40 anni di Belle Èpoque

È uno degli champagne più raffinati ma, purtroppo, non così noto, almeno in Italia, e nonostante la bottiglia finemente decorata lo renda molto riconoscibile. È la Belle Èpoque, la cuvée de prestige di Perrier-Jouët, caratterizzata dalla tipica bottiglia con anemoni ideata nel 1902 da Emile Gallé, esponente dell’Art Noveau. L’idea di una cuvée de prestige in casa Perrier-Jouët è, infatti, relativamente recente, ma poi il progetto di questo nuovo champagne top de gamme fu accantonato. Ma nel 1959 Mumm acquista Perrier-Jouët e alla maison di Reims va riconosciuto il merito di aver lasciato sempre la massima indipendenza al numero 26 di Avenue de Champagne a Epernay. Così Perrier-Jouët prospera e riscopre anche il progetto congelato quasi settant’anni prima: con la vendemmia del 1964 viene selezionato il migliore chardonnay di Cramant per dare finalmente vita alla cuvée de prestige, tirata in 11.000 bottiglie.

bottiglia originale di Belle Èpoque decorata dall’artista Emile Gallé
La bottiglia originale di Belle Èpoque decorata dall’artista Emile Gallé

Era nata la Belle Èpoque, caratterizzata proprio dalla bottiglia decorata sulla base del prototipo di Gallé: fu lanciata nel 1969 da Maxim’s. In quell’occasione, 500 magnum numerate furono donate agli affezionati della maison e oggi quello champagne, come vedremo più avanti, è semplicemente eccezionale.

Negli anni, poi, la Belle Èpoque è via via diventata un tipico assemblage champenoise, tanto che è una delle pochissime cuvée de prestige a impiegare non solo Chardonnay e Pinot Noir, ma anche Pinot Meunier. Con la massima semplicità, lo chef de cave Hervé Deschamps (il settimo nella storia di Perrier-Jouët) ne spiega il perché: “il Pinot Meunier ce l’abbiamo nei nostri vigneti qui vicino a Epernay, quindi è normale che lo usiamo…”.

Ma il forte legame con lo Chardonnay è tuttora simboleggiato dalla presenza costante del 50% nell’assemblaggio (al fianco del 45% di Pinot Noir e del 5% di Pinot Meunier). A proposito di vigneti, Perrier-Jouët possiede 64 ettari in totale, di cui 40 di solo chardonnay – ecco nuovamente sottolineato il legame della maison e della stessa Belle Èpoque con la varietà -, tra l’altro con una classificazione media elevatissima nella scala dei Cru: 99,2%, un record. Alla fin fine, però, tra le cuvée de prestige, o meglio, tra i grandi champagne, la Belle Èpoque è quella meno usa alle luci della ribalta, forse perché la sua eleganza estrema, la sua finesse, la sua grande longevità la rendono appannaggio dei veri connaisseur.

Magnum di Belle Èpoque in cantina
Magnum di Belle Èpoque in cantina

Un po’ come il suo creatore Hervé Deschamps, chef de cave di raro talento e abilità, ma fin troppo riservato. È lui ad aver firmato tra le annate più belle di Belle Èpoque, che plasma selezionando le uve e poi fermentandole in piccoli tini in acciaio per Cru e parcelle. Deschamps poi seleziona i vini all’assaggio e, lasciandosi guidare dal solo intuito, compone l’assemblaggio definitivo senza ricorrere a quelli di prova.

La verticale di Belle Èpoque

All’assemblaggio di questo champagne concorrono i Cru di Cramant, Avize, Le Mesnil-sur-Oger, Oger, Mailly, Aÿ, Ambonnay, Mareuil-sur-Aÿ, Dizy and Venteuil; i vini svolgono sempre la malolattica e dopo il dégorgement viene applicato un dosaggio di 9 g/l al formato bottiglia e 7-8 g/l a magnum e jéroboam. A proposito di quest’ultimo, per la rifermentazione si utilizza una quantità minore di zucchero (18 g/l anziché 24) e la maturazione sui lieviti si protrae per 10 anni (contro i 7-8 degli altri formati) con la bottiglia chiusa con il tappo di sughero.

