Billecart-Salmon: tra novità e conferme d’eccellenza

vitigni Billecart-Salmon

I miei primi passi nel mondo dello champagne li ho mossi proprio grazie a Billecart-Salmon. Eravamo a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 e in un piccolo gruppo di amici – c’erano Federico Angelini e Guido Molinari, oggi con me nell’avventura della guida Grandi Champagne e non solo… – ci si vedeva nell’ufficio (almeno in teoria era tale…) del mitico Alvaro Stirpe. Essendo Alvaro agente Velier, lo champagne Billecart era di casa, così avemmo modo di apprezzarlo in approfonditamente. Considerate che all’epoca la maison di Mareuil (tra l’altro oggi una delle sole quattro ancora e ininterrottamente in mano ai discendenti del fondatore…) produceva circa 600.000 bottiglie ed erano i tempi del Brut Réserve con l’etichetta bianca (forse il miglior sans année, al tempo…), dell’NF abbigliato di azzurro, del Blanc de blancs Millésime vestito di giallo pallido, della Grande Cuvée; il Clos St-Hilaire non esisteva. Poi in Billecart è arrivato un socio, il finanziere Frey (ex Ayala), la produzione è improvvisamente e sensibilmente aumentata e per alcuni anni ci sono stati pure problemi con le uve: risultato Billecart ha perso lo smalto. Ma una maison del genere non poteva certo rimanere confinata a livelli lontani dall’eccellenza e così, anche grazie alla splendida mano dello chef de cave François Domi, ha piano piano risalito la china e oggi è tornata sui livelli di un tempo. O quasi: il Brut Réserve non è più lo stesso, ma è comunque un eccellente champagne, credo proprio tra i migliori classici cinque sans année, il Rosé si è fatto meno incisivo, va bene, ma champagne come il Brut Sous Bois, il Blanc de blancs sans année e Millésime, per non parlare del summenzionato Clos St-Hilaire e dell’inossidabile NF, sono veri pezzi d’opera dell’art champenoise! Li trovate tutti in Grandi Champagne 2016-17.

Antoine Roland-Billecart
Antoine Roland-Billecart, discendente dei fondatori e, insieme al fratello François, oggi al vertice della maison.

Così, nelle varie edizioni della guida Grandi Champagne abbiamo man mano visto Billecart riposizionarsi sui suddetti livelli di eccellenza. Ovviamente, non abbiamo assaggiato sempre tutte le cuvée (ben 11!), bensì solo una parte, le più diffuse e le più prestigiose, ma la visita dello scorso gennaio ha permesso di completare la gamma e provare anche le etichette meno note, nonché la nuova annata del top rosé Cuvée Elisabeth Salmon.

Appuntamento alla cuverie di Billecart, dove ci accolgono François Domi e il suo braccio destro. Saluti, una prima sfogliata alla guida e ci spostiamo nella sala di degustazione. Lo chef de cave ci dice che, come fanno sempre loro stessi, assaggeremo gli champagne a una temperatura più bassa di quella di degustazione, in modo “da avvicinarci agli usi del consumatore, che tendenzialmente assaggia così”. Bene, vuol dire che oltre alla parte tecnica avremo anche quella del… puro piacere.

cantine sotterranee di Billecart-Salmon
Le suggestive cantine sotterranee di Billecart-Salmon a Mareuil-sur-Aÿ: qui riposano autentici capolavori.
chef de cave François Domi
L’artefice della rinascita di Billecart, della sua evoluzione dei primi anni 2000: lo chef de cave François Domi. A mio avviso bravissimo.

 

Billecart-Salmon Extra Brut

Extra Brut

30% Pinot Noir, 30% Chardonnay, 40% Pinot Meunier
(base vendemmia 2012, 50% vins de réserve, dosage 0 g/l, dég. mar. 2015)
Naso agrumato, fine, fresco e soprattutto pulito, addirittura limpido. È pervaso da una bella fragranza e, man mano, si arricchisce di un ampio bouquet fruttato, anche tendente al maturo. Ancor più convincente la bocca, valorizzata da una bollicina elegante e un’acidità ben articolata. È ancora giocato su freschezza e pulizia, incisività ma mai spigolosità, con un allungo travolgente e una rocciosa persistenza in chiusura. L’aspetto più eclatante, però, è che più lo bevi e più ti piace, nel senso che all’inizio non ti cattura immediatamente, ma poi ti convince sempre più.
Voto: 90/100

Si tratta dello stesso Brut Réserve, ma senza dosaggio. Di solito, questa formula non funziona, ma in questo caso – incredibilmente – accidenti se non risulta vincente! Tra l’altro, si è trattato pure di un assaggio in anteprima, quindi con ‘solo’ due anni sui lieviti, ma lo champagne non era affatto spigoloso o tagliente. Una vera sorpresa. Da notare che è stato battezzato Extra Brut e non ‘dosage zéro’ o simile per poter avere mano libera in futuro, nel senso che se in occasione di una vendemmia sarà necessario aggiungere un minimo di dosaggio, beh, sarà possibile farlo. Bravi.

