeno a 95/100 (il che porterebbe lo champagne nella categoria Miti). Ma in questa sede voglio parlare dei suoi tre predecessori, quindi del primo (1993) mai commercializzato, del secondo (1985, ora disponibile come œnothèque) e del terzo (1990). Vediamo.

verticale Charles Heidsieck Blanc des Millénaires
In occasione della mia ultima visita da Charles Heidsieck ho avuto la fortuna di assaggiare tutti i Blanc des Millénaires prodotti. Notare, nei primi due, la primissima versione dell’etichetta, poi cambiata diverse volte negli anni.

Blanc des Millenaires

100% Chardonnay, dosage 12 g/l

Charles Heidsieck Blanc des Millénaires 19901990

Olfatto elegantissimo, addirittura delicato, fresco sul versante degli agrumi, cremoso e dolce di pasticceria (ricorda il panettone) il tutto poggiato su tanta, tanta mineralità.
La bocca è ricca, ancorché finissima nella bollicina, compatta, dominata ancora dalla mineralità, fusa a note di agrumi confit. Soprattutto, questa bocca è incredibilmente fresca e disegna un vino di grandissimo equilibrio nel suo essere generoso, in ottemperanza all’annata.
Sul finale, peraltro eccezionalmente lungo, emergono, a completare questo bel quadro, spunti di caffè, tipici dei grandi champagne invecchiati. Bottiglia memorabile, tra le migliori in assoluto targate 1990.

Voto: 97/100

 

Charles Heidsieck Blanc des Millénaires 19851985

Naso curioso, per non dire proprio singolare… È, infatti, imperniato quasi insistentemente su note vegetali che ricordano i legumi, per poi virare lentamente verso il sottobosco. Può essere un po’ ridotto, ma l’attesa nel bicchiere non sembra cambiare le cose. Completamente diversa, invece, la bocca: piena, rotonda, succosa e levigata, soprattutto perfettamente integrata, al punto che la definirei “rigorosa”, con un frutto gustoso e piacevolmente acidulo (prugna), accompagnato all’imprescindibile mineralità, il tutto di rimarchevole lunghezza. Champagne di volume e di immediata coinvolgenza, per questo appagante.*

Voto: 95/100

* La bottiglia assaggiata a Merano era sostanzialmente simile, ma non così espressiva. Penso vada considerato il diverso dégorgement, ma soprattutto il viaggio: bottiglie così vecchie ‘soffrono’ il trasporto e andrebbero fatte riposare almeno un mese prima dell’assaggio.

 

Charles Heidsieck Blanc des Millénaires 19831983

Quest’annata, poco conosciuta ma eccezionale in Champagne, ci consegna un vino dall’approccio olfattivo certamente giocato sulle maturità, tra fico secco, spezie dolci, frutta sotto spirito e, via via, anche il miele. Insomma, sembra dimostrare gli anni, pur essendo al tempo stesso ancora vivissimo. Anche la bocca si muove su un versante maturo e dà l’impressione di essere sostenuta unicamente da un’acidità di stampo minerale. Per questo, appare leggera, per non dire addirittura magra. Lascia, però, una bella scia di mineralità, lunga e persistente, con una simpatica eco di frutta. Onestamente, visti l’annata e il blasone dell’etichetta, mi sarei aspettato di più, ma forse si tratta di una bottiglia un peu fatigué… A ogni modo, ha fascino.

Voto: 91/100

Thierry Roset e Alberto Lupetti
Chiudo questo articolo con un ricordo particolare dello chef de cave Thierry Roset, che ho avuto la fortuna di incontrare diverse e volte e, soprattutto, di degustare con lui. Addio Thierry, ci mancherai!
Gli champagne Charles Heidsieck sono distribuiti in esclusiva da:
Philarmonica – tel. 030/2279601 – www.philarmonica.it

6 commenti su “A lezione di Chardonnay con l’eccellenza del Blanc des Millénaires”

  1. Buongiorno sig.Lupetti,
    le pongo una domanda sul Blanc des Millenaires 1995, visto che sono entrato in possesso di recente di una bottiglia: si può conoscere la data di degorgement della singola bottiglia e se è sempre la stessa oppure le bottiglie sono degorgiate di volta in volta che vengono immesse sul mercato (visto che il 1995 è in commercio da qualche anno)? Grazie .
    Siete fantastici!!!

    1. Grazie!

      No, non è possibile, se non dal codice sul tappo. Comunque, se la bottiglia è piuttosto recente, credo si tratti di dégorgement dicembre 2014…

  2. Buongiorno Alberto,
    volevo farle una domanda riguardo al Blanc des Millenaires 1995, secondo lei avrà acquistato ancora punti rispetto agli iniziali 94punti attribuitigli? Ad oggi, a che punteggio potrebbe essere arrivato?
    Gli è capitato di riassaggiarlo ultimamente?
    A mio gusto personale è uno champagne che adoro, di grande piacere, uno dei migliori chardonnay in purezza se non il migliore, e ne conservo gelosamente varie bottiglie in cantina. Tra l’altro sabato in occasione di una serata speciale ne aprirò probabilmente una bottiglia, che evoluzione avrà avuto secondo lei?
    Lei a cosa lo abbinerebbe, come antipasto vicino a un Parmigiano Reggiano 24 mesi come lo vede?
    Grazie mille, come al solito tanti complimenti, attendiamo la nuova uscita della guida.
    Un grande Saluto

    Elia

    1. Più il tempo passa, più l’annata 1995 rivela tutta la sua magnificenza, mettendo anche in fila la tanto (troppo…) osannata 1996. Oggi il BdM 1995 è monumentale, uno champagne da 95/100, forse anche 96/100.
      Con il Parmigiano Raggiano? Credo che con 30 mesi di montagna sia una goduria…

      Grazie dell’attesa. la guida procede bene e posso sbilanciarmi a dire che sarà ancora migliore!

      1. Alberto, quindi, non posso non notare che secondo lei il BdM 2004 sia nettamente più buono del 1995, visto che in guida (ed all’esordio!) gli ha attribuito il punteggio di 97.
        Cosa mi può dire a riguardo?
        Io non ho assaggiato nessuno dei due, ma ho in cantina un paio di bottiglie del 2004 per l’invecchiamento…

        1. Ho stappato il BDM 1995 due giorni fa in una super serata degustazione.
          L’ho abbinato al Parmigiano Reggiano, come suggeriva anche Alberto, e un velo di aceto balsamico 40 anni, che dire, un monumento al piacere.
          BDM in ottima forma con sfumature evolute, una bellissima pasticceria e una nota caramellata davvero splendida. Bocca piena, lunga ma con ancora freschezza e acidità.
          A mio parere e gusto, ha superato in serata altri champagne di altissimo livello.
          Lo preferisco al 2004 perché mi piace bere indietro, con anni sulle spalle, a parte che credo siano tanto diversi tra loro.
          Sarei curioso di cosa ne pensa Alberto nel confronto di questi due.

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