Belle Èpoque 2002
La prima Belle Èpoque del terzo millennio coincide con un’annata eccezionale: 2002

2004. L’ultima annata di Belle Èpoque la trovate recensita nella guida Grandi Champagne 2012.

2002. Il primo del nuovo millennio, figlio di una grande annata: uve mature e con buona concentrazione; le notti fresche hanno preservato l’acidità. Ha un naso fresco, non molto intenso ma nobile, complesso, giocato su toni dolci e floreali con una punta agrumata e un fondo rinfrescante di mineralità. Bocca potente, nettamente minerale nello sviluppo, con ritorni floreali e polpose fruttosità che si fanno più evidenti sul finale, pur se su un versante ancora non perfettamente maturo che, così, rispecchia le condizioni attuali del vino.
Voto 90/100 (bottiglia)

1998. Annata dall’andamento fortemente contrastato che alla fine ha portato a quella che è ricordata come una grande vendemmia. Ancora 4.700 esemplari in cantina, dégorgement a fine 2010. Naso asciutto e profondo, molto tostato, di fondo minerale. Bocca perfettamente simmetrica, forse ancora più asciutta (mineralità gessosa) e vibrante di energia. Riveste letteralmente il palato, più in ampiezza che in profondità. Finale fruttato e agrumato, nuovamente minerale, freschissimo e molto persistente.
Voto 91/100 (bottiglia)
Voto 93/100 (magnum)

1996. L’annata del 10/10 tra alcol e acidità, mai successo prima in Champagne. Ha un approccio olfattivo che, nonostante appaia quasi timido, denota complessità. È rotondo e levigato, fruttato e minerale, sinuosamente tostato. E freschissimo. Che poi è la prima sensazione che si ha all’assaggio, ma l’acidità non è mai né dura, né scomposta, per questo il vino è fine ed elegante, con una bella chiusura sui toni agrumati e ancora minerali. Champagne complesso, dal dinamismo fantastico. Ed è ancora in lenta evoluzione…
Voto 93/100 (bottiglia)
Voto 96/100 (jér.)

Verticale Chamapgne con magnum e jéroboam
Questa profondissima verticale ha visto alternarsi bottiglie, magnum e perfino jéroboam

1995. Molta pioggia e poco sole per un’annata contraddittoria. In vendemmia si son dovuti selezionare i grappoli per fare qualità, raggiunta con vini di grandissimo equilibrio. È il primo assemblaggio per Hervé Deschamps come chef de cave. Olfatto “appuntito” di impronta citrina, ancora un po’ chiuso come i ‘95 oggi, ancorché evidentemente ricco. Ha rotonda fruttosità tendente al dolce, spunto di erbe aromatiche e fondo minerale. Palato grasso, intrecciato tra dolcezze di frutto e mineralità, che dona allungo e vivacità. Ha corpo e ricchezza, ampiezza e profondità. È un gran vino, ma deve ancora rivelarsi completamente.
Voto: 92/100 (mag.)

1990. La vera grande annata in Champagne: ha saputo dare qualità e quantità (la terza in volume dopo ’82 e ’83). Uve sane, perfettamente mature e quindi ricche di zuccheri per vini generosi ed equilibrati. Naso fine e ricca di materia, delicatamente tostata, decisamente fruttata e con. Sembra poco immediata perché elegantissima… La frutta segna l’attacco in bocca, per un vino largo e fitto, rotondo e grasso, finanche cremoso, ma con l’acidità citrina a dare uno slancio sapido e gustoso. Chiusura minerale e tostata. Ottimo ed elegante. Significativa differenza tra bottiglia e jéroboam.
Voto: 90/100 (bot.) – 94/100 (jér.)

