Quando la Grande Réserve di Gosset sfida il tempo…

Champagne Gosset Grande Réserve

L’altro ieri, nell’ambito delle degustazioni della nuova edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, era il turno di Gosset. Per il panel erano presenti, oltre al sottoscritto, Federico Angelini, Alessandro Scorsone, Laura Paone e Marcello Bergonzini; ebbene, assaggiato il cavallo di battaglia della maison, la Grande Réserve, che posso anticipare esserci piaciuta veramente tanto, Federico propone non tanto un confronto, quando la degustazione curiosa dello stesso champagne, ma più vecchio. Era una bottiglia della sua riserva personale, con almeno sette anni sulle spalle, visto che aveva ancora il vecchio habillage. Dice di averne ancora due, oltre a questa.

Jean-Pierre Mareigner
Jean-Pierre Mareigner, chef de cave di Gosset dal 1983 ad aprile 2016, quando è prematuramente scomparso. A lui si devono bottiglie capolavoro come questa.

Gosset, il più antico produttore di vino in Champagne, produce oggi ben quattro sans année: il Brut Excellence, l’etichetta d’ingresso della gamma nonché l’unica con la bottiglia champenoise, il Grand Blanc de Blancs, erede – con non con pochi rimpianti… – del Célébris Blanc de Blancs, il Grand Rosé, buonissimo, che rappresenta ben il 30% dell’intera produzione, e, naturalmente, la Grande Réserve, vero fiore all’occhiello di Gosset e piatto forte, con il 40%, della sua produzione. Le uve provengono da 12 Cru con classificazione tra 93 e il 100%, la vinificazione avviene parte in acciaio, parte in legno, la malolattica è evitata al fine di esaltare la freschezza del vino e la complessità degli aromi; l’assemblaggio, infine, quota tra il 10% e il 25%, a seconda dell’annata base, di vins de réserve. Dopo il tiraggio, nella bottiglia replica di quella impiegata da Jean Gosset nel XVIII secolo, poi comune al resto della gamma (ma la sua forma ‘costringe’ a rémuage e dégorgement manuali…), lo champagne matura oggi tre anni sui lieviti, anche se qualche anno fa erano quattro, quindi come nel caso di questa vecchia bottiglia assaggiata…

Cantine Gosset
Le suggestive cantine di Gosset sotto la ‘nuova’ sede di Epernay.

 

Grande Réserve

bottiglia Gosset44% Pinot noir, 46% Chardonnay, 10% Pinot meunier
Naso denso, opulento, affascinante, senza perdere mai di eleganza. Ha grassezze di nocciola, nette note di torrefazione, spunti di cacao, di biscotto, anche di sottobosco. Notevole, veramente, quindi affascinante e attraente. La bocca ne rappresenta l’esatta trasposizione, ma con una freschezza ben diffusa e integrata che maschera l’età di questo champagne. No, meglio, stupisce perché ha note da grande champagne maturo, ma al fianco di una freschezza che, permetteteci di dirlo, è stupefacente. Così la bocca rimane rinfrescata e piacevolmente appagata da questa ricchezza. Una bellissima sorpresa. O, forse, sotto sotto ce l’aspettavamo?
Voto: 94/100

 

Gosset Grande Réserve
Confronto tra il vecchio e l’attuale habillage: va bene, il nuovo è molto moderno e lineare, ma volete mettere il fascino del vecchio? Voi quale preferite?

Va bene, lo dico: dopo la prima olfazione abbiamo tutti esclamato “accidenti, sembra una vecchia Grande Cuvée!” e, in effetti, ricordava tanto il celebre Krug di una ventina d’anni fa, salvo poi dimostrare meno energia, meno incisività in bocca rispetto a questa, ma ci sta. Insomma, una grandissima bottiglia, per buona pace di quanti ritengono che lo champagne non debba, non possa invecchiare, men che meno i non millesimati. Questo champagne fu assemblato da Jean-Pierre Mareigner, chef de cave dal 1983 e purtroppo scomparso prematuramente ad aprile dello scorso anno: è alla sua memoria che dedichiamo questa superba degustazione!

Gli champagne Gosset sono distribuiti in esclusiva da:
Gaja Distribuzione – Tel. 0173/635255 – www.gajadistribuzione.it

6 commenti su “Quando la Grande Réserve di Gosset sfida il tempo…”

  1. Per me grande Maison Gosset che scoprii anni fa in una serata intima di appassionati fra Deutz , Jaquesson , Beaufort e un certo Selosse , dove di alcuni si bevvero bottiglie state anni in cantina (Deutz e Gosset) e altre più fresche . Confermo quello che dice e concordo che ci sono tanti vini (perché poi lo champagne e’ vino giusto) di Maison che hanno una qualità dell’uva talmente elevata e una onesta’ verso il consumatore da produrre delle vere proprie chicche capaci nel tempo di dare sensazioni straordinarie . Però la qualità costa è un Gosset Grand Reserve costa quasi come un millesimato di molte altre aziende ma li vale tutti soprattutto se si può aspettarlo un po’ .

    1. Una piacevole sorpresa anche per me, ma l’ultimissima Grande Réserve – lo anticipo – anche se un po’ cambiata, ha una godibili eccezionale!

      1. Sto catalogando le bottiglie della mia cantina, circa 40, e dopo aver letto il suo articolo ho scoperto di avere un Gosset Grande Réserve con il vecchio “habillage” (riprendo la sua definizione). Vorrei un suo parere. Esistono collezionisti che potrebbero essere interessati? In attesa di una sua eventuale risposta le invio cordiali saluti.

        1. Buongiorno,
          avendo letto l’articolo avrà visto che non si tratta di una bottiglia vecchissima, inoltre si tratta di un non millesimato, quindi, a meno di edizioni limitate, non si può parlare di quotazioni da mercato ‘vintage’ o collezione. Pertanto, ipotizzando la corretta conservazione, il valore è pari a quello di una bottiglia attuale di Grande Réserve: 35-40 euro.
          Mi spiace…

  2. Salve,leggendo questi articoli,mi sono ricordata di avere anche io una bottiglia uguale a quella della sig.Rita….una curiosità ,la.mia bottiglia avrà 8 anni sarà ancora buona da bere?

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