Champagne Cristal: piacere regale

champagne cristal Louis Roederer

Vorrei iniziare una sorta di nuova rubrica dedicata finalizzata alla scoperta dei più grandi champagne. E, senza nulla togliere a tutti gli altri, inizio con lo champagne Cristal, non foss’altro perché la degustazione della gamma Louis Roederer della scorsa settimana per la nuova edizione (2016-17) della guida Grandi Champagne ci ha messo di fronte a due Cristal, blanc e rosé, semplicemente eccezionali. Godurioso il primo, monumentale il secondo e la cosa assume maggior valore se si considera che sono figli dell’annata 2007, tutt’altro che da ricordare, almeno sulla carta…

vendite champagne cristal in russia
Vendite Roederer in Russia: notare il grande volume nella seconda metà dell’800, pari a un quarto della produzione, e il crollo a seguito della rivoluzione del 1917.

Bene, cos’è dunque il Cristal? Per gli appassionati è la cuvée de prestige di Louis Roederer, per molti altri è uno degli champagne più famosi al mondo, per altri ancora è il simbolo del lusso, da ostentare nei locali alla moda… sigh, sigh, sigh! A ogni modo, fu creato da Louis Roederer II nel 1876 in esclusiva per lo zar Alexandr II. La Russia era storicamente un mercato importantissimo per la maison di Reims, che nel 1872 arrivò a esportare nel Paese addirittura 660.000 bottiglie, ben un quarto dell’intera produzione! Va notato che all’epoca Roederer produceva circa 2.500.000 bottiglie, quindi in un secolo e mezzo la produzione è cresciuta ‘solo’ di circa 1.500.000 bottiglie: se non è serietà questa… Inoltre, all’epoca Roederer era anche fornitore ufficiale della corte russa e gli zar amavano questi champagne, ciò nonostante, il suddetto Alexandr II, un po’ per differenziarsi da tutti gli altri (era pur sempre lo zar…), un po’ per gustare qualcosa di ancora migliore, chiese a Louis Roederer II di creargli uno champagne fuori dal comune. Nacque così questa cuvée di ferrea selezione che fu imbottigliata in un’esclusiva bottiglia di cristallo (da cui il nome: oggi non è più di cristallo, ma la trasparenza del vetro è rimasta). Un’altra caratteristica della bottiglia, poi, era il fondo piatto: questo fu espressamente richiesto dallo stesso zar per il timore che qualche servitore potesse nascondere nell’incavo un mezzo per attentare alla sua vita. Per questioni di tradizione, oggi la bottiglia del Cristal è ancora così e per questo motivo (garantire maggiore resistenza) è più pesante delle classiche bottiglie champenoise.

busto dello zar Alexandr II
Il Cristal fu creato nel 1872 da Louis Roederer II in esclusiva per lo zar Alexandr II: il busto di questi campeggia tuttora nella sede della maison.
bottiglia champagne cristal
Sua maestà il Cristal, prima esclusiva degli zar, poi cuvée de prestige di Roederer: gli appassionati ringraziano.
Camille Olry-Roederer
Se il Cristal viene rimesso in produzione e nel 1932 debutta sul mercato lo dobbiamo a questa grande donna: Camille Olry-Roederer, nonna di Jean-Claude Rouzaud, al quale passerà definitivamente il testimone nel 1975.

Dal 1872 il Cristal è rimasto ininterrottamente in produzione, anzi, ogni anno, il responsabile delle cantine della corte russa si recava a Reims per sviluppare l’assemblaggio del Cristal insieme allo chef de cave. Ma nel 1917, a seguito della Rivoluzione d’Ottobre, la monarchia in Russia scompare e il mercato dello champagne crolla. Per Roederer è un duro colpo, ma dal quel momento si concentra su quello che era il secondo mercato, l’America (che valeva quasi 400.000 bottiglie). Però la sfortuna sembrò accanirsi con la maison di Reims, perché nel 1929 ecco pure la celebre crisi economica… Però, alla guida di Roederer c’è Camille Olry-Roederer, vedova anch’ella, persona eccezionale, abilissima nelle relazioni nella cosiddetta alta società. Soprattutto, si rivela una figura importantissima per la maison (tra l’altro, suo nipote Jean-Claude Rouzaud riceverà il testimone proprio da lei), che prende in un momento di forte crisi e rilancia in maniera eccezionale. Infatti, passata l’ondata nera di Wall Street, costei pensa a come rilanciare le vendite e le viene in mente un’idea geniale: riportare in vita il Cristal e farne il nuovo top champagne di Roederer. È il 1932 ed è un successo, perché quella che era una cuvée esclusiva per lo zar diventa appannaggio del mercato. Questo champagne si afferma definitivamente negli anni ’50 e, per fortuna, il suo grande successo continua tuttora, essendo diventato una delle etichette simbolo dello champagne.