1989. Una delle tre grandi annate consecutive, anche se la vendemmia fu problematica, con ossidazioni dopo la pressatura. L’olfatto evidenzia una curiosa espressione di frutta secca, spezie, ma anche spunti di albicocca disidratata su un fondo di maturità. È “one off”… Palato pieno e rotondo, che si espande subito sulle laterali prima su note verdi e poi con una marcata mineralità che asciuga e rimane così, insieme a note di frutta esotica, fino al finale. Lunga sensazione di asciuttezza. Molto Belle Èpoque e molto da pasto.
Voto: 90/100 (jér.)

1985. Annata gelida, per Hervé eccezionale, soprattutto molto elegante; comparabile alla 1975, ma spesso posta ingiustamente dietro alla 1982. Naso ricco e sofisticato, denso e complesso, anche rotondo e fresco, disegnato da soffuse tostature, dolcezze di pasticceria e un tocco di erbe aromatiche, sul tipico fondo minerale. In una sorta di Dr. Jeckill e Mr. Hyde, invece, l’assaggio è completamente diverso: freschissimo e pieno di energia, slanciato da una grande acidità agrumata. Non è complesso come al naso ed è anche un po’ insistente a centro bocca, ma è eccezionale, concentrato e gustosissimo, coinvolgente. Lunghissimo finale cremoso di florealità e mineralità. Intrigante al limite dell’irresistibile.
Voto: 96/100 (mag.) – 97/100 (jér.)

Champagne colore dorato pallido del Belle Epoque
Notare la perfetta tenuta del colore, sempre dorato pallido, anche con le annate più vecchie.

1982. Vendemmia su eccellenti livelli qualitativi (e quantitativi) che ha valorizzato uno chardonnay abbondante e potente. Espressione olfattiva poco immediata, ma molto elegante e fresca, giocata sul tipico intreccio fruttato/minerale su fondo di tostature e un leggerissimo richiamo fungino. La bocca, invece, è immediatamente molto integra e di eccezionale freschezza e pulizia. Ripropone i riconoscimenti olfattivi, ma con maggiore accento sulla mineralità. Non ha la ricchezza del 1985, ma stupisce proprio per la freschezza (ha trent’anni…) e la tensione. Ed è esaltato – ed esalta – dallo chardonnay. Bel vino, ma meno tattile dell’85.
Voto: 92/100 (mag.) – 95/100 (jér.)

1978. Millesimo dalla resa bassissima (per la Champagne… 75 q/ha) e dall’elevata acidità (11,1 g/l). Ha un olfatto denso e burroso, maturo al limite dell’ossidato. Giocato, così, su note di toffee, caramello e torrefazione. La bocca, invece, appare più integra, addirittura vivace di mineralità e sapidità. È asciutta e non molto profonda, ma sorprende per la freschezza, insospettabile al naso. Chiusura agrumata, quasi di limone confit.
Voto: 93/100 (jér.)

1975. Annata di bassa resa ma di vini ricchi ed eleganti. Prima Belle Èpoque in jéroboam. Nelle cantine Perrier-Jouët ne sono rimasti, dopo questo, soltanto due esemplari. Naso fine, di dolci speziature, torrefazione, un accenno di burro alle erbe e una sensazione fumè. Molto affascinante. Assaggio pieno e rotondo di materia, di bella freschezza e vivace mineralità che tende quasi ad asciugare. Il vino ha tanta intensità, per questo sembra più esplosivo che teso e chiude molto persistente sulla scia degli agrumi confit. Un grande classico in grande forma.
Voto: 95/100 (jér.)