Per François Domi la 2012 è stata una bellissima annata per il Pinot Noir e il Meunier, soprattutto il primo, mentre lo Chardonnay ha denotato sentori di pompelmo e profili amaricanti un po’ distanti dall’eleganza delle note di limone. Si tratta di un’annata, comunque, che darà grandissimi millesimati.

A seguire, l’assaggio del Brut Réserve ‘base 2012’ (in guida c’è il ‘base 2011’), che, come detto sopra, si conferma oggi come un ottimo della categoria, quindi passiamo al classico millesimato, invero poco conosciuto all’interno della gamma Billecart e nato solo con la vendemmia 2004.

 

Billecart-Salmon Vintage 2006

Vintage 2006

75% Pinot Noir, 25% Chardonnay
(maloalttica parziale, 20% della fermentazione in barrique, dosage 3 g/l)
Approccio olfattivo accattivante, giocato sulle note ‘calde’ e fruttate tipiche dell’annata, delicatamente maturo, finemente tostato, nettamente minerale (craie), in un quadro molto ben riuscito in quanto ricco, pieno, energico. Palato addirittura esplosivo, più ampio che profondo, pulito, fresco, succoso, fruttato, perfettamente equilibrato sul fronte del dosaggio. Non ricordo il 2004 così convincente, invece questo 2006
Voto: 91/100

François Domi spiega che il Vintage è il risultato del desiderio della maison di “un millesimato più accessibile, leggero e fresco rispetto all’NF”. Beh, mi sembra che l’obiettivo sia stato perfettamente centrato!

La degustazione è poi proseguita con uno degli champagne di Billecart a mio avviso più riusciti, l’eccellente Brut Sous Bois. In guida trovate il ‘base 2008’ con dégorgement diverso rispetto all’edizione precedente di Grandi Champagne, mentre lo chef de cave ci fa assaggiare il ‘base 2007’ che uscirà a breve, quindi dopo il più giovane uscito prima. È grasso, complesso, agrumato, teso in bocca, asciutto al punto da non sembrare dosato a 7 g/l, gustosissimo. Da bere a secchi, sì…

Quindi è la volta di una di una delle top cuvée di Billecart, l’affascinante rosé millesimato Elisabeth Salmon, con la nuova annata. Nell’edizione 2014-15 avevamo amato il 2002 (per lo chef de cave il migliore mai fatto dopo il primo, il 1988), ma nell’edizione 2016-17 non eravamo riusciti ad avere in anteprima questo nuovo 2006: pace, eccolo!

 

Billecart-Salmon Cuvée Elisabeth Salmon 2006

Cuvée Elisabeth Salmon 2006

50% Pinot Noir, di cui il 9% in rosso, 50% Chardonnay
(il vino rosso è frutto di una vecchissima parcella – oltre 40 anni – di Mareuil esposta a sud, dégorgement apr. 2015, dosage 6 g/l)
Ha sempre fascino questo grandissimo rosé, anche in questa declinazione più ‘calda’ e matura che, in questo modo, rispecchia perfettamente l’annata. Il naso, carnoso ma elegantissimo, sa di agrumi (mandarino e scorza di arancia candita), di fiori rossi, di cipria, oltre a fini tostature e mineralità. Bocca vellutata, rotonda, ancora elegante, ben bilanciata da un’acidità prossima all’ideale, quindi fresca, di sviluppo ampio, con il tocco di maturità olfattiva tradito solo da un’ombra di miele. Finale idealmente completo, piacevolmente concentrato, su note di tamarindo e arancia amara. Sempre un grande rosé, molto raffinato, il che potrebbe renderlo meno immediato. Ma ci sta…
Voto: 94/100

Si conferma tra i migliori rosé di Champagne in assoluto. Tra i “top 5”, come ho detto in altre occasioni. Tra l’altro, sa mantenere intatta la sua identità nel rispetto dell’annata, pur se la sua raffinatezza, la sua nobiltà non lo rendono proprio per tutti. Ma forse neanche vuole esserlo… La tentazione di ricordare il fantastico, precedente 2002 è forte, ma bisogna avere la forza di approcciarsi a questo 2006 scevri da condizionamenti e godersi così questa bella interpretazione della vendemmia.

Una curiosità: sapete qual è il rosé che piace tanto al grande Anselme Selosse? Proprio l’Elisabeth Salmon

Cuvée Elisabeth Salmon 2006
Un grandissimo champagne e il suo creatore… Personalmente sono stato stupito dal fatto che questo eccezionale rosé non sia stato prodotto nel 2004, ma serve un grande vino rosso perché l’Elisabeth possa vedere la luce.