rémuage champagne cristal
Per il Cristal, il rémuage è tuttora manuale: le bottiglie sulle pupitre sono uno spettacolo…
Frédéric Rouzaud e lo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon
Gli artefici dell’eccellenza Louis Roederer e del Cristal oggi: Frédéric Rouzaud e lo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon.

Attualmente, il Cristal è uno champagne prodotto con le migliori uve di proprietà (45 parcelle, sempre le stesse, impiegate in parte o totalmente a seconda delle annate: è il Domaine Cristal) fermentate in legno per circa un quarto e con i vini che non svolgono mai la malolattica (salvo annate particolari come l’eccezionale 2008…), l’assemblaggio vede il Pinot Noir sempre prevalente sullo Chardonnay (a eccezione delle vendemmie 1988 e 1993), la maturazione sui lieviti dura poco più di 6 anni e, infine, il dosaggio è passato negli anni dai 12 g/l e oltre, ai 9-10 g/l degli ultimi anni, per approdare poi agli 8 g/l a partire dal Cristal 2009. Da parte mia posso dire che è veramente un grandissimo champagne, anche se per apprezzarlo al meglio sono necessari anni di cantina. Quanto? Beh, almeno cinque, ma l’optimum sarebbero dieci. D’altronde, lo stesso Jean-Claude Rouzaud, sesta generazione della famiglia, usava ricordare che gli champagne Roederer vanno invecchiati a lungo nella propria cantina, alla stregua di un grande Bordeaux. Posso dire, però, che forse le cose stanno un po’ cambiando, perché la mano dello chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon ci sta regalando Cristal un po’ più fruibili anche da giovani, come dimostrano annate come la 2004, la 2006 e, soprattutto, la 2007. Sarà che questo champagne sta man mano diventando biodinamico? Voglio ricordare che Roederer, con 70 ettari in tale regime (e la conversione in ‘bio’ dell’intero patrimonio a partire dal 2018), è il più grande biodinamico di Champagne e che il prezioso Cristal Rosé è già 100% da uve biodinamiche, mentre il Cristal lo è oggi per circa oltre un terzo, ma l’obiettivo di rendere anch’esso 100% da coltura biodinamica entro il 2020… è stato già raggiunto nel 2015.

champagne biodinamico
Il Cristal Rosé è prodotto con sole uve biodinamiche, mentre il Cristal ‘bianco’ lo è oggi per circa un terzo. Ma l’obiettivo è renderlo 100% biodinamico entro il 2020.

Dopo la degustazione Louis Roederer per la guida, ho scritto a Frédéric Rouzaud (settima generazione della famiglia del fondatore) e Jean-Baptiste Lécaillon per testimoniargli personalmente la mia ammirazione per l’eccellenza e la costanza di questa in seno alla gamma Roederer, ma soprattutto per far loro i complimenti per i due Cristal 2007. Beh, Lécaillon, dopo avermi ringraziato, mi ha detto che in cantina stanno maturando vini ancora e addirittura migliori, pertanto… ci sarà da divertirsi!

Già, perché poi sono arrivati il Cristal 2009 e, a giugno 2018, il Cristal 2008, veramente stratosferico. Non per vantarmi, ma sono stato il primo al mondo a tributargli 100/100 e per uno champagne al debutto è un risultato più che straordinario…

Cristal 2007
Ogni annata sempre meglio: il nuovo Cristal 2007 è goduria allo stato puro!
Gli champagne Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da:
Sagna – tel. 011/8131632 – www.sagna.it

14 commenti su “Champagne Cristal: piacere regale”

  1. Confermo ogni parola! Lo abbiamo degustato insieme ed è uno champagne eccezionale!! A questo punto aspettiamo gli altri vini nelle cantine Roederer! Ciao Alberto!