1971. Annata difficile – geli primaverili e grandine – ma di qualità e resa soddisfacente in vendemmia. Solo due magnum rimaste nelle cantine. Probabilmente non ha completato la malolattica. Olfatto maturo ancorché ben lontano dall’evoluzione, molto elegante e imperniato su note dolci e spunti fungini. Assaggio cremoso anche per via di una gran bella bollicina. Il ritorno acido lo rende poi più coerente con l’olfatto, anche se il vino rimane un po’ incanalato. Finale sapido di mineralità pietrosa. Particolarmente vinoso, molto… british style.
Voto: 90/100 (mag.)

verticale belle epoque
La Belle Èpoque ha debuttato nel 1964 come blanc de blancs e oggi è arrivata all’annata 2004 mantenendo invece un assemblaggio di tutte e tre le varietà. Ma con lo Chardonnay sempre protagonista

1964. Annata equilibratissima, dalla maturità perfetta ma dall’acidità bassa per il primo Belle Èpoque: un blanc de blancs prodotto in 11.000 bottiglie e figlio di un’annata. Approccio olfattivo davvero bello! C’è maturità, certo, ma non stanchezza. Note burrose, filo di vegetale e, soprattutto, rotonde dolcezze e mineralità. Molto borgognone… Bocca cremosa, ben supportata da una bollicina delicata. Il vino è pieno, quasi materico, sorretto da un’acidità fusa e diffusa. Dolcezze di caramella mou e crescita succosa che porta a un finale molto sapido e minerale, lunghissimo. Splendida fotografia di Cramant, nel segno dell’opulenza.
Voto: 97/100 (mag.)

Gli champagne Perrier-Jouët sono distribuiti in esclusiva da:
Marchesi Antinori, tel. 055/23595, www.antinori.it

31 commenti su “40 anni di Belle Èpoque”

    1. Grazie, Angelo, mi fa molto piacere. In effetti, verticali del genere sono molto rare anche in Champagne, ma questa assume ancor maggior valore perché scolpisce la storia di un grande ed elegantissimo champagne che meriterebbe maggiore considerazione

  1. Davvero eccezionale questa verticale!!! Le chiedo un consiglio ho una bottiglia di Belle Epoque 1973 che pero’ e’ un po evaporato,il tappo non ha tenuto perfettamente e il vino sembra scuro anche se il verde della bottiglia potrebbe ingannare sull’ effettivo colore. E’ il caso di provare a berla comunque o tanto vale tenerla da collezione? Grazie Saluti

    1. Grazie, in effetti è stata un’esperienza unica.
      Devo confessare che la 1973 è l’unica Belle Èpoque che mi manca, ma so che si tratta di uno champagne eccezionale. Nel suo caso, però e purtroppo, ho paura che si tratti di una bottiglia oggi solo da collezione…
      Buona serata

    1. Buonasera,
      ma di Perrier-Jouët intende il Brut Millésime, non più prodotto, o la Belle Èpoque? Nel primo caso parliamo di una bottiglia da 120-160 euro, nel secondo di una da 280-350 euro. Se correttamente conservata, non è buona, ma… buonissima da bere!
      Saluti

  2. Illustre Alberto salve, qualche anno fa mi sono regalato un paio di Belle Epoque ’96….penso a quelle bottiglie e mi dico, peccato che le abbia già finite….a presto

  3. Salve, vorrei sapere il valore di una bottiglia anno 1990 di Champagne Perrier-Jouet Belle Epoque conservata in buono stato, grazie

  4. Buona sera Alberto,
    Qualche giorno fa, sistemando la cantinetta dei vini di mio padre, è saltata fuori una bottiglia di belle epoque perrier joulet del 1995 con relativo calice dipinto.
    Che valore potrebbe avere oggi questa bottiglia? Considerando che è stata conservata bene in questi anni, mi consiglia di provare ad aprirla e gustarla oppure di continuare a conservarla?
    Grazie mille
    Adriano

    1. Oggi gli champagne del 1995 sono nella loro fase di grande espressività, pertanto, fossi in lei, me la godrei alla prima occasione…

  5. Salve io sono in possesso di un magnum di belle epoque del 1996 vorrei sapere se può darmi un valore a questa bottiglia tenuta in una cantina di 50 anni al buio con temperatura costante… Grazie