Gli champagne Billecart-Salmon sono distribuiti in esclusiva da:
Velier – Tel. 010/3108611 – www.velier.it

 

16 commenti su “Billecart-Salmon: tra novità e conferme d’eccellenza”

  1. Splendido articolo, come sempre, del resto, che mi rende ancor più felice, visto che di recente è entrata a far parte della mia modesta cantina, una bottiglia di NF del 1998. So che non è un particolare estimatore di questa particolare Cuvée, ma confido di aver fatto un buon acquisto e di trarne il giusto piacere.
    Ancora complimenti
    Giacomo

      1. In effetti e, come avevo già scritto in precedenza, consulto la sua guida quasi quotidianamente ed effettuo i miei acquisti in base ad essa. Tuttavia é proprio il post da lei citato che mi ha fatto pensare che preferisse il Blanc des Blancs all’NF. Ovviamente non ho mai pensato che lei non gradisse la Cuvée Nicolas François, ma semplicemente che non fosse la sua favorita fra quelle di Billecart-Salmon. Purtroppo il millesimo da me acquistato é il 1998, che nel suo articolo é quello che ha spuntato il punteggio più basso, temo, ahimè che dovrò aspettare ancora un po’ per godere di questo splendido nettare, anzi, se le volesse darmi qualche indicazione in merito, le sarei veramente grato.
        P.s.: A quando una MasterClass nel Nord-Ovest, per me Roma é un po’ lontana e sono certo che anche qui troverà molti appassionati disposti a partecipare.
        Grazie
        Giacomo

        1. Grazie!
          Su Billecart, ah, ho capito… In effetti, come gusti personali, sono per lo Chardonnay, in purezza o prevalente, quindi tendo a preferire il Blanc de blancs. Anche se alcune annate dell’NF sono insuperabili… Nel caso del 1998, come tutti gli champagne di quest’annata ha bisogno di tempo per esprimersi al meglio. Consideri che Geoffroy mi parlò di 20-30 anni…
          Eventi nel Nord-Ovest? In passato ho fatto alcune cose con AIS Torino, ma per ora non ce ne sono altre in programma. Reggio-Emilia è invece fuori mano per lei? Perché lì ogni due mesi circa faccio una Masterclass.

  2. Salve, ho letto sul sito che date la valutazione di alcune bottiglie di champagne e vorrei chiedervi gentilmente se potete dirmi quanto può valere il Cristal del 1985, del 1996 (con il cofanetto) e del 2000, e il Bollinger del 1999. Dopo tanti anni sono ancora buone da bere essendo intatte? Inoltre, ho sentito parlare di uno champagne chiamato “Vedova Nera”, sapete dirmi di cosa si tratta? In attesa di una vostra risposta vi ringrazio in anticipo e vi porgo i miei più cordiali saluti.

    1. Buongiorno,
      andiamo con ordine.
      Valore bottiglie, ovviamente se ben conservate: Cristal 1985 almeno 500 euro, Cristal 1996 sui 300 euro, Cristal 2000 sui 200 euro.
      Bollinger 1999: intende La Grande Année o l’R.D.?
      Se ben conservate non solo buone da bere, sono… straordinarie!
      Vedova Nera? Oddio, sarà una storpiatura di Veuve Clicquot…
      Saluti

      1. Grazie, il Bollinger è La grande annèe del 1999. Pensavo che il Cristal del 1996 valesse un pò di più perchè mi avevano detto che è stata un’annata particolare, comunque, per quanto tempo ancora si conservano così straordinari?

  3. Buongiorno!
    vorrei gentilmente avere un parere sul Billecart salmon brut 1999 cuvee nicolas francois…mi è stato proposto per 80€…
    come lo rapporta al 2002? e quanto affina sui lieviti?
    ho visto il punteggio che ha dato al 2002 nell’ultima edizione ; eccellente direi!
    Grazie mille
    Buona giornata

    1. Eccellente champagne. Lanciato curiosamente dopo il 2000, è stato recensito nella precedente edizione della guida Grandi Champagne. Comunque, se cerca su questo sito, trova una bella verticale di questa bellissima cuvée…
      Gliel’hanno proposta a 80 euro? Un affarone!

  4. Buongiorno Sig. ALBERTO, ho bevuto un Frederic Thomas, 2010 brut, non il blanc de blancs e,sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo piccolo produttore.
    Cosa mi puó dire in merito, perché vorrei acquistarealcuni magnum.
    Grazie

    1. Come ho detto più volte, in Champagne ci sono più di 5.000 produttori e… magari a conoscerli tutti!
      Non lo conosco, ma ha una buona fama. Alla fin fine, però, se le piace, non c’è altro da aggiungere!

  5. Buongiorno,
    ho scovato una bottiglia di Billecart-Salmon Blanc de Blanc 1997 in enoteca, a un prezzo invitante. Ho letto sul sito che il 1997 è stata una ottima annata ma ciononostante sono stati in pochi a produrre il millesimato. Vorrei sapere se conosce questa bottiglia, e se la ritiene un acquisto valido.
    Cordialmente

    1. Da prendere assolutamente! Tra l’altro anche perché è ancora quella con la vecchia etichetta…
      1997 non è stata una grande annata, ma un’annata sottostimata, per questo, in molto casi sta rivelando oggi bellissime sorprese. Senza contare il fatto che il Blanc de Blancs millesimato di Billecart è un grandissimo champagne! Sempre e comunque.

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