Tesi – con lode – sul Lambrusco

vini Lini 910

Vania torna a parlarci di bollicine della sua terra, l’Emilia. Qualcuno trova che il Lambrusco possa stonare in questo palco dedicato al 99% allo champagne, ma credo che nella sezione ‘Non solo Champagne’ sia un crimine non parlare di un vino che sta vivendo ben più di una riscoperta. Stavolta, poi, Vania ci porta nel mondo del Lambrusco con una cantina che conosce benissimo e che è stata appena esaltata da un celeberrimo magazine americano…

Buona Pasqua a tutti!

Alberto Lupetti

Sono passati solo due anni dalla prima volta che, ospite della cantina Lini di Correggio, ho assaggiato il loro ormai noto Metodo Classico Rosso Millesimato. Un ricordo bene impresso nella mia mente (e nel mio palato…) per la sorpresa che provai nel degustare un Lambrusco così particolare e rivoluzionario. Ho poi avuto modo di assaggiarlo una seconda volta nell’autunno scorso e, dopo l’ennesima conferma, lo proposi alla commissione dell’Osservatorio del Lambrusco, il cui curatore e mio grande amico è l’esperto Matteo Pessina: colto dal mio stesso entusiasmo, decise all’istante di istituire per questa bottiglia un nuovo riconoscimento, il ‘Premio per la Ricerca e l’Originalità’.

Un’originalità che non è passata inosservata neanche a Wine Spectactor, che ha inserito la stessa cantina tra le prime 100 migliori d’Italia, proponendo in degustazione proprio il Metodo Classico Rosso Millesimato 2004 da uve Lambrusco Salamino. Non posso descrivere l’orgoglio che ho provato sfogliando questa Bibbia dell’enologia da più di 2 milioni di lettori e vedere la stessa Alicia Lini sotto il titolo: “Revolution in Emilia Romagna”. Sensazionale direi: un Lambrusco a me così caro sul palcoscenico del vino più importante al mondo!

famiglia Lini
La famiglia Lini oggi alla guida della cantina di Correggio, fondata da Oreste poco più di un secolo fa.

Insomma, è proprio il caso di parlare di rivoluzione: un Lambrusco che vanta così tanti anni sui lieviti è una cosa che non si era mai vista né sentita. E così si aprono nuovi scenari su un vino, il Lambrusco, che non è più solo quello che conosciamo: vinoso, fragrante e dai profumi di fragolina di bosco, sì, ma che può essere anche evoluto, complesso, stratificato, profondo. E, soprattutto, elegantissimo. Poi, che questa rivoluzione arrivi da una cantina come Lini, non stupisce più di tanto. Di antiche origini, Lini nasce nel 1910 con Oreste e oggi siamo già alla quarta generazione della famiglia. Di questa tradizione familiare se ne respira tuttora il senso, nonostante la cantina si sia negli anni strutturata con strumenti e processi di altissimo livello tecnologico: una visita da Lini ha tutto il sapore dell’Emilia. Merito dell’accoglienza straordinaria di questa famiglia ‘correggese’, ma anche delle spettacolari Acetaie dove giacciono in un silenzio quasi sacrale le mille botti di Balsamico. Per non parlare delle cantine, dove file e file di bottiglie di Metodo Classico riposano sulle pupitre e l’energia che questo fermento di persone, lieviti e idee ti lascia addosso.

In oltre cent’anni di storia aziendale, la famiglia Lini di Correggio ha giocato un ruolo strategico per rilanciare le sorti delle bollicine emiliane, ruolo che oggi si fa ancor di più significativo: con un vigneto di tutto rispetto (25 ettari nella pianura reggiana), un’ampia rete di conferitori (anche selezionati dall’Oltrepò Pavese, da dove arriva il Pinot Nero) e una cantina ben attrezzata, il marchio Lini910 ha costruito la sua fortuna proponendo la continua ricerca della bollicina perfetta, ormai posizionata in maniera invidiabile sui mercati nazionali e internazionali. La tecnica si lega all’artigianalità e ogni etichetta viene seguita lungo l’intera filiera con attenzione e passione. La batteria di vini che ne risulta è formidabile: Lambrusco da Metodo Charmat e da Metodo Classico, Lambruschi millesimati, Cuvée, fino ai blanc de noirs a base di Pinot Nero. Difficile, tra le diverse tipologie prodotte, scegliere il proprio da… “Coup de Cœur”.