        1. Ma certo! Volendo, anche diversi anni, ma sta a lei trovare il momento giusto. Magari quando… ne avrà semplicemente voglia

  6. buongiorno,
    sono in possesso di una confezione jeau perrier belle epoque anno 1985 composta da bottiglia champagne 75 cl + 2 bicchieri decorati con fiori + ciotola vetro decorata con fiori.
    E’ possibile conoscere il valore ?
    Grazie

    1. Buongiorno, si riferisce alla Belle Èpoque 1985 di Perrier-Jouët in una confezione regalo (la maison, negli anni, ne ha fatte diverse). Si tratta di un eccellente champagne di una grande annata, pertanto direi 420-470 euro.

  7. Buonasera Alberto , ieri curiosando in cantina alla ricerca di un buon champagne ho trovato insieme ad un amico due bottiglie di perrier jouet 1975 , una l’abbiamo aperta , e ti devo dire con grande stupore che il colore d’orato , l’intensità e gli odori di questa bottiglia perfettamente conservata hanno sedotto i miei sensi , tanto da farmi valutare l’idea di acquistarne almeno altre due. Sono un po disorientato , per non dire ignorante , sul prezzo . Che valutazione potrebbe avere questa bottiglia ? Colgo l’occasione per augurarti una felice Pasqua . Un saluto

    1. Buongiorno,
      quando dico che lo champagne migliora con il tempo… E quando dico che la Belle Èpoque ha proprio bisogno di questo tempo… Però, 1975 significa 40 anni e, oggi, reperire bottiglie del genere non è facile, anche perché dovrebbe avere la garanzia di un’ottimale conservazione, onde evitare delusioni. Pertanto, dovrebbe rivolgersi a wine-merchant specializzati, spesso e volentieri inglesi, o imbattersi in colpi di fortuna rappresentati da enoteche che hanno conservato bottiglie così vecchie… Il prezzo? Purtroppo la BE non strappa prezzo altissimi: per una bottiglia di 1975 originale siamo sui 400 euro.

  8. Salve sono in possesso di una bottiglia di champagne Perrier-Jouët del 1973. Sull’etichetta in prossimità del tappo c’è scritto “Special Reserve”. Si tratta comunque di una bottiglia Belle Epoque? Mi sembra perfettamente conservata. Che valutazione potrebbe avere?
    Saluti

    1. Salve,
      a quanto ne so, la dicitura Special Réserve era riservata ai formati maggiori (magnum e jeroboam) di alcune annate di Belle Èpoque, se non ricordo male 1973, 1979, 1982 e 1985… Nel suo caso, però, mi sembra si traditi una bottiglia, vero? Che potrebbe valere sui 350-400 euro se ben conservata…

  9. Buonasera rovistando per mettere in ordine nella cantina di famiglia ho trovato una Perrier Jouët Cuvée Belle Epoque del 1964. La bottiglia è in perfette condizioni (considerando gli anni). Vorrei capirne più o meno il valore. Purtroppo io di champagne poco ne capisco ma leggendo un po’ in giro mi sembra di capire che quella del 64 è un annata particolare e ricercata. Qualcuno di voi potrebbe aiutarmi?

    1. Accidenti! Beh, si tratta della prima annata di Belle Èpoque, quindi un pezzo storico, da collezione. Se ben conservata come dice, vale non meno di 1.000 euro…

  10. Possiedo una bottiglia di Perrier Jouet del 1971 con due calici decorati ed un portacenere decorato con anemoni bianchi.
    Ancora intatta. Fu comprata direttamente in Francia
    Per favore vorrei sapere il valore di tutta la confezione. Grazie

        1. Allora, dando per scontata una conservazione ottimale, la bottiglia in sé vale sui 300-350 euro, ma il cofanetto di cui parla non saprei. Anche se non credo possa far salire di molto il valore della bottiglia stessa…

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