  2. Ciao Alberto … Io capisco che sia un ottimo Champagne e capisco anche che giustamente ognuno di noi ha le sue preferenze… Però è da un po’ di tempo che non si parla che di Cristal…. E sinceramente dopo un po (come tutte le esagerazioni) arriva la noia …. Naturalmente ê un mio umile parere ….. Grazie

    1. È vero, ma, dopo le degustazioni Louis Roederer per la prossima edizione della guida, mi è sembrato giusto (ri)parlarne, visto che tanto il Cristal 2007 quanto il Cristal Rosé 2007 si sono rivelati semplicemente eccezionali…
      Man mano parlerò anche di altri grandi champagne, tranquillo!

      1. Ne sono sicuro anche per la tua competenza sugli champagne ê grandiosa perciò mi sembra giusto usarla a 360 gradi…. Grazie e buon lavoro ….

  3. Buongiorno Dott.Lupetti.
    Premetto che sono assoluto profano in materia di champagne
    Avrei in mente di regalare una bottiglia di champagne per un’importante occasione e fino ad oggi ero in dubbio tra il cristal 2002 e 2004 ma leggendo oggi questo suo intervento riguardo al cristal 2007 sono ancora più in confusione.
    Cosa mi consiglia?
    Daniele

    1. Ah, bella domanda! 2004 piacere allo stato puro, 2002 da tenere per un grande domani, 2007 opulenza al limite del godurioso.
      Non dimentichiamo che, grazie alla progressiva crescita delle uve biodinamiche nell’assemblaggio, i Cristal si fanno sempre più “buoni”, se mi passa il termine. Per questo, anche in un’annata minore come la 2007 riesce a essere così “buono”… Che dirle? vada di 2007, che è pure più facile da reperire.
      E… mi faccia sapere!

  4. Buongiorno Sig.Lupetti, premesso che La seguo da molto tempo per le Sue straordinarie ed esaustive guide, mi trovo ora a scriverle per chiedere una Sua opinione. Assieme ad un amico degustatore, abbiamo ieri sera degustato un Cristal 2007 seguendo le indicazione della Maison di non raffreddare eccessivamente la bottiglia. Nell’insieme ci è sembrata un’ottima bottiglia ma un po’ troppo “semplice” nel gusto, sicuramente molto equilibrata ma scevra da quella complessità di sapori che ci si aspetterebbe (o per lo meno io) da una bottiglia così blasonata. Lei cosa ne pensa?

    1. Buongiorno a lei!
      Il Cristal 2007 lo trovo molto interessante in quanto è figlio di un’annata “minore”. Il risultato è uno champagne molto fresco e lineare, per questo potrebbe risultare apparentemente meno complesso di quanto ci si aspetterebbe. Soprattutto da giovane, perché non dobbiamo dimenticare che il Cristal è uno champagne che ha bisogno di anni per esprimersi al meglio. Quanti? Almeno una quindicina, proprio come un grande Bordeaux. Quindi, considerando che il 2007 è uscito alla fine dello corso anno…

      1. Grazie per la tempestiva e come sempre esaustiva riposta. Un’ultima domanda: nelle nostre degustazioni di bollicine utilizziamo sempre un universale Zalto (marchio a cui siamo molto affezionati) per avere più spazio all olfatto rispetto alla Flute, ma il perlage si disperde nettamente prima. Persistere con l’universale o convertirsi alla Flute?

        1. Prego!
          Beh, se ha letto Grandi Champagne e/o visto l’articolo su questo sito, saprà che a mio avviso non c’è miglior bicchiere per lo champagne dello ‘Champagne Wine Glass’ di Riedel, disponibile sia in versione soffiato a macchina (Veritas), sia nelle preziosa e pregiata versione soffiato a bocca (Superleggero). Provare per credere…

          1. Purtroppo mi sono perso questa precisazione nei vari articoli.. credevo di essere già al top con Zalto, ma vedrò di provare il Suo suggerimento! Grazie ancora!

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