Un orgoglio per noi emiliani che, dopo un passato fatto di errori e operazioni commerciali non felici, vediamo restituire finalmente dignità ma soprattutto autenticità a un vino così popolare qual è il nostro Lambrusco. Un vino, come spiega Alicia, che fino a pochissimo tempo fa era ancora considerato poco “cool” ma che ora è diventato prestigioso e presenzia nei migliori wine-bar e ristoranti di New York. Il giusto riconoscimento per un vino trasversale, contemporaneo, intrigante, spensierato e sincero, proprio, ça va sans dire, come noi emiliani.

abetaia Lini
Non solo vino: Lini è anche Aceto Blasamico Tradizionale, di Reggio Emilia. Ecco la splendida acetaia.

Nei giorni scorsi, insieme all’appassionato a amico Thomas Rossi della famosa Clinica Gastronomica Arnaldo e Agnese Spinelli, giornalista e autrice del bellissimo libro dedicato proprio al Ristorante di Rubiera, abbiamo deciso di tornare a trovare i Lini, (le visite da loro creano dipendenza, sappiatelo!). Tra noi era presente anche Fabio Lini, enologo, ma soprattutto grande appassionato e conoscitore di Champagne. Con lui abbiamo riassaggiato insieme i Blanc de Noirs, i vari Lambrusco e il mitico Metodo Classico Rosso Millesimato 2004, brindando e sentendoci anche noi parte di questa revolution in Emilia Romagna.

Metodo Classico “Pas Dosé”

lini-910-4-metodo-classico-pas-dose100% Pinot Nero
Giallo paglierino e dai riflessi dorati, è intenso, luminoso e sprigiona da subito profumi dolci, netti e purissimi di fiori bianchi, frutta come la pera, la mela golden e, all’innalzarsi della temperatura, note di cenere. L’ingresso al palato è fresco, succoso e in bocca è splendido, compatto, di una trasparenza straordinaria, con una bollicina carezzevole, fine e ben uniformata. La progressione è fatta di una materia grassa, purissima e fruttata, qui amplificata dall’assenza del dosaggio. Il finale è forse un po’ sfuggevole, ma rimane comunque piacevolmente fresco e rende desiderosi di un altro sorso.
Voto: 88/100

Metodo Classico Millesimato 2011

2011100% Pinot Nero
Calice dalla veste brillante nelle sue nuance paglierine dai riflessi dorati. Il profilo aromatico è opulento e di grande complessità, con note erbacee ma anche aromatiche, di alloro e timo. È un naso rinfrescante, stimolante. Al palato sfodera, invece, più maturità, morbidezza; è ricco e preciso, dallo sviluppo pieno e appagante, di buon equilibrio. Forse manca un po’ di tensione, ma poi è molto buona la persistenza sul finale.
Voto: 85/100

Metodo Classico Millesimato 2010

2010100% Pinot Nero
Di grande luminosità al calice, l’olfatto svela uno splendido corredo aromatico che gioca i registri delle note floreali, esotiche e solari, per poi virare su un frutto dolcissimo e una sottile traccia minerale. L’ingresso al palato è piacevole, dalla spinta acida ancora vigorosa, con sviluppo scalpitante, polposo e raffinatissimo allo stesso tempo. Un sorso dominato da sensazioni fruttate e saline, ecumenico e spensierato, da godere sia come aperitivo, sia a tutto pasto.
Voto: 85/100

Metodo Classico Millesimato 2009

2009100% Pinot Nero
Giallo oro intenso e luminoso, al naso è complesso, austero. Emergono immediatamente le note di frutta matura, i fiori gialli, gli agrumi quasi canditi, le erbe aromatiche e le nobili note fumé. Qui è il Pinot Nero, ben supportato dal dosaggio, a regalare densità, progressione, cremosità, avvolgenza e sfaccettature dai ricami agrumati e minerali. Nonostante rimanga un po’ in debito di slancio, lo sviluppo è comunque cremoso e progressivo, con finale lunghissimo.
Voto: 86/100

Metodo Classico Millesimato 2004

metodo classico 2004100% Pinot Nero
Di colore giallo paglierino intenso, al naso è molto maturo, contraddistinto da note di frutta gialla, scorza d’arancia candita e suggestioni fumé. La bocca è cremosa, densa e vellutata, lo sviluppo risulta potente ma leggermente monocorde. La freschezza, di matrice fruttata, sfiora il palato, accompagnata da slanci di matrice agrumata. Un sorso goloso e di buona persistenza gustativa. Grande a tavola.
Voto: 84/100

Metodo Classico Rosé Millesimato 2009

rosé 2009100% Pinot Nero
Colore elegantissimo, rosa cerasuolo con riflessi ramati. Al naso è estroverso e dal raffinato corredo floreale, con la rosa antica, il cassis e l’arancia, fino alla violetta e al tabacco. Il sorso è cremoso, succoso, pieno, di estrema freschezza con una bollicina in grado di mostrare slancio e vibrazione. Elegante e coerente nello sviluppo, la bocca è dominata dalle note sapide, che donano allungo e spessore.
Voto: 84/100

Lambrusco Rosé

lambrusco rosé50% Salamino, 50% Sorbara
Sicuramente uno dei più piacevoli rosé a base di uve Lambrusco mai assaggiato! Il colore è rosa ciliegia, bellissimo, invitante e luminoso. Profumatissimo e fragrante, percepiamo la fragolina, il lampone, l’arancia rossa e suggestioni floreali. Il sorso è caldo ma aggraziato, freschissimo, succoso e croccante, dal perfetto equilibrio e di una tenera purezza che appassiona. Piacevolissimo da aperitivo.

Voto: 85/100

Lambrusco Scuro

lambrusco scuro85% Salamino, 15% Ancellotta
Dal classico profumo vinoso, fruttato e floreale, con piacevoli note di erbe aromatiche all’innalzarsi della temperatura, porta poi a un sorso fragrante, di ottima freschezza, con uno sviluppo sapido e fruttato che si amplia con la progressione. Centro bocca sapido e asciutto, chiusura su note salate e amaricanti. Ecumenico e piacevole, facilmente abbinabile a tutto pasto.
Voto: 83/100

Lambrusco Metodo Classico “Gran Cuvée di Lambrusco”

gran cuvee di lambrusco100% Salamino
Lambrusco dalla bellissima veste color rosso rubino intenso e dai profumi complessi: si va dai frutti di bosco, al mirtillo, alla marasca e al floreale, con la viola. La bocca ripercorre le sensazioni olfattive, il sorso è pieno, intriso di succo, sfaccettato e ben integrato nello sviluppo. Finale floreale e minerale, giustamente asciutto, leggermente amaricante e lunghissimo.
Voto: 85/100

Metodo Classico Rosso Millesimato 2004

rosso 2004100% Salamino
Straordinaria interpretazione di un Lambrusco che ha riposato sui lieviti per anni, con la logica di un grande spumante e la fierezza di un grande vitigno: un Salamino in purezza in grado di miscelare finezza esecutiva, rusticità varietale e sapore di territorio. Presenta un colore rubino scuro intenso, con riflessi luminosi, vivi. L’olfatto è ‘chiaroscurale’: sfaccettato e ampio, dal taglio erbaceo e con un raffinato corredo floreale. L’attesa nel calice regala note di ribes, erbe officinali, rabarbaro, china, arancia scura, tamarindo, radice e spezie scure. Al palato è complesso, profondo e stratificato, con l’acidità ancora scalpitante, il tannino polveroso e dai toni dolci, la bocca sapida dalle abbondanti concessioni fruttate, che ricordano i frutti rossi e tutte le possibili declinazioni delle spezie. Il finale è accompagnato da una sapidità trascinante, senza mancare di eleganza. Appassionante, da accompagnare a grandi piatti di carne e non solo.
Voto: 90/100

www.lini910.it

1 commento su “Tesi – con lode – sul Lambrusco”

  1. Qui palpita la passione: articolo scritto benissimo, che ti scoli con nonchalance, proprio come i Lambrusco più scalpitanti. Continua così.

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