Gli strepitosi champagne Alexandre Filaine, ovvero il genio di Fabrice Gass!

champagne Alexandre Filaine

In champagne ci sono oltre 5.000 produttori (intesi come imbottigliatori, tra NM, RM e CM), ma ritengo che quelli veramente degni di nota non arrivino complessivamente a 150. E la quasi totalità di questi è stata oramai scoperta, nel senso che sono più o meno noti nonché più o meno reperibili in Italia. Poi, ultimamente, c’è qualcuno che sta cercando di proporre ‘nuovi’ nomi, ma vedo che si tratta di prodotti molto semplici il cui interesse è quasi unicamente giustificato dal prezzo. Voglio dire che sono vini onesti, ma solo se rimangono confinati dentro una fascia di prezzo altamente competitiva, altrimenti il loro rapporto qualità/prezzo non è più accettabile. Quindi, attenzione a chi vuole propinarvi un vino mediocre (ma a un prezzo spesso tutt’altro che mediocre…) cercando di convincervi che è buono solo perché “lontano, diverso dai soli nomi”…

Fabrice Gass
Eccolo, il grande Fabrice Gass, piccolo genio dello champagne e della Champagne. Nonché autentico personaggio…

Ciò premesso, posso dire di conoscere piuttosto bene la maggior parte di quei 150 di cui parlavo prima, ma non tutti: non ho questo ardire, anzi, lo lascio ad altri. Per questo motivo, può capitare che mi facciano assaggiare uno champagne che non conoscevo affatto e che… rimanga di stucco! È successo a gennaio dello scorso anno alla oramai celeberrima Salsamenteria dei Monti Parioli a Roma: il patròn, Roberto Mangione, mi approccia simpaticamente più o meno così: “voi co’ stì champagne delle maison, mo’ t’o faccio assaggià io uno champagne serio!” e mi versa nel bicchiere quello che poi scoprirò essere la Cuvée Speciale di Alexandre Filaine. Beh, rimasi a dir poco stupito e fu amore a prima vista! Così, mi misi alla caccia di questo produttore, lo contattai e, nonostante l’importatore italiano cercò di ostacolarmi (ancora non ho capito perché… Mah!), lo volli a tutti i costi nella nuova edizione di Grandi Champagne. Ma non solo: da quel momento ho visitato questa piccolissima realtà tutte le volte che sono stato in Champagne e con il tempo sono diventato amico del suo deus ex machina, Fabrice Gass.

bottiglie champagne per degustazione
Le bottiglie preparate da Fabrice per la nostra degustazione, nel classico ‘cestino’ champenois.

Fabrice è un autentico artista dello champagne, anzi è un genio perché i suoi champagne sono talmente buoni da risultare irresistibili e la cosa più confortante è che questo succede sempre. Mi spiego meglio. Sapete che il problema dei ‘piccoli’, soprattutto di quelli più artigianali, è la costanza qualitativa, pertanto è facile assaggiare un capolavoro oggi e incappare in una cocente delusione la volta successiva. Ebbene, devo confessare che gli champagne Alexandre Filaine avrebbero meritato punteggi un po’ più alti in guida, ma avevo in mente di giocarmi questa carta con l’edizione successiva. Temevo, infatti, proprio l’incostanza qualitativa figlia di questa estrema artigianalità. Invece… Beh, nel frattempo avrò visitato – e assaggiato – Fabrice almeno altre cinque volte e, tra champagne vecchi e recentissimi, devo dire che la qualità, anzi l’eccellenza è rocciosamente costante. Roba da grande maison!

Ma chi sono Alexandre Filaine e Fabrice Gass?

Siamo a Damery, nella Vallée de la Marne e questa piccolissima realtà (circa 5.000 bottiglie l’anno) è figlia del desiderio di Fabrice di produrre champagne per piacere. Piacere personale e… dei suoi – fortunati – amici. Poi, man mano, in diversi hanno scoperto questi champagne e si sono accorti che erano talmente buoni da dover inevitabilmente finire sul mercato, anche se la produzione ridottissima da un lato e il fatto che una parte di questa rimane comunque appannaggio di Fabrice e dei suoi amici dall’altro, rende la reperibilità non certo delle più facili. Ma, qualora vi capitasse di trovare una di queste bottiglie, non lasciatevela scappare per nessuna ragione: mi ringrazierete!

Fabrice Gass è uno champenois purosangue e ha lavorato per anni da Bollinger come dégorgeur. Oggi collabora ancora con la celebre maison di Aÿ, ma soprattutto vende parte delle sue uve e di quelle di suo cugino ad Ayala, per la quale si occupa pure di fare alcune pressature. I suoi vigneti si estendono per un solo ettaro e mezzo, suddivisi in sette parcelle, e la loro conduzione è tradizionalmente naturale e naturalmente tradizionale. Quindi niente chimica, ma neanche onanismi da biodinamica, il che significa intelligente rispetto della natura. Un esempio in tal senso: solitamente Fabrice lascia l’inerbimento tra i filari, ma, qualora la stagione si preannunci arida e calda (come nel 2015), toglie meccanicamente l’erba in modo da non far mancare alle viti il giusto nutrimento. Sempre a proposito di vigneti, sono piantati con tutte e tre le varietà classiche, quindi Pinot Noir (circa il 45%), Chardonnay (30%) e la parte restante a Meunier e gli assemblaggi riflettono più o meno queste proporzioni.

In cantina, strumenti come la pressa (da mezzo marc, quindi 2.000 Kg) e la macchina per il dosaggio sono state costruite dallo stesso Fabrice, la fermentazione avviene in barrique e tonneaux usati (quelli dismessi da Bollinger, con i più vecchi datati addirittura 1937!), la malolattica viene sistematicamente evitata… O meglio, spiega Fabrice che i suoi vini hanno pH molto bassi e per questo motivo la malolattica non viene mai svolta; questo pH basso è dovuto alla fermentazione in legno. Per completare il quadro, le maturazioni sui lieviti durano non meno di tre anni e rémuage e dégorgement (à la volée) sono rigorosamente manuali, effettuati dallo stesso Fabrice. I dosaggi, infine, sono piuttosto bassi, tra i 6 e i 4 g/l, quindi sempre da extra-brut.

barrique e tonneaux Alexandre Filaine
Le vecchie (anche 80 anni) barrique e tonneaux usate da Fabrice per la fermentazione e uno scorcio della cantina sotterranea, dove di vedono una pupitre e bottiglie ‘bouchon liège’ (Cuvée Confidence).

Le circa 5.000 bottiglie prodotte annualmente si articolano su tre etichette, due non millesimate e una sì, nata con la vendemmia 2007. Nel corso delle varie visite le ho assaggiate tutte più volte, anche con diversi anni sulle spalle, ma in questa occasione voglio raccontarvi la degustazione dell’ultima visita, proprio a casa di Fabrice, il mese scorso, presenti anche i miei oramai tradizionali compagni d’avventura Vania Valentini, Federico Angelini e Marcello Bergonzini. È stata una bellissima esperienza, ma soprattutto la conferma dell’eccellenza di questo ‘micro’ produttore, capace di rivaleggiare per qualità e piacevolezza con i più noti e affermati.

 

Alexandre Filaine Cuvée Spéciale base 2011 e base 2012
La Cuvée Spéciale base 2011 e base 2012 preparate… appositamente per la mia visita: grazie!

Cuvée Spéciale

45% Pinot Noir, 30% Chardonnay, 25% Meunier

Lo champagne classico di Fabrice, figlio di una vendemmia aggiunta di circa il 20% di vins de réserve della precedente. Tre anni sui lieviti e dosaggio sui 5-6 g/l. Produzione: circa 3.000 bottiglie più ‘qualche’ magnum.

Base 2011 – Lo trovate in guida. Riassaggiato, si conferma senza se e senza ma: croccante, vibrante, gustosissimoa nella progressione, finanche ‘affilato’. E piacevolissimo: una bottiglia non basta. Come detto, in guida fummo troppo conservativi, quindi
Voto: 92/100

Base 2012 – Il nuovo assemblaggio, che sarà lanciato a breve. Fil rouge assolutamente evidente e integro già al naso, caratterizzato da una spiccata freschezza e una mineralità che ricorda la grafite, oltre a spunti agrumati che riportano al mandarino. Bocca succosa, gustosa, raffinata, soprattutto dinamica, perfino elegante. Forse questo ‘2012’ è meno grasso del precedente (ed è anche evidentemente più giovane…), ma più teso, vibrante. Appagante finale salino. Difficile dire se sia meglio l’uno è altro: è la medesima espressione dello stesso champagne, nel quale l’annata si avverte giustamente.
Voto: 92/100

 

Alexandre Filaine Cuvée Confidence

Cuvée Confidence

45% Pinot Noir, 30% Chardonnay, 25% Meunier

L’evoluzione, o meglio, l’estremizzazione del precedente champagne: stesso assemblaggio, ma maturazione più lunga sui lieviti (cinque anni) con la bottiglia chiusa con il tappo di sughero (bouchon liège) invece del classico in metallo. Purtroppo, la produzione si limita a sole 1.500 bottiglie.

Base 2008 – Anche questo lo trovate in guida. Il riassaggio ci ha confermato uno champagne di piacevolezza meno immediata, ma di maggiore complessità. È uno vino nel quale emerge ancora più evidentemente la grande materia, profonda e sofisticata. Bocca cremosa, addirittura giovane (l’annata alla base sappiamo qual è…), da capire, da apprezzare a poco a poco, allora ti conquista. E risulta così appagante.
Voto: 93/100

Base 2003 in magnum – L’olfatto si apre con note tra il fumé vero e proprio e il grigliato, oltre a una netta componente di pasticceria da forno (sembra proprio panettone), quindi torrefazione, frutta secca (nocciola), tanta mineralità e, più d’ogni altra cosa, una freschezza che ha dell’incredibile. Soprattutto se si pensa che è un base (90%) annata 2003! Questo naso veramente eccezionale, però, crea fin troppe aspettative che… poi non trovano puntuale conferma all’assaggio. Oddio, la bocca è anch’essa incredibilmente fresca, ma questa tende a essere un po’ troppo protagonista, con il risultato che la gustativa finisce per sfumare. Ciò nonostante è uno champagne elegante e finemente gustoso, che bevi e ribevi, ribevi ancora e ancora…
Voto: 91/100

Base 1999 in magnum (no vins de réserve, millesimato non dichiarato) – Il naso sembrerebbe ricalcare il precedente, se non fosse per maggiore spessore, densità, rotondità, oltre a un’innegabile profondità e una sensazione di grande potenza, ma ben controllata. Irresistibili note di torrefazione. Bocca ‘corposa’, ancorché perfettamente bilanciata da un’acidità ottimale e, ancora una volta, sorprendente (anche la 1999 fu un’annata calda) nella freschezza, per un risultato di coinvolgente rotondità e gradevolissima fruttosità. Alla fine, ci sembra meno austero del 2003, quindi più espressivo e articolato, per questo capace di portare a braccetto complessità e piacevolezza. Ad averne…
Voto: 94/100

 

Alexandre Filaine Sensuum Vertigo

Sensuum Vertigo 2008

55% Pinot Noir, 30% Chardonnay, 15% Meunier

Il nuovo champagne millesimato di Fabrice, che ha debuttato con l’annata 2007 (in guida) e ora prosegue con quest’altra grandissima annata, presto sul mercato. Ha maturato sette anni sui lieviti chiuso con il tappo di sughero (bouchon liège) prima di essere dosato a soli 4 g/l. Leggermente diverso l’assemblaggio, che pone un po’ più l’accento sul Pinot Noir. Purtroppo, la produzione è veramente bassa: 500 bottiglie.

Naso energico e fortemente minerale (roccia vulcanica e sale), al punto che in questo momento arriva addirittura a ‘chiudere’ il frutto, oltre a spunti di frutta secca (mandorla). Bocca tesissima e asciutta, di sviluppo sapido che sul finale si arricchisce di note di torrefazione. Champagne molto complesso e figlio di un’annata eccezionale. In questo momento soffre – giustamente – di un’evidente giovinezza, ma in futuro sarà grandissimo. Da cercare, accaparrare e dimenticare in cantina…
Voto: 94/100

Da tempo volevo presentare su LeMieBollicine questo produttore, ho solo aspettato un po’ in modo da avere un quadro generale ben chiaro, completo, attendibile. E il risultato è sotto i vostri occhi… L’unico problema, a questo punto, è che rischiamo di vedere sul portone di Fabrice lo stesso cartello che campeggia da tempo sulla porta di Anselme Selosse: “non si vende champagne”. Purtroppo la produzione è quella che è (le magnum di Cuvée Spéciale vanno addirittura prenotate un anno per l’altro!), ma la mia speranza personale è che si possa arrivare a una diversa distribuzione in Italia e, per questo, a una reperibilità un po’ meno complicata. Resta il fatto che siamo di fronte a una delle scoperte più piacevoli e a uno dei produttori in assoluto più interessanti della Champagne!

Bravo Fabrice, merci e… à bientôt!

Champagne Alexandre Filaine – Damery

10 commenti su “Gli strepitosi champagne Alexandre Filaine, ovvero il genio di Fabrice Gass!”

  1. Bevo gli champagne di Gass da 4 anni e sono stato personalmente due volte da lui. Forse significa che non mi ero sbagliato e fa piacere constatare che anche altri la pensino così.

  2. Ciao Alberto, é una mia impressione o molti produttori usano questi calici abbastanza (passami il termine) “bassi”?

    1. Purtroppo il famigerato “bicchiere ISO” è ancora molto utilizzato, soprattutto dai piccoli, ma anche da qualche grande. È un bicchiere molto tecnico che, a mio avviso, andrebbe bene solo per l’assaggio dei vins claris, ma… tant’è!

  3. Buonasera,
    Dopo sue recensioni sono passato da Damery e …. Ottima impressione della persona Fabrice e delle sue creature… Un paio di casse sono venute in Italia con me ma ahimè le magnum tanto agognate sono riservate ad un miglior acquirente …champagne beverini è molto piacevoli. Grazie per aprirci strade

  4. Ho scoperto questo champagne passando in rassegna le schede tecniche e devo dire che mi incuriosisce tantissimo.
    Vorrei davvero acquistarne una bottiglia per poterlo degustare ma, ahimè, non trovo il modo di poterlo ordinare.
    Chi mi aiuta